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Ciclisti over 50 (vol.3)
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<blockquote data-quote="VADABRUT" data-source="post: 7368337" data-attributes="member: 3668"><p>Ho ragionato un po' sulla parte evidenziata e ho stabilito che dipendeva dai periodi e dallo sport praticato:</p><p>Calcio: da piccolo fino a 16-17 anni, fino a 14 anni giocavo solo in paese con gli amici, poi il fratello maggiore di uno di loro mi portò a fare un provino alla Fulvius a Valenza dove era un Dirigente ed entrai come titolare, giocavo come terzino sinistro per via della mia statura e della mia aggressività. Ho giocato anche come stopper e come libero, ma la fascia sinistra era la mia preferita.</p><p>Moto: Riuscii a comprarmela a 21 anni, dopo 3 anni di risparmi, poi cominciai con le gare di Enduro, ma non era e non è il mio sport, non sono molto bravo e in molte occasioni mi sento ancora molto insicuro.</p><p>Tennis: non praticato a livello agonistico, ma non avevo paura di nessuno</p><p>Ciclismo: ho attraversato tutte le fasi...... tensione, insicurezza, umiliazione, ma anche euforia, sicurezza e voglia di provarci e ci ho provato, sia con le fughe che con le volate, ma gli altri erano più bravi, poi, dopo qualche borsa della spesa e qualche rischio di troppo, ho capito che fare a spallate con gente di 20 kg in più non era conveniente. Dopo l' intervento subito agli occhi a inizio 2000 non vedevo più niente, solo ombre...... mi rintanai in fondo al gruppo e persi fiducia...... il resto l' ho già raccontato troppe volte.</p><p>Non ho nulla da dimostrare ma, come ho già scritto altre volte, se c' è da lottare lotto se posso, a volte le prendo, altre volte le do.</p><p>Sto cercando di tornare un minimo competitivo, almeno per riuscire a rimanere in gruppo, ma se mi renderò conto di non farcela e soprattutto se non riuscirò a mantenere la lucidità non gareggerò più. Spero che anche gli altri vecchi ragionino così, non ho voglia di farmi male per qualche pirla che, pur di non staccarsi o fermarsi, insiste senza la necessaria lucidità.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="VADABRUT, post: 7368337, member: 3668"] Ho ragionato un po' sulla parte evidenziata e ho stabilito che dipendeva dai periodi e dallo sport praticato: Calcio: da piccolo fino a 16-17 anni, fino a 14 anni giocavo solo in paese con gli amici, poi il fratello maggiore di uno di loro mi portò a fare un provino alla Fulvius a Valenza dove era un Dirigente ed entrai come titolare, giocavo come terzino sinistro per via della mia statura e della mia aggressività. Ho giocato anche come stopper e come libero, ma la fascia sinistra era la mia preferita. Moto: Riuscii a comprarmela a 21 anni, dopo 3 anni di risparmi, poi cominciai con le gare di Enduro, ma non era e non è il mio sport, non sono molto bravo e in molte occasioni mi sento ancora molto insicuro. Tennis: non praticato a livello agonistico, ma non avevo paura di nessuno Ciclismo: ho attraversato tutte le fasi...... tensione, insicurezza, umiliazione, ma anche euforia, sicurezza e voglia di provarci e ci ho provato, sia con le fughe che con le volate, ma gli altri erano più bravi, poi, dopo qualche borsa della spesa e qualche rischio di troppo, ho capito che fare a spallate con gente di 20 kg in più non era conveniente. Dopo l' intervento subito agli occhi a inizio 2000 non vedevo più niente, solo ombre...... mi rintanai in fondo al gruppo e persi fiducia...... il resto l' ho già raccontato troppe volte. Non ho nulla da dimostrare ma, come ho già scritto altre volte, se c' è da lottare lotto se posso, a volte le prendo, altre volte le do. Sto cercando di tornare un minimo competitivo, almeno per riuscire a rimanere in gruppo, ma se mi renderò conto di non farcela e soprattutto se non riuscirò a mantenere la lucidità non gareggerò più. Spero che anche gli altri vecchi ragionino così, non ho voglia di farmi male per qualche pirla che, pur di non staccarsi o fermarsi, insiste senza la necessaria lucidità. [/QUOTE]
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