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Ciclismo malato e Giornalismo omertoso. Riflessioni
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<blockquote data-quote="Ti4ever" data-source="post: 838412" data-attributes="member: 5253"><p>Prèbois non mi piace. Non mi piace perchè cavalca l'onda del momento.</p><p>Gli concedo un certo coraggio nell'attaccare apertamente un certo ciclismo, tuttavia quando ormai vulnerabile e comunque con un bel tornaconto mediatico. Troppo facile. Sulla nostra tele qui in Svizzera (TSI) è passato all'interno di una trasmissione di apporfondimento il filmato del "suo" tour, sinceramente mi ha lasciato molto perplesso perchè sembrava che dovesse essere preso come riferimento quello che stava facendo LUI in quel momento, quasi fosse la max prestazione "pulita" possibile. Vabbè, si può sicuramente pedalare tecnicamente molto meglio di lui e alimentarsi meglio che a "pane e formaggio" restando più che puliti.</p><p>@New. Partecipo a questo forum da pochi mesi, e ho la massima considerazione di te, maturata leggendo i tuoi interventi. Ma qui dissento <u>in parte</u> quando dici a proposito di Biasiolo che <em>"stranamente non è un pro... chissà perchè... <strong>che la smetta di rosicare, se uno il motore ce l'ha, sta nei pro." </strong></em>Non dissento su quanto dici su Biasolo in particolare, non lo conosco, se non come quello che si è fatto 11 raam. Come detto da altri, non dovrebbe permettersi lui di porsi come metro e stabilire quali sono i limiti dei pro (affermazione sui 45 all'ora). Ma per esperienze dirette nel mio lavoro, so benissimo che una cosa è quello che si dice, altra quella che scrivono i giornalisti, astraendola del contesto, cercando la provocazione. </p><p>Non conosco Biasiolo, ma conosco altri ultraciclisti e in particolare Fasching. Certo, quando lui si è fatto il Tour nel 2005 (mi riferisco nel suo caso chiaramente al LTU) saliva l'Alp d'Huez a 15 all'ora, ben lontano dalle medie dei pro. Ma aveva 1240 km non stop nelle gambe, e altri 2830 da fare. La cosa su cui dissento è lasciare pensare che un ultraciclista sia tale perchè non è riuscito a fare il pro. È sbagliato. Sono due sport completamente diversi. Fasching ha sempre ammesso che lui non sarebbe mai in grado di fare il Tour de France (quello vero, a tappe). Quando un pro termina una tappa, un ultraciclista (che la fa a una media ben inferiore) comincia solo a carburare, perchè strutturalmente i motori sono molto diversi e inoltre diversamente allenati. Ma anche gli ultraciclisti "hanno il motore" eccome, solo che è diverso. Semmai non dovrebbero giudicare quale dovrebbe essere la cilindrata massima di un pro che fa corse a tappe. E in genere non lo fanno.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ti4ever, post: 838412, member: 5253"] Prèbois non mi piace. Non mi piace perchè cavalca l'onda del momento. Gli concedo un certo coraggio nell'attaccare apertamente un certo ciclismo, tuttavia quando ormai vulnerabile e comunque con un bel tornaconto mediatico. Troppo facile. Sulla nostra tele qui in Svizzera (TSI) è passato all'interno di una trasmissione di apporfondimento il filmato del "suo" tour, sinceramente mi ha lasciato molto perplesso perchè sembrava che dovesse essere preso come riferimento quello che stava facendo LUI in quel momento, quasi fosse la max prestazione "pulita" possibile. Vabbè, si può sicuramente pedalare tecnicamente molto meglio di lui e alimentarsi meglio che a "pane e formaggio" restando più che puliti. @New. Partecipo a questo forum da pochi mesi, e ho la massima considerazione di te, maturata leggendo i tuoi interventi. Ma qui dissento [U]in parte[/U] quando dici a proposito di Biasiolo che [I]"stranamente non è un pro... chissà perchè... [B]che la smetta di rosicare, se uno il motore ce l'ha, sta nei pro." [/B][/I]Non dissento su quanto dici su Biasolo in particolare, non lo conosco, se non come quello che si è fatto 11 raam. Come detto da altri, non dovrebbe permettersi lui di porsi come metro e stabilire quali sono i limiti dei pro (affermazione sui 45 all'ora). Ma per esperienze dirette nel mio lavoro, so benissimo che una cosa è quello che si dice, altra quella che scrivono i giornalisti, astraendola del contesto, cercando la provocazione. Non conosco Biasiolo, ma conosco altri ultraciclisti e in particolare Fasching. Certo, quando lui si è fatto il Tour nel 2005 (mi riferisco nel suo caso chiaramente al LTU) saliva l'Alp d'Huez a 15 all'ora, ben lontano dalle medie dei pro. Ma aveva 1240 km non stop nelle gambe, e altri 2830 da fare. La cosa su cui dissento è lasciare pensare che un ultraciclista sia tale perchè non è riuscito a fare il pro. È sbagliato. Sono due sport completamente diversi. Fasching ha sempre ammesso che lui non sarebbe mai in grado di fare il Tour de France (quello vero, a tappe). Quando un pro termina una tappa, un ultraciclista (che la fa a una media ben inferiore) comincia solo a carburare, perchè strutturalmente i motori sono molto diversi e inoltre diversamente allenati. Ma anche gli ultraciclisti "hanno il motore" eccome, solo che è diverso. Semmai non dovrebbero giudicare quale dovrebbe essere la cilindrata massima di un pro che fa corse a tappe. E in genere non lo fanno. [/QUOTE]
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