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Ciclismo malato e Giornalismo omertoso. Riflessioni
Testo
<blockquote data-quote="albertop" data-source="post: 838806" data-attributes="member: 1887"><p><span style="font-family: 'Arial'">Concordo sul fatto che è malcostume dei giornalisti fare del sensazionalismo e plagiare la platea con affermazioni che, spesso, si rivelano imprecise se analizzate da un esperto, ma suggestionano facilmente il novizio che non sa nulla della materia, e rimane convinto che quella del giornalista sia la verità assoluta.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Ciò premesso, vediamo allora di fare unanalisi dello stesso tipo di quella fatta dai due giornalisti, ma in modo un po più preciso (spero).</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Cerchiamo di capire levoluzione delle prestazioni umane in base allevoluzione del record dellora.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Partiamo da Eddy Merckx, 1972, 49,401 km a città del Messico, con una bici normale. Si è sempre sentito dire che l'altitudine di Città del Messico consente di guadagnare circa 1,5 km/h. Otteniamo che il record di Merckx era equivalente a circa 48 km/h, percorsi a livello del mare, su una bicicletta normale, quindi sostanzialmente pari al primato stabilito da Ferdinand Bracke a Roma nel 1967 (48,093).</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Dopo 12 anni arriva Moser, stesso luogo, 51,151 km, con una bici evoluta. I tecnici parlarono di un vantaggio, consentito dalle sole ruote lenticolari, di 2 secondi al km a 50 km/h, il che significa almeno 1,4 km/h. Inoltre, aggiungiamo come minimo altri 200 metri per la bicicletta speciale, il caschetto aerodinamico, ecc., e otteniamo che il record di Moser era equivalente a circa 49,5 km a Città del Messico, cioè più o meno come Merckx, cioè più o meno come Bracke.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Con questo, vorrei fissare un primo punto: dal 1967 al 1984 le prestazioni del motore umano sono rimaste sostanzialmente immutate. Possiamo parlare di piccole variazioni, ma niente di trascendentale.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Un inciso: col record di Moser si cominciò a parlare di allenamenti specifici (ripetute) e di Conconi e test di Conconi, si vociferò di autoemotrasfusione, ma nonostante tutto questo eravamo ancora fermi al livello del 1967.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">A questo punto saltiamo di colpo al 1994, record di Indurain (53,040) e Rominger (55,291).</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Primo inciso: nel 1994 sono venuti alla ribalta due nomi: Ferrari e eritropoietina. Non lo dico io, è un dato di fatto: prima non li conosceva nessuno, allimprovviso tutti hanno iniziato a parlarne.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Secondo inciso: la potenza necessaria per vincere la resistenza aerodinamica dipende dalla densità dellaria (alla prima potenza) dal Cx (alla prima potenza), dalla superficie corporea (alla prima potenza) e dalla velocità, questa però alla terza potenza (cioè per fare il 5% di velocità in più serve, a parità di tutto il resto, una potenza del 1,05^3-1 = 16% in più!!!!).</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Terzo inciso: il luogo era a livello del mare, quindi paragoniamo i due record con quello che Moser fece anni dopo al livello del mare, che era di circa 50 km.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Esaminiamo ora i record dei due succitati.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Indurain usava la famosa bici Espada: secondo me una bici molto bella, ma più che altro fatta per far pubblicità al suo costruttore. Il vantaggio vero, rispetto alla bici di Moser, stava nelle appendici da triathlon sul manubrio, perché la posizione in sella, alla fin fine, era la stessa della bici di Moser, salvo appunto limpugnatura raccolta, anziché a braccia larghe.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Il rapporto di velocità fra Indurain e Moser era 53/50=1,06, da cui un coefficiente incrementale della potenza di 1,06^3-1 = 19%.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">In parte è dovuto al miglior Cx della bici (grazie al manubrio), in parte alla maggior potenza di Indurain rispetto a Moser.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Quanto hanno inciso i due fattori? Non lo so, ma il dato perde significato, se passiamo a esaminare il record di Rominger.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Questultimo ha stabilito un record a sostanziale parità di condizioni tecniche rispetto ad Indurain (quindi non ci dobbiamo domandare quanto abbia inciso la bicicletta), ma ha percorso oltre 2 km in più. </span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Il rapporto è 55,291/53,040 = 1,042, da cui un coefficiente incrementale della potenza di 1,042^3-1 = 13%. E vero che Rominger ha una minor superficie corporea rispetto ad Indurain (e quindi non gli serve il 13% di potenza in più, ne basta meno), tuttavia è incontestabile che, sino allestate del 1994, Rominger aveva sempre subito da Indurain nelle gare a cronometro, da cui si deduce la usa inferiorità in termini di prestazione complessiva in pianura.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Nonostante questo, allimprovviso, la prestazione di Rominger diventa il 13% in più rispetto ad Indurain. Come si spiega?</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Se vi dessi la risposta, direste che parlo senza le prove.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Ma io dico: è comunque possibile, anche senza le prove, fare dei ragionamenti corretti e trarne le logiche conseguenze.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">E quindi: se allimprovviso (in 3 mesi) qualcuno può migliorare le proprie prestazioni del 13%, costui fa un salto in avanti che lo pone assolutamente hors categorie per gli altri. Con un gap del genere, non cè competizione. Per poter continuare a mantenere un equilibrio competitivo, è necessario che gli altri colmino questo gap e si riportino alla pari. E quindi: se era dopato il primo, sono dopati tutti.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">NB: finora non ho ancora sostenuto che qualcuno fosse dopato. Ho messo in evidenza:</span></p><p><span style="font-family: 'Symbol'">·</span><span style="font-family: 'Arial'">Variazioni anomale delle prestazioni da un mese allaltro (fatto documentato)</span></p><p><span style="font-family: 'Symbol'">·</span><span style="font-family: 'Arial'">Lentià della variazione anomala (13%)</span></p><p><span style="font-family: 'Symbol'">·</span><span style="font-family: 'Arial'">Linverosimilità che un essere umano possa fare tale variazione del 13% solo grazie allallenamento (si noti che, fino al giorno prima, Rominger era comunque seguito da preparatori professionisti e quindi lo si doveva comunque ritenere preparato nel migliore dei modi).</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">A questo punto faccio un passo avanti e dico: CI SONO LE PROVE CHE MOLTI CICLISTI SONO DOPATI CON EPO E AUTOEMOTRASFUSIONE. Lo testimoniamo i risultati di parecchi controlli antidoping.</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">E quindi la conclusione: visto che i metodi dopanti alterano le prestazioni in modo veramente rilevante, è possibile competere a pane e salame contro quelli che usano il doping?</span></p><p><span style="font-family: 'Arial'">Secondo me NO, è assolutamente impossibile che un atleta di alto livello, non dopato, batta un altro atleta di livello più o meno pari al suo, questultimo però dopato.</span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="albertop, post: 838806, member: 1887"] [FONT=Arial]Concordo sul fatto che è malcostume dei giornalisti fare del sensazionalismo e plagiare la platea con affermazioni che, spesso, si rivelano imprecise se analizzate da un esperto, ma suggestionano facilmente il novizio che non sa nulla della materia, e rimane convinto che quella del giornalista sia la verità assoluta.[/FONT] [FONT=Arial]Ciò premesso, vediamo allora di fare unanalisi dello stesso tipo di quella fatta dai due giornalisti, ma in modo un po più preciso (spero).[/FONT] [FONT=Arial]Cerchiamo di capire levoluzione delle prestazioni umane in base allevoluzione del record dellora.[/FONT] [FONT=Arial]Partiamo da Eddy Merckx, 1972, 49,401 km a città del Messico, con una bici normale. Si è sempre sentito dire che l'altitudine di Città del Messico consente di guadagnare circa 1,5 km/h. Otteniamo che il record di Merckx era equivalente a circa 48 km/h, percorsi a livello del mare, su una bicicletta normale, quindi sostanzialmente pari al primato stabilito da Ferdinand Bracke a Roma nel 1967 (48,093).[/FONT] [FONT=Arial]Dopo 12 anni arriva Moser, stesso luogo, 51,151 km, con una bici evoluta. I tecnici parlarono di un vantaggio, consentito dalle sole ruote lenticolari, di 2 secondi al km a 50 km/h, il che significa almeno 1,4 km/h. Inoltre, aggiungiamo come minimo altri 200 metri per la bicicletta speciale, il caschetto aerodinamico, ecc., e otteniamo che il record di Moser era equivalente a circa 49,5 km a Città del Messico, cioè più o meno come Merckx, cioè più o meno come Bracke.[/FONT] [FONT=Arial]Con questo, vorrei fissare un primo punto: dal 1967 al 1984 le prestazioni del motore umano sono rimaste sostanzialmente immutate. Possiamo parlare di piccole variazioni, ma niente di trascendentale.[/FONT] [FONT=Arial]Un inciso: col record di Moser si cominciò a parlare di allenamenti specifici (ripetute) e di Conconi e test di Conconi, si vociferò di autoemotrasfusione, ma nonostante tutto questo eravamo ancora fermi al livello del 1967.[/FONT] [FONT=Arial]A questo punto saltiamo di colpo al 1994, record di Indurain (53,040) e Rominger (55,291).[/FONT] [FONT=Arial]Primo inciso: nel 1994 sono venuti alla ribalta due nomi: Ferrari e eritropoietina. Non lo dico io, è un dato di fatto: prima non li conosceva nessuno, allimprovviso tutti hanno iniziato a parlarne.[/FONT] [FONT=Arial]Secondo inciso: la potenza necessaria per vincere la resistenza aerodinamica dipende dalla densità dellaria (alla prima potenza) dal Cx (alla prima potenza), dalla superficie corporea (alla prima potenza) e dalla velocità, questa però alla terza potenza (cioè per fare il 5% di velocità in più serve, a parità di tutto il resto, una potenza del 1,05^3-1 = 16% in più!!!!).[/FONT] [FONT=Arial]Terzo inciso: il luogo era a livello del mare, quindi paragoniamo i due record con quello che Moser fece anni dopo al livello del mare, che era di circa 50 km.[/FONT] [FONT=Arial]Esaminiamo ora i record dei due succitati.[/FONT] [FONT=Arial]Indurain usava la famosa bici Espada: secondo me una bici molto bella, ma più che altro fatta per far pubblicità al suo costruttore. Il vantaggio vero, rispetto alla bici di Moser, stava nelle appendici da triathlon sul manubrio, perché la posizione in sella, alla fin fine, era la stessa della bici di Moser, salvo appunto limpugnatura raccolta, anziché a braccia larghe.[/FONT] [FONT=Arial]Il rapporto di velocità fra Indurain e Moser era 53/50=1,06, da cui un coefficiente incrementale della potenza di 1,06^3-1 = 19%.[/FONT] [FONT=Arial]In parte è dovuto al miglior Cx della bici (grazie al manubrio), in parte alla maggior potenza di Indurain rispetto a Moser.[/FONT] [FONT=Arial]Quanto hanno inciso i due fattori? Non lo so, ma il dato perde significato, se passiamo a esaminare il record di Rominger.[/FONT] [FONT=Arial]Questultimo ha stabilito un record a sostanziale parità di condizioni tecniche rispetto ad Indurain (quindi non ci dobbiamo domandare quanto abbia inciso la bicicletta), ma ha percorso oltre 2 km in più. [/FONT] [FONT=Arial]Il rapporto è 55,291/53,040 = 1,042, da cui un coefficiente incrementale della potenza di 1,042^3-1 = 13%. E vero che Rominger ha una minor superficie corporea rispetto ad Indurain (e quindi non gli serve il 13% di potenza in più, ne basta meno), tuttavia è incontestabile che, sino allestate del 1994, Rominger aveva sempre subito da Indurain nelle gare a cronometro, da cui si deduce la usa inferiorità in termini di prestazione complessiva in pianura.[/FONT] [FONT=Arial]Nonostante questo, allimprovviso, la prestazione di Rominger diventa il 13% in più rispetto ad Indurain. Come si spiega?[/FONT] [FONT=Arial]Se vi dessi la risposta, direste che parlo senza le prove.[/FONT] [FONT=Arial]Ma io dico: è comunque possibile, anche senza le prove, fare dei ragionamenti corretti e trarne le logiche conseguenze.[/FONT] [FONT=Arial]E quindi: se allimprovviso (in 3 mesi) qualcuno può migliorare le proprie prestazioni del 13%, costui fa un salto in avanti che lo pone assolutamente hors categorie per gli altri. Con un gap del genere, non cè competizione. Per poter continuare a mantenere un equilibrio competitivo, è necessario che gli altri colmino questo gap e si riportino alla pari. E quindi: se era dopato il primo, sono dopati tutti.[/FONT] [FONT=Arial]NB: finora non ho ancora sostenuto che qualcuno fosse dopato. Ho messo in evidenza:[/FONT] [FONT=Symbol]·[/FONT][FONT=Arial]Variazioni anomale delle prestazioni da un mese allaltro (fatto documentato)[/FONT] [FONT=Symbol]·[/FONT][FONT=Arial]Lentià della variazione anomala (13%)[/FONT] [FONT=Symbol]·[/FONT][FONT=Arial]Linverosimilità che un essere umano possa fare tale variazione del 13% solo grazie allallenamento (si noti che, fino al giorno prima, Rominger era comunque seguito da preparatori professionisti e quindi lo si doveva comunque ritenere preparato nel migliore dei modi).[/FONT] [FONT=Arial]A questo punto faccio un passo avanti e dico: CI SONO LE PROVE CHE MOLTI CICLISTI SONO DOPATI CON EPO E AUTOEMOTRASFUSIONE. Lo testimoniamo i risultati di parecchi controlli antidoping.[/FONT] [FONT=Arial]E quindi la conclusione: visto che i metodi dopanti alterano le prestazioni in modo veramente rilevante, è possibile competere a pane e salame contro quelli che usano il doping?[/FONT] [FONT=Arial]Secondo me NO, è assolutamente impossibile che un atleta di alto livello, non dopato, batta un altro atleta di livello più o meno pari al suo, questultimo però dopato.[/FONT] [/QUOTE]
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