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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7534112" data-attributes="member: 6188"><p>E' una risposta non banale che meriterebbe una lunga discussione si più fronti, in parte già data quando ho risposto a @[USER=121134]Bert5quant1[/USER] su Motti. Potrei cominciare con una provocazione, andare in bici è uno sport pericoloso, in alcuni momenti più pericoloso dell'alpinismo, uno deve essere contento se viene messo sotto da una signora distratta e perde così la vita ? O da un camion guidato da un tedesco recidivo ? Oppure potremmo metterla, (ma voi non potevate saperlo) che quel giorno fu una morte sul lavoro, in quanto era con un cliente, e per le Guide valdostane fare il cervino è un modo di tirare su la stagione, lo fanno a ripetizione anche per settimane se fa bello, trascinando su i clienti spesso impreparati, ed è tutto tranne un bel modo di andare in montagna ma serve ad arrivare a fine mese per il resto dell'anno. Certo non un buon modo di morire.</p><p>Ma siccome io sono andato ai funerali di molti, troppi, miei cari amici, forse una cosa va chiarita. Non c'è un rapporto speciale con la morte per chi va in montagna, come non c'è l'ha chi va a 80 km/h su un robino di carbonio da 7 kg. Si ha al massimo una diversa percezione del rischio. Andare in montagna è cercare il controllo anche in situazioni difficili, è muoversi in un ambiente verticale in cui è vietato sbagliare, ma non è <a href="https://library.weschool.com/lezione/i-dolori-del-giovane-werther-johann-wolfgang-goethe-riassunto-romanticismo-11826.html" target="_blank">accettare e cercare romanticamente la dolce morte</a>. Mai mi è capitato su una parete di pensare boh, vado, se non passo meglio che morire di altzeimer. Anzi, da quando ho famiglia, il pensiero è evitare che mio figlio pensi che io sia morto da c****ne. Poi magari tutti preferiremmo evitare di passare 10 anni con l'altzeimer, meglio trapassare prima, ma no, non in quel momento. Sopravvivere in montagna, esattamente come fare una salita o una discesa emozionante, come vincere una gara, è massima espresione della vita, è uno dei momenti migliori della vita, non deve essere morte. Può esserlo perché fa parte del gioco. </p><p>Dei molti amici mancati ho buoni ricordi, ma le loro vicende finali mi rendono anche un po' melanconico. Voi sorridete pensando non so, a Scarponi o Rebellin ?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7534112, member: 6188"] E' una risposta non banale che meriterebbe una lunga discussione si più fronti, in parte già data quando ho risposto a @[USER=121134]Bert5quant1[/USER] su Motti. Potrei cominciare con una provocazione, andare in bici è uno sport pericoloso, in alcuni momenti più pericoloso dell'alpinismo, uno deve essere contento se viene messo sotto da una signora distratta e perde così la vita ? O da un camion guidato da un tedesco recidivo ? Oppure potremmo metterla, (ma voi non potevate saperlo) che quel giorno fu una morte sul lavoro, in quanto era con un cliente, e per le Guide valdostane fare il cervino è un modo di tirare su la stagione, lo fanno a ripetizione anche per settimane se fa bello, trascinando su i clienti spesso impreparati, ed è tutto tranne un bel modo di andare in montagna ma serve ad arrivare a fine mese per il resto dell'anno. Certo non un buon modo di morire. Ma siccome io sono andato ai funerali di molti, troppi, miei cari amici, forse una cosa va chiarita. Non c'è un rapporto speciale con la morte per chi va in montagna, come non c'è l'ha chi va a 80 km/h su un robino di carbonio da 7 kg. Si ha al massimo una diversa percezione del rischio. Andare in montagna è cercare il controllo anche in situazioni difficili, è muoversi in un ambiente verticale in cui è vietato sbagliare, ma non è [URL='https://library.weschool.com/lezione/i-dolori-del-giovane-werther-johann-wolfgang-goethe-riassunto-romanticismo-11826.html']accettare e cercare romanticamente la dolce morte[/URL]. Mai mi è capitato su una parete di pensare boh, vado, se non passo meglio che morire di altzeimer. Anzi, da quando ho famiglia, il pensiero è evitare che mio figlio pensi che io sia morto da c****ne. Poi magari tutti preferiremmo evitare di passare 10 anni con l'altzeimer, meglio trapassare prima, ma no, non in quel momento. Sopravvivere in montagna, esattamente come fare una salita o una discesa emozionante, come vincere una gara, è massima espresione della vita, è uno dei momenti migliori della vita, non deve essere morte. Può esserlo perché fa parte del gioco. Dei molti amici mancati ho buoni ricordi, ma le loro vicende finali mi rendono anche un po' melanconico. Voi sorridete pensando non so, a Scarponi o Rebellin ? [/QUOTE]
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