Io a Brescia c’ho passato un anno, da dicembre 79 a novembre 80, alla Ottaviani, non ero messo male, mi sono fatto molti amici, tra cui Alberto Parisio il cui babbo aveva un bel negozio di articoli sportivi, al Carmine ci si andava spesso ma per bersi un bianchino o mangiare in una trattoria di cui non ricordo il nome ma costava poco e non si stava male, io ero l’autista del generale di brigata e tutte le mattine venivo in centro, al comando brigata, davanti agli scavi archeologici, ma quello che mi ricordo con piacere era un locale fuori Brescia, sotto la Maddalena, in legno, posto fumoso dove suonavano anche..... bei ricordi, a inizio estate mi portai su la moto, un laverda 350, e il fine settimana mi facevo dei bei giriHo abitato per un tot di mesi al Carmine ( sopra al Pappagallino d'Oro) da giovane immigrato (da Milano) e non riuscivo a spiegarmi perche' , quando dicevo che abitavo' la' , tutti facevano le risatine ed ammiccavano. Poi ho anche capito perche' se la macchina sotto casa la dimenticavo aperta, nessuno toccava niente. Altri tempi, quando le vipere avevano paura dell'aglio schiacciato (??) e si apriva la bottiglia di Champenoise ( al tempo si chiamava così il Franciacorta) alle 2 di notte all'Enrico IV in Vicolo Sant'Agostino dietro al Duomo. Di tutti i viaggi al lago mi sono rimaste impresse le lunghe code nella 500 al rientro domenicale.
NB per coloro i quali non conoscono Brescia anni'80:
Il Carmine era un quartiere malfamato , al bar Pappagallino d'Oro c'erano le donnine allegre con intorno i papponi ( ma io non lo sapevo, ero sempre in giro per lavoro e a casa tornavo per dormire la sera).
L'EnricoIV era un localino ( diciamo un buco ) nel Centro Storico vicino alla statua di Tito Speri che indica la fontana (tra il fogliame) per gli assetati che non potevano permettersi di meglio

da Argegno





