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<blockquote data-quote="Bert5quant1" data-source="post: 7500475" data-attributes="member: 121134"><p>Purtroppo.... tutto vero. però si va avanti, preferisco e riesco a fare anche 100 km ma senza svenarmi e senza l'angoscia di fare la media... si fatica parecchio, anche al proprio limite del momento, ma si apprezza.</p><p>È un allenarsi da vecchi che classificherei un pò sopra il passeggio.</p><p>Poi la diffidenza nel traffico, obbligatoria! Nel giro, fermarsi al minimo dubbio piuttosto che bruciare uno stop o slalomare nel traffico... è questa la scelta, e si sta bene lo stesso.</p><p>E... sì, ormai cerco di non voltarmi indietro, è chiaro che non va.</p><p>Prima o poi arriverà un'avvisaglia delle prime incrinature dell'equilibrio... anche della morte, prima o poi. Inutile fasciarsi la testa, nel presente si valuta cio che c'è e non ciò che verrà.</p><p>Quanto al recupero, chissene, cioè si deve capire e accettare la condizione anagrafica, che non significa passare al divano.</p><p>Quando passa la legnosità si riprende, prima si riposa, è l'occasione anche per leggere un buon libro... se non va si rimanda, io mi dico sempre, a casa come anche durante una salita, in bici o in culo ai monti, che "mica me l'ha ordinato il dottore!"</p><p>E a 57 anni il Vadabrut fa talvolta 6 giorni di fila, io allora pesavo sui 100 kg e correvo 5000 in 20 minuti, adesso... ciaone!</p><p>E nonostante mi ripetessi il mantra del dottore, poi difficilmente rinunciavo, anche da giovane.</p><p>Ma quando/dove a volte il salvavita era il saper rinunciare, non per cedimento ma per sopravvenienti condizioni avverse, sì. </p><p>Un classico: il nebbione su ghiacciaio, uno dei casi in cui ho fatto dietro front, e alla svelta, pure!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bert5quant1, post: 7500475, member: 121134"] Purtroppo.... tutto vero. però si va avanti, preferisco e riesco a fare anche 100 km ma senza svenarmi e senza l'angoscia di fare la media... si fatica parecchio, anche al proprio limite del momento, ma si apprezza. È un allenarsi da vecchi che classificherei un pò sopra il passeggio. Poi la diffidenza nel traffico, obbligatoria! Nel giro, fermarsi al minimo dubbio piuttosto che bruciare uno stop o slalomare nel traffico... è questa la scelta, e si sta bene lo stesso. E... sì, ormai cerco di non voltarmi indietro, è chiaro che non va. Prima o poi arriverà un'avvisaglia delle prime incrinature dell'equilibrio... anche della morte, prima o poi. Inutile fasciarsi la testa, nel presente si valuta cio che c'è e non ciò che verrà. Quanto al recupero, chissene, cioè si deve capire e accettare la condizione anagrafica, che non significa passare al divano. Quando passa la legnosità si riprende, prima si riposa, è l'occasione anche per leggere un buon libro... se non va si rimanda, io mi dico sempre, a casa come anche durante una salita, in bici o in culo ai monti, che "mica me l'ha ordinato il dottore!" E a 57 anni il Vadabrut fa talvolta 6 giorni di fila, io allora pesavo sui 100 kg e correvo 5000 in 20 minuti, adesso... ciaone! E nonostante mi ripetessi il mantra del dottore, poi difficilmente rinunciavo, anche da giovane. Ma quando/dove a volte il salvavita era il saper rinunciare, non per cedimento ma per sopravvenienti condizioni avverse, sì. Un classico: il nebbione su ghiacciaio, uno dei casi in cui ho fatto dietro front, e alla svelta, pure! [/QUOTE]
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