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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7534221" data-attributes="member: 6188"><p>A me è bastato vedere la parabola di mio padre che ad un certo punto non riusciva più ad andare in bagno, non capiva dove era etc ... per essere pienamente d'accordo con te sulla questione dignità della vita, tanto che io sostengo in ogni modo, ad esempio, la necessità di una legge sull'etaunasia. E ammetto, il giorno in cui è mancato, mi sono detto <em>finalmente </em>più per lui che per me. . Il migliore amico di mio padre morì in un intervento cardiaco a 75 anni, per cui si è perso tutto il declino, quel pezzo di vita fatto di pastigliette, dolori, perdita di contatto col mondo. Eh, in quel caso ti do ragione.</p><p> Però quel mio amico, come tutti quelli morti in montagna, ecco, avrebbero voluto sopravvivere quel giorno, poi capisco che sono rischi che si sono assunti. Per cui mantengo la faccina sad. </p><p></p><p>[USER=9919]@bicilook[/USER] </p><p>è vero, una cosa morire per un incidente e una cosa ammazzati, anche se spesso negli incidenti stradali non è che ci sia una volontarietà (capisco che sia particolare il caso di rebellin), ma di per se il fatto di rischiare un incidente fa parte dello stare sulla strada. Nel 2023 ci sono stati<a href="https://www.euromobility.org/sicurezza-stradale-in-italia-una-situazione-allarmante" target="_blank"> 197 morti in bici</a> sulle strade e <a href="https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/24_aprile_03/montagna-nel-2023-record-di-interventi-e-piu-morti-le-principali-cause-di-infortunio-le-cadute-8d933a55-4531-4047-bbb0-a0a556ea7xlk.shtml" target="_blank">81 in montagna</a>. Però di per se questi due campioni sono morti facendo quello che amavano, così come ad esempio Wouter Weylandt se rende di più l'idea.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7534221, member: 6188"] A me è bastato vedere la parabola di mio padre che ad un certo punto non riusciva più ad andare in bagno, non capiva dove era etc ... per essere pienamente d'accordo con te sulla questione dignità della vita, tanto che io sostengo in ogni modo, ad esempio, la necessità di una legge sull'etaunasia. E ammetto, il giorno in cui è mancato, mi sono detto [I]finalmente [/I]più per lui che per me. . Il migliore amico di mio padre morì in un intervento cardiaco a 75 anni, per cui si è perso tutto il declino, quel pezzo di vita fatto di pastigliette, dolori, perdita di contatto col mondo. Eh, in quel caso ti do ragione. Però quel mio amico, come tutti quelli morti in montagna, ecco, avrebbero voluto sopravvivere quel giorno, poi capisco che sono rischi che si sono assunti. Per cui mantengo la faccina sad. [USER=9919]@bicilook[/USER] è vero, una cosa morire per un incidente e una cosa ammazzati, anche se spesso negli incidenti stradali non è che ci sia una volontarietà (capisco che sia particolare il caso di rebellin), ma di per se il fatto di rischiare un incidente fa parte dello stare sulla strada. Nel 2023 ci sono stati[URL='https://www.euromobility.org/sicurezza-stradale-in-italia-una-situazione-allarmante'] 197 morti in bici[/URL] sulle strade e [URL='https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/24_aprile_03/montagna-nel-2023-record-di-interventi-e-piu-morti-le-principali-cause-di-infortunio-le-cadute-8d933a55-4531-4047-bbb0-a0a556ea7xlk.shtml']81 in montagna[/URL]. Però di per se questi due campioni sono morti facendo quello che amavano, così come ad esempio Wouter Weylandt se rende di più l'idea. [/QUOTE]
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