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<blockquote data-quote="bob1972" data-source="post: 7807105" data-attributes="member: 173539"><p>D'accordissimo con te su tutti i punti!</p><p>Punto 5 l'ho scritto: le famose "tutine" sono coloro che tirano da paura in salita, praticamente vanno di corsa con sci strettissimi. Ovviamente trattasi di sana perculata eh... vorrei essere in grado di salire come loro! In un paio di occasioni, però, mi è capitato di vedere alcuni di questi personaggi in evidente difficoltà in discesa. In particolare, l'anno in cui da noi aveva nevicato tantissimo a metà/fine Novembre (2022, può essere?) e c'era tutto il nord Italia sulle montagne della Val Susa/Chisone. La salita al Motta da Borgata era praticamente una linea continua di sciatori in coda, tra cui le famose "tutine" che mi sverniciavano come se non ci fosse un domani. In discesa, però, alcuni di loro non erano in grado di scendere dal primo muro del Motta, in condizioni veramente imbarazzanti (tipo usare i bastoncini in mezzo alle gambe a mò di freno). alcuni eh... non tutti!</p><p></p><p>Punto 1, d'accordissimo te anche qui. Cara amica, con difficoltà a sciare in pista su pista perfettamente fresata, un giorno decise di iscriversi ad un corso CAI di scialpinismo per seguire il marito (all'epoca ragazzo). Ricordo perfettamente la mia reazione, assolutamente esplicita e senza troppi giri di parole: "<em>il tuo equilibrio e le tue capacità sciistiche sono precarie anche sulla moquette. Come ti è venuto in mente di praticare lo scialpinismo se non sai sciare decentemente in pista?"</em>.</p><p>Risultato: alla primissima uscita dovettero chiamare l'elicottero per recuperarla con il crociato rotto. Mi sono sempre chiesto come mai all'epoca non facessero una selezione iniziale di scrematura tra gli iscritti ai corsi: lei non la avrebbe passata sicuramente.</p><p></p><p>Sul mio passato agonistico parliamone... a parte qualche coppettina sfigata, portavo a casa salumi Raspini e addirittura un casco di banane! <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bob1972, post: 7807105, member: 173539"] D'accordissimo con te su tutti i punti! Punto 5 l'ho scritto: le famose "tutine" sono coloro che tirano da paura in salita, praticamente vanno di corsa con sci strettissimi. Ovviamente trattasi di sana perculata eh... vorrei essere in grado di salire come loro! In un paio di occasioni, però, mi è capitato di vedere alcuni di questi personaggi in evidente difficoltà in discesa. In particolare, l'anno in cui da noi aveva nevicato tantissimo a metà/fine Novembre (2022, può essere?) e c'era tutto il nord Italia sulle montagne della Val Susa/Chisone. La salita al Motta da Borgata era praticamente una linea continua di sciatori in coda, tra cui le famose "tutine" che mi sverniciavano come se non ci fosse un domani. In discesa, però, alcuni di loro non erano in grado di scendere dal primo muro del Motta, in condizioni veramente imbarazzanti (tipo usare i bastoncini in mezzo alle gambe a mò di freno). alcuni eh... non tutti! Punto 1, d'accordissimo te anche qui. Cara amica, con difficoltà a sciare in pista su pista perfettamente fresata, un giorno decise di iscriversi ad un corso CAI di scialpinismo per seguire il marito (all'epoca ragazzo). Ricordo perfettamente la mia reazione, assolutamente esplicita e senza troppi giri di parole: "[I]il tuo equilibrio e le tue capacità sciistiche sono precarie anche sulla moquette. Come ti è venuto in mente di praticare lo scialpinismo se non sai sciare decentemente in pista?"[/I]. Risultato: alla primissima uscita dovettero chiamare l'elicottero per recuperarla con il crociato rotto. Mi sono sempre chiesto come mai all'epoca non facessero una selezione iniziale di scrematura tra gli iscritti ai corsi: lei non la avrebbe passata sicuramente. Sul mio passato agonistico parliamone... a parte qualche coppettina sfigata, portavo a casa salumi Raspini e addirittura un casco di banane! :mrgreen: [/QUOTE]
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