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Ciclisti over 50 (vol.3)
Testo
<blockquote data-quote="Omino" data-source="post: 7459325" data-attributes="member: 11152"><p>Buona lettura e Buone Feste </p><p></p><p>Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.</p><p>Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.</p><p>Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.</p><p>Una famiglia è chi vive insieme a te.</p><p>I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.</p><p></p><p>Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.</p><p>Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.</p><p>Sono piccole cose che riempiono il cuore.</p><p>Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.</p><p>Attendo un attimo.</p><p>Un pensiero mi ferma.</p><p>Le persone che non hanno una famiglia.</p><p>Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.</p><p>O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.</p><p>Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.</p><p>Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.</p><p>Quella felicità.</p><p></p><p>Mi viene da pensare alla salita.</p><p>Al freddo di oggi.</p><p>O ai 38 gradi di qualche mese fa.</p><p>A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.</p><p>Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.</p><p>Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.</p><p>E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.</p><p></p><p>La mano è ancora sulla maniglia e attende.</p><p></p><p>Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.</p><p>Io vado in bici per stare bene.</p><p>La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.</p><p>Niente è gratis.</p><p>Niente è facile.</p><p>E niente sembra funzionare, a volte.</p><p>Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.</p><p>E’ invisibile, anche a te.</p><p>Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.</p><p>Accettale.</p><p>Impara da loro.</p><p>E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.</p><p>Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.</p><p>L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.</p><p></p><p>Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.</p><p></p><p>Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.</p><p></p><p>(Cit.)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Omino, post: 7459325, member: 11152"] Buona lettura e Buone Feste Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale. Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi. Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico. Una famiglia è chi vive insieme a te. I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti. Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa. Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho. Sono piccole cose che riempiono il cuore. Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa. Attendo un attimo. Un pensiero mi ferma. Le persone che non hanno una famiglia. Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare. O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi. Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta. Perché nel cuore non ci sono quegli affetti. Quella felicità. Mi viene da pensare alla salita. Al freddo di oggi. O ai 38 gradi di qualche mese fa. A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare. Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero. Mi sono fermato e ho lanciato via la bici. E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene. La mano è ancora sulla maniglia e attende. Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo. Io vado in bici per stare bene. La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi. Niente è gratis. Niente è facile. E niente sembra funzionare, a volte. Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole. E’ invisibile, anche a te. Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura. Accettale. Impara da loro. E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro. Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite. L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità. Apro la porta, entro e sono pronto per la festa. Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale. (Cit.) [/QUOTE]
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