Eccomi quà, ho trovato il post del Dottor Di Micco, che non conosco e che sono andato a cercare solo perchè ho visto il suo nome in un' altra discussione.
A me sembra interessante, lo trovate sulla sua pagina FB ma lo riporto anche qui:
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Stasera voglio rispondere ad una domanda che molti atleti mi pongono:
Meglio una cadenza di pedalata alta o bassa ?
Gli scatti ad altissima frequenza di pedalata che abbiamo visto negli anni con Chris Froome sono una delle immagini più simboliche di grande Ciclismo. Con l’alto numero di pedalata ha portato fino all’estremo un modo di pedalare che si era già fatto strada dai tempi di Miguel Indurain e poi nell’era di Lance Armstrong. L’ormai classica “frullata” di Froome non è però un modello da seguire ed imitare per i cicloamatori che spesso cercano d'emulare i campioni per migliorare le proprie prestazioni.
Formenti, ricercatore dell’Università di Oxford. Formenti ed i suoi colleghi hanno effettuato una serie di test su 10 cicloamatori, facendoli pedalare su dei cicloergometri e ricavando informazioni anche attraverso dei video tridimensionali a raggi infrarossi.
Sono giunto alla conclusione che una frequenza alla Froome non è vantaggiosa per un pedalatore di più basso livello. “Se un ciclista amatoriale cerca di copiare l’alta cadenza di un professionista ma invece di far girare dei grossi rapporti spinge delle marce più basse può sprecare il 60% della propria energia”, ha spiegato il ricercatore aggiungendo che la maggior parte dello sforzo serve in questo caso per muovere su e giù le gambe e non per spostare in avanti la bicicletta.
A 110 pedalate al minuto con un rapporto molto agile infatti la maggior parte dell’energia viene spesa nelle parti mobili del corpo, come ginocchia e piedi, con solo un 40% che va a far girare effettivamente le pedivelle.
Detto questo è importante conoscere il proprio potenziale atletico per individuare quale sia la giusta cadenza da sostenere in pianura ed in salita ."