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Ciclisti over 50 (vol.3)
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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7527553" data-attributes="member: 7692"><p>Nel mio caso è al contrario, pensa il paradosso…quando entro in modalità pianura scatta il risparmio energetico, cioè non ho lo stesso stimolo a spingere che in salita. La realtà è che ognuno di noi è tendenzialmente il ciclista che è: difficile snaturarsi. Il modo di pedalare, l’attitudine ad un certo tipo di percorso e di sforzo, alla fatica, la cadenza, etc. sono scritte nel nostro DNA e si può solo cercare di migliorare i punti deboli, ma se uno non nasce passista, non lo diventerà con l’allenamento. Tanto meno scalatore.</p><p></p><p>Per me la differenza è papabile, peso 60 kg. x 1,78 ed in salita riesco a tenere 300w per circa 10-12 minuti (ora a 55 anni qualcosa in meno). Perché non riesco a tenere quei watt in pianura se non per la metà di quel tempo, e già così rispetto alla salita, la percepisco come una fatica immane?!? Perché mio fratello che è poco più giovane di me ed è 72 kg. X 1,80 quei 300w li tiene in pianura anche 1h ed in salita invece dopo 2-3 minuti a quel wattaggio deve mollare? Ed infatti odia la salita, e cerca solo la pianura dove praticamente entra in modalità cronoman!</p><p></p><p>La mia idea è che non possiamo essere tanto diversi da ciò che siamo: alla fine abito in pianura e ne ho sempre almeno 50 km tra andata e ritorno per raggiungere le salite, e in tanti anni, a farla e a stare in gruppo, non sono diventato certo un passista, ma almeno se trovo un gruppo di passisti che va, non perdo le ruote. Diciamo che limito i danni, cosa che consiglio di fare anche a te: la salita è fatta anche di rapporti adeguati, a maggior ragione se non hai attitudine alla salita. Solo così puoi limitare i danni, e non certo tenere le ruote di chi è più scalatore, un rapporto peso/potenza migliore, o semplicemente a parità di peso, più watt di te. Se riesci a trovare la cadenza adeguata che non ti inchiodi le gambe puoi imparare a gestire lo sforzo, ad essere più regolare possibile, e sarai non uno scalatore, ma certo migliore del te stesso che cercava di spingere un 26 dove anche io entrerei in difficoltà (quindi questa cosa del giusto rapporto vale per tutti, anche per me che peso 60 kg.)</p><p></p><p>Poi ci sarebbe da aggiungere, per concludere, che anche i cosiddetti scalatori non sono tutti uguali: ad esempio a me danno più fastidio le salite lunghe e le pendenze al 4-5%, mentre rendo meglio e preferisco quelle a strappi. Gli strappi in generale, sono veramente il mio pane, o almeno lo erano quando gli anni erano decisamente meno! Ora tendo anche io a cercare la regolarità dello sforzo, perché il cuore non è più elastico come prima.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7527553, member: 7692"] Nel mio caso è al contrario, pensa il paradosso…quando entro in modalità pianura scatta il risparmio energetico, cioè non ho lo stesso stimolo a spingere che in salita. La realtà è che ognuno di noi è tendenzialmente il ciclista che è: difficile snaturarsi. Il modo di pedalare, l’attitudine ad un certo tipo di percorso e di sforzo, alla fatica, la cadenza, etc. sono scritte nel nostro DNA e si può solo cercare di migliorare i punti deboli, ma se uno non nasce passista, non lo diventerà con l’allenamento. Tanto meno scalatore. Per me la differenza è papabile, peso 60 kg. x 1,78 ed in salita riesco a tenere 300w per circa 10-12 minuti (ora a 55 anni qualcosa in meno). Perché non riesco a tenere quei watt in pianura se non per la metà di quel tempo, e già così rispetto alla salita, la percepisco come una fatica immane?!? Perché mio fratello che è poco più giovane di me ed è 72 kg. X 1,80 quei 300w li tiene in pianura anche 1h ed in salita invece dopo 2-3 minuti a quel wattaggio deve mollare? Ed infatti odia la salita, e cerca solo la pianura dove praticamente entra in modalità cronoman! La mia idea è che non possiamo essere tanto diversi da ciò che siamo: alla fine abito in pianura e ne ho sempre almeno 50 km tra andata e ritorno per raggiungere le salite, e in tanti anni, a farla e a stare in gruppo, non sono diventato certo un passista, ma almeno se trovo un gruppo di passisti che va, non perdo le ruote. Diciamo che limito i danni, cosa che consiglio di fare anche a te: la salita è fatta anche di rapporti adeguati, a maggior ragione se non hai attitudine alla salita. Solo così puoi limitare i danni, e non certo tenere le ruote di chi è più scalatore, un rapporto peso/potenza migliore, o semplicemente a parità di peso, più watt di te. Se riesci a trovare la cadenza adeguata che non ti inchiodi le gambe puoi imparare a gestire lo sforzo, ad essere più regolare possibile, e sarai non uno scalatore, ma certo migliore del te stesso che cercava di spingere un 26 dove anche io entrerei in difficoltà (quindi questa cosa del giusto rapporto vale per tutti, anche per me che peso 60 kg.) Poi ci sarebbe da aggiungere, per concludere, che anche i cosiddetti scalatori non sono tutti uguali: ad esempio a me danno più fastidio le salite lunghe e le pendenze al 4-5%, mentre rendo meglio e preferisco quelle a strappi. Gli strappi in generale, sono veramente il mio pane, o almeno lo erano quando gli anni erano decisamente meno! Ora tendo anche io a cercare la regolarità dello sforzo, perché il cuore non è più elastico come prima. [/QUOTE]
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