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Ciclisti over 50 (vol.3)
Testo
<blockquote data-quote="bob1972" data-source="post: 7766623" data-attributes="member: 173539"><p>Parlo per la moto, ma gli stessi concetti sono applicabili anche alla bici.</p><p></p><p>Per quanto riguarda il primo punto, si tratta di "guida in contrapposizione": utilizzata prevalentemente per curve strette a bassa velocità. Ad esempio in fuori strada o su strada in un tornante: butti giù la moto/bici, mantenendo il corpo più rialzato, meno inclinato.</p><p></p><p>Riguardo il secondo punto, spostando il corpo verso l'interno curva, porti verso l'interno il baricentro del sistema "pilota+moto": in questo modo a parità di velocità di ingresso in curva, inclini di meno la moto. Oppure (logica conseguenza), a parità di inclinazione riesci a percorrere la curva ad una velocità più elevata. Utile avere il peso sul pedale/pedana esterna poichè aumenti la stabilità.</p><p></p><p>Nota: la spinta sulla manopola interna è nota come tecnica del "controsterzo" (termine che a me non piace). Paradossalmente, se a moto/bici dritta spingi sulla manopola sinistra (=quindi ruoti il manubrio per girare verso destra), il veicolo si piega a sinistra! E viceversa. Tradotto: in velocità se giri a sinistra (leggermente) la moto va a destra.</p><p>Questo aiuta, specialmente in moto, ad indirizzare il mezzo in curva e velocizza la discesa in piega.</p><p></p><p>Molti ciclisti/motociclisti non conoscono questa manovra ma la applicano inconsapevolmente. Ricordo il mio stupore quando verificai il fenomeno su strada a tre corsie: compresi che lo facevo senza rendermene conto. Da allora la mia guida è migliorata poichè iniziai ad applicare la pressione congiuntamente alla spinta con le gambe.</p><p>Ricordo anche una intera serata a litigare con mio suocero (ciclista convinto) che continuava a negare questa legge fisica.</p><p></p><p>Scusate la spiegazione superficiale e poco approfondita, ma se googolate trovate la spiegazione fidica con tanto di forza in gioco e relativi vettori.</p><p></p><p>[ATTACH=full]504276[/ATTACH]</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bob1972, post: 7766623, member: 173539"] Parlo per la moto, ma gli stessi concetti sono applicabili anche alla bici. Per quanto riguarda il primo punto, si tratta di "guida in contrapposizione": utilizzata prevalentemente per curve strette a bassa velocità. Ad esempio in fuori strada o su strada in un tornante: butti giù la moto/bici, mantenendo il corpo più rialzato, meno inclinato. Riguardo il secondo punto, spostando il corpo verso l'interno curva, porti verso l'interno il baricentro del sistema "pilota+moto": in questo modo a parità di velocità di ingresso in curva, inclini di meno la moto. Oppure (logica conseguenza), a parità di inclinazione riesci a percorrere la curva ad una velocità più elevata. Utile avere il peso sul pedale/pedana esterna poichè aumenti la stabilità. Nota: la spinta sulla manopola interna è nota come tecnica del "controsterzo" (termine che a me non piace). Paradossalmente, se a moto/bici dritta spingi sulla manopola sinistra (=quindi ruoti il manubrio per girare verso destra), il veicolo si piega a sinistra! E viceversa. Tradotto: in velocità se giri a sinistra (leggermente) la moto va a destra. Questo aiuta, specialmente in moto, ad indirizzare il mezzo in curva e velocizza la discesa in piega. Molti ciclisti/motociclisti non conoscono questa manovra ma la applicano inconsapevolmente. Ricordo il mio stupore quando verificai il fenomeno su strada a tre corsie: compresi che lo facevo senza rendermene conto. Da allora la mia guida è migliorata poichè iniziai ad applicare la pressione congiuntamente alla spinta con le gambe. Ricordo anche una intera serata a litigare con mio suocero (ciclista convinto) che continuava a negare questa legge fisica. Scusate la spiegazione superficiale e poco approfondita, ma se googolate trovate la spiegazione fidica con tanto di forza in gioco e relativi vettori. [ATTACH type="full" alt="1761054586474.png"]504276[/ATTACH] [/QUOTE]
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