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Ciclisti over 50 (vol.3)
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<blockquote data-quote="bob1972" data-source="post: 7789390" data-attributes="member: 173539"><p>Oggi va di moda ridurre la lunghezza delle pedivelle: sembra che senza pedivella corta non si possa più pedalare.</p><p>Questo impatta, però, su diversi componenti:</p><p>- altezza sella in primis</p><p>- avanzamento/arretramento sella</p><p>- altezza manubrio (spessori), come conseguenza della variazione dell'altezza sella</p><p>- lunghezza manubrio (cambiare attacco manubrio).</p><p></p><p>Secondo me, si rischia di stravolgere completamente il posizionamento a fronte di una sega mentale, spesso inutile.</p><p></p><p>Ad inizio stagione volevo regalarmi una visita dal biomeccanico, considerando che l'unico che mi ha messo in sella è stato il ciclista che mi ha venduto la bici. Set-up effettuato in 5 minuti, regolandomi l'altezza sella e posizionandomi (male) le tacchette. Le uniche variazioni da me fatte sono state:</p><p>1. Alzare la sella al valore consigliato dal ciclista, visto che i primi 2000 km li avevo percorsi con la sella più bassa di 0,5 cm per sentirmi più sicuro (assolutamente inutile, visto che 3 cadute da fermo me le sono comunque fatte rimanendo attaccato ai pedali)</p><p>2. Riposizionare le tacchette dopo aver letteralmente distrutto le originali avendoci camminato sopra per lunghi tratti. Pur avendo fatto la cosa da solo, mi è passato completamente il male al piede che avevo prima.</p><p></p><p>Pertanto, la domanda è la seguente: anche tra i biomeccanici va di moda la riduzione della lunghezza pedivelle, con reltativi impatti su tutto il resto? Io che sono panzone, specialmente ad inizio stagione, potrei essere un buon candidato. Ma io con queste pedivelle mi trovo bene e non vorrei proprio accorciarle... </p><p>Ho timore che andando dal biomeccanico mi stravolga la bici con cui, tutto sommato, mi trovo abbastanza bene nonostante non riesca ad andare in presa bassa. Ma questo è un mio problema.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bob1972, post: 7789390, member: 173539"] Oggi va di moda ridurre la lunghezza delle pedivelle: sembra che senza pedivella corta non si possa più pedalare. Questo impatta, però, su diversi componenti: - altezza sella in primis - avanzamento/arretramento sella - altezza manubrio (spessori), come conseguenza della variazione dell'altezza sella - lunghezza manubrio (cambiare attacco manubrio). Secondo me, si rischia di stravolgere completamente il posizionamento a fronte di una sega mentale, spesso inutile. Ad inizio stagione volevo regalarmi una visita dal biomeccanico, considerando che l'unico che mi ha messo in sella è stato il ciclista che mi ha venduto la bici. Set-up effettuato in 5 minuti, regolandomi l'altezza sella e posizionandomi (male) le tacchette. Le uniche variazioni da me fatte sono state: 1. Alzare la sella al valore consigliato dal ciclista, visto che i primi 2000 km li avevo percorsi con la sella più bassa di 0,5 cm per sentirmi più sicuro (assolutamente inutile, visto che 3 cadute da fermo me le sono comunque fatte rimanendo attaccato ai pedali) 2. Riposizionare le tacchette dopo aver letteralmente distrutto le originali avendoci camminato sopra per lunghi tratti. Pur avendo fatto la cosa da solo, mi è passato completamente il male al piede che avevo prima. Pertanto, la domanda è la seguente: anche tra i biomeccanici va di moda la riduzione della lunghezza pedivelle, con reltativi impatti su tutto il resto? Io che sono panzone, specialmente ad inizio stagione, potrei essere un buon candidato. Ma io con queste pedivelle mi trovo bene e non vorrei proprio accorciarle... Ho timore che andando dal biomeccanico mi stravolga la bici con cui, tutto sommato, mi trovo abbastanza bene nonostante non riesca ad andare in presa bassa. Ma questo è un mio problema. [/QUOTE]
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