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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7805445" data-attributes="member: 6188"><p>Dei palazzetti a pinerolo e torre pellice si discusse già ai tempi in maniera critica. A torino come dicevo il palatazzoli è sold out. Lo sarebbero anche Oval e Palavela se non fossero stati dati a società che non hanno interesse alla promozione sportiva. Comuqnue non sono stati fallimenti. Nel villaggio olimpico di bardo vedo sempre sempre un gran fermento, indubbiamente i bacini e il potenziamento degli impianti hanno avuto un effetto positivo, al netto dell'idea che in prospettiva lo sci non avrà più senso.</p><p>Alcune cose sono morte per "mancanza di idee". Il villaggio di Torino in parte è diventato uffici, si problematici ma non ci si sta male (parlo per esperienza diretta), in parte alloggi si abbastanza scrausi, e in parte lasciato a colpevolissimo abbandono. Ma li il problema non è stata l'olimpiade, ma la gestione post olimipica. Il villaggio olimpico poteva diventare un qualcosa di interessante, ma nessuno ha progettato la cosa.</p><p>La variante di porte ha avuto una storia troppo particolare per parlarne qui. Dei rapporti con Ativa di nuovo è un post olimpico. non dimentichiamo Porta Susa, la chiusura della metro ...</p><p>La risposta quindi è che quello che dopo le olimpiadi è stato gestito bene ha avuto un effetto positivo, quello che è stato abbandonato senza progettazione preventiva è stato un disastro. Tra far diventare le olimpiadi un evento positivo o negativo, la differenza sta proprio nella capacità di gestione. A Torino le cose sono finito con alcune cose bene e altre male, a Cortina vedremo, certo dai report giornalistici non emerge un gran che.</p><p>Tornando al ciclismo, se il Sestriere è diventato un luogo frequentatissimo per gli allenamenti dei pro, non crediate che non abbia contato l'olimpiade.</p><p>ps: non dimentichiamo le gallerie di cesana sotto lo chaberton, visto che la statale era indifendibile.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7805445, member: 6188"] Dei palazzetti a pinerolo e torre pellice si discusse già ai tempi in maniera critica. A torino come dicevo il palatazzoli è sold out. Lo sarebbero anche Oval e Palavela se non fossero stati dati a società che non hanno interesse alla promozione sportiva. Comuqnue non sono stati fallimenti. Nel villaggio olimpico di bardo vedo sempre sempre un gran fermento, indubbiamente i bacini e il potenziamento degli impianti hanno avuto un effetto positivo, al netto dell'idea che in prospettiva lo sci non avrà più senso. Alcune cose sono morte per "mancanza di idee". Il villaggio di Torino in parte è diventato uffici, si problematici ma non ci si sta male (parlo per esperienza diretta), in parte alloggi si abbastanza scrausi, e in parte lasciato a colpevolissimo abbandono. Ma li il problema non è stata l'olimpiade, ma la gestione post olimipica. Il villaggio olimpico poteva diventare un qualcosa di interessante, ma nessuno ha progettato la cosa. La variante di porte ha avuto una storia troppo particolare per parlarne qui. Dei rapporti con Ativa di nuovo è un post olimpico. non dimentichiamo Porta Susa, la chiusura della metro ... La risposta quindi è che quello che dopo le olimpiadi è stato gestito bene ha avuto un effetto positivo, quello che è stato abbandonato senza progettazione preventiva è stato un disastro. Tra far diventare le olimpiadi un evento positivo o negativo, la differenza sta proprio nella capacità di gestione. A Torino le cose sono finito con alcune cose bene e altre male, a Cortina vedremo, certo dai report giornalistici non emerge un gran che. Tornando al ciclismo, se il Sestriere è diventato un luogo frequentatissimo per gli allenamenti dei pro, non crediate che non abbia contato l'olimpiade. ps: non dimentichiamo le gallerie di cesana sotto lo chaberton, visto che la statale era indifendibile. [/QUOTE]
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