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Ciclismo solitario....
Testo
<blockquote data-quote="lore78" data-source="post: 4102995" data-attributes="member: 37737"><p>Anch'io mi aggrego al gruppo dei solitari.</p><p></p><p>Nel mio caso oltre ad un dato caratteriale (sono abbastanza "orso") concorrono almeno altri due fattori:</p><p>il primo è che faccio un lavoro che mi stressa molto e l'uscita solitaria in pausa pranzo o nel week end mi aiuta a staccare, a riordinare le idee ed a convincermi che la mia vita non si esaurisce in quel cavolo di studio dove trascorro la gran parte delle ore della settimana;</p><p>il secondo è che vivo in Toscana, vicino al San Baronto, una terra nella quale la dimensione "amatoriale" del ciclismo è pressoché inesistente perché tutto è invariabilmente, costantemente competizione. Le uscite in compagnia, che pure ogni tanto faccio aggregandomi al gruppo di qualche amico, diventano una costante guerra psicologica della serie: </p><p>- lo vedi che non vai una sega?</p><p>- sì ma è perché sono sotto antibiotico!</p><p>- e allora io che dovrei dire, che ho fatto la metà dei chilometri dell'anno scorso!</p><p>- sì ma io sono anche due chili di più dell'anno scorso!</p><p>- vai vai chili... avessi la tua età! Sei migliorato nello scatto? lo sai vero che per l'amatore lo scatto è tutto!</p><p>ecc...</p><p></p><p>Poi tu "nuovo", se vai piano sei oggetto di sguardi commiserevoli; se Vai "forte" di sguardi irati che ti fanno capire che prima che tu sia il benvenuto dovranno trascorrere un diecimigliaio di chilometri e tre presentazioni di ex pro divenuti tali solo per potersi continuare a dopare (che dalle mie parti fioccano...e sono tutti rigorosamente ossequiati).</p><p></p><p>Naturalmente ci sono anche eccezioni (e tante). Tanta gente perbene, simpatica che esce solo per amore della bici. Ma tendenzialmente la simpatia del singolo ciclista tende a disperdersi quando "entra" in gruppo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lore78, post: 4102995, member: 37737"] Anch'io mi aggrego al gruppo dei solitari. Nel mio caso oltre ad un dato caratteriale (sono abbastanza "orso") concorrono almeno altri due fattori: il primo è che faccio un lavoro che mi stressa molto e l'uscita solitaria in pausa pranzo o nel week end mi aiuta a staccare, a riordinare le idee ed a convincermi che la mia vita non si esaurisce in quel cavolo di studio dove trascorro la gran parte delle ore della settimana; il secondo è che vivo in Toscana, vicino al San Baronto, una terra nella quale la dimensione "amatoriale" del ciclismo è pressoché inesistente perché tutto è invariabilmente, costantemente competizione. Le uscite in compagnia, che pure ogni tanto faccio aggregandomi al gruppo di qualche amico, diventano una costante guerra psicologica della serie: - lo vedi che non vai una sega? - sì ma è perché sono sotto antibiotico! - e allora io che dovrei dire, che ho fatto la metà dei chilometri dell'anno scorso! - sì ma io sono anche due chili di più dell'anno scorso! - vai vai chili... avessi la tua età! Sei migliorato nello scatto? lo sai vero che per l'amatore lo scatto è tutto! ecc... Poi tu "nuovo", se vai piano sei oggetto di sguardi commiserevoli; se Vai "forte" di sguardi irati che ti fanno capire che prima che tu sia il benvenuto dovranno trascorrere un diecimigliaio di chilometri e tre presentazioni di ex pro divenuti tali solo per potersi continuare a dopare (che dalle mie parti fioccano...e sono tutti rigorosamente ossequiati). Naturalmente ci sono anche eccezioni (e tante). Tanta gente perbene, simpatica che esce solo per amore della bici. Ma tendenzialmente la simpatia del singolo ciclista tende a disperdersi quando "entra" in gruppo. [/QUOTE]
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