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Ciclisti over 50 (vol.3)
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7520725" data-attributes="member: 7692"><p>In realtà è tanto tanto opinabile quella formula, secondo la quale nel mio caso dovrei arrivare a max 166 bpm, mentre tocco ancora i 183-184 come massima. E ne conosco tanti altri con queste differenze, forse bisognerebbe distinguere tra soggetti che fanno e/o hanno fatto sport anche a livello agonistico fino ai 20-25 anni e altri: magari applicato ad un sedentario i valori potrebbero essere più vicini alla formula.</p><p></p><p>Il fatto di riuscire a tenere le ruote ad andature elevate dipende dall'età ma non direttamente dalla frequenza cardiaca, poiché uno sforzo prolungato ad andature medio alte ma regolari, si addice forse più ad un 50enne che ad un 20enne, nel senso che come hai notato con gli anni peggiora il recupero, ma migliora la resistenza ad un certo tipo di sforzo prolungato. E anche l'allenamento conta molto, nel senso che se pedali una volta a settimana o ogni 10 gg., le ruote le perdi al primo rilancio o quasi.</p><p></p><p>Domenica ad esempio incontro un gruppo che mi supera su un percorso lievemente ondulato, vento leggero laterale, quasi pianura, e andava forte, con punte anche di 50 km/h e poco oltre. Mi accodo e dietro e dal fondo almeno 7-8 sono saltati, ho chiuso tutti i buchi ma sono rimasto: 12-15 anni fa anche se più giovane sarei saltato anche io per le andature ed i continui rilanci dovuti alle curve. Cosa è cambiato nonostante le mie prestazioni in salita siano peggiorate per l'età, la mia frequenza cardiaca massima allora arrivava a 190 bpm, e sicuramente soffrivo il ritmo alto a lungo perché mi allenavo saltuariamente e sempre da solo? E' cambiato che sono stato più costante, ho imparato a stare in gruppo a ruota, ad essere regolare, a dosare le energie, ad anticipare le frustate dei rilanci per non dover fare sforzo eccessivo rimanendo al vento. Ovviamente mi è costato watt, col cavolo che stavo tranquillo in fondo alla coda del gruppo di 20 ciclisti a 170-200 w, e anche una frequenza cardiaca più alta del solito ma sostenibile. Certo ad essere nelle prime posizioni, intendo ben protetto dopo i primi 5-6, sarebbe stato più facile, lo so per esperienza, ma la cosa che mi piace notare è che, pur con tutte le variabili fisiche di peggioramento dovute all'età, la mi resistenza ad un certo tipo di sforzo è quasi migliorata. E a questo hanno contribuito anni di adattamenti, perché ci vuole tempo, non basta fare in un anno 15.000 km e tac, si migliora: il processo è continuo e dipende da tanti altri fattori. Tra questi l'età over 50 è solo uno, e può essere meno significativo. Già diventare over 60 la vedo più difficile <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7520725, member: 7692"] In realtà è tanto tanto opinabile quella formula, secondo la quale nel mio caso dovrei arrivare a max 166 bpm, mentre tocco ancora i 183-184 come massima. E ne conosco tanti altri con queste differenze, forse bisognerebbe distinguere tra soggetti che fanno e/o hanno fatto sport anche a livello agonistico fino ai 20-25 anni e altri: magari applicato ad un sedentario i valori potrebbero essere più vicini alla formula. Il fatto di riuscire a tenere le ruote ad andature elevate dipende dall'età ma non direttamente dalla frequenza cardiaca, poiché uno sforzo prolungato ad andature medio alte ma regolari, si addice forse più ad un 50enne che ad un 20enne, nel senso che come hai notato con gli anni peggiora il recupero, ma migliora la resistenza ad un certo tipo di sforzo prolungato. E anche l'allenamento conta molto, nel senso che se pedali una volta a settimana o ogni 10 gg., le ruote le perdi al primo rilancio o quasi. Domenica ad esempio incontro un gruppo che mi supera su un percorso lievemente ondulato, vento leggero laterale, quasi pianura, e andava forte, con punte anche di 50 km/h e poco oltre. Mi accodo e dietro e dal fondo almeno 7-8 sono saltati, ho chiuso tutti i buchi ma sono rimasto: 12-15 anni fa anche se più giovane sarei saltato anche io per le andature ed i continui rilanci dovuti alle curve. Cosa è cambiato nonostante le mie prestazioni in salita siano peggiorate per l'età, la mia frequenza cardiaca massima allora arrivava a 190 bpm, e sicuramente soffrivo il ritmo alto a lungo perché mi allenavo saltuariamente e sempre da solo? E' cambiato che sono stato più costante, ho imparato a stare in gruppo a ruota, ad essere regolare, a dosare le energie, ad anticipare le frustate dei rilanci per non dover fare sforzo eccessivo rimanendo al vento. Ovviamente mi è costato watt, col cavolo che stavo tranquillo in fondo alla coda del gruppo di 20 ciclisti a 170-200 w, e anche una frequenza cardiaca più alta del solito ma sostenibile. Certo ad essere nelle prime posizioni, intendo ben protetto dopo i primi 5-6, sarebbe stato più facile, lo so per esperienza, ma la cosa che mi piace notare è che, pur con tutte le variabili fisiche di peggioramento dovute all'età, la mi resistenza ad un certo tipo di sforzo è quasi migliorata. E a questo hanno contribuito anni di adattamenti, perché ci vuole tempo, non basta fare in un anno 15.000 km e tac, si migliora: il processo è continuo e dipende da tanti altri fattori. Tra questi l'età over 50 è solo uno, e può essere meno significativo. Già diventare over 60 la vedo più difficile ;-) [/QUOTE]
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