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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7822766" data-attributes="member: 6188"><p>Sono stato un paio di volte a vedere il passaggio del tour al Galibier. A parte l'episodio un po' sfortunato per non aver previsto l'ora di chiusura della strada, la trovo sempre una bella esperienza. Li salendo trovi di tutto: squadre semiagonistiche che vanno in perfetta formazione, famiglie con bimbi nel carrello o nel trainer, coppie scandinave con bici da viaggio che pedalano con le birkenstock ai piedi, persone molto più in carne di me che salgono ansimando, ragazzi in mtb e casco integrale, gruppi in recumbent o altre bici strane, scout con mtb da supermercato, signore in età con la loro ebike e via dicendo più di quanto possa generare la fantasia.</p><p>Ciascuno col proprio modo di andare, con la propria filosofia, che poi si trovano su a applaudire per pochi minuti per una gara che in quel momento non sanno nemmeno come sta andando, tutti uniti da una passione dedicata alle due ruote ma per il resto interpretata ciascuno a proprio modo. Un modo libero di vedere le cose, che vale per le due ruote, ma dovrebbe valere in tutte le cose della vita, uniti per quello che conta e ciascuno con però la propria individualità, se tutti vivessimo così forse tutte queste ca**o di guerre non ci sarebbero.</p><p>(ho citato te come ultimo della discussione ma il discorso ovviamente è rivolto a tutti)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7822766, member: 6188"] Sono stato un paio di volte a vedere il passaggio del tour al Galibier. A parte l'episodio un po' sfortunato per non aver previsto l'ora di chiusura della strada, la trovo sempre una bella esperienza. Li salendo trovi di tutto: squadre semiagonistiche che vanno in perfetta formazione, famiglie con bimbi nel carrello o nel trainer, coppie scandinave con bici da viaggio che pedalano con le birkenstock ai piedi, persone molto più in carne di me che salgono ansimando, ragazzi in mtb e casco integrale, gruppi in recumbent o altre bici strane, scout con mtb da supermercato, signore in età con la loro ebike e via dicendo più di quanto possa generare la fantasia. Ciascuno col proprio modo di andare, con la propria filosofia, che poi si trovano su a applaudire per pochi minuti per una gara che in quel momento non sanno nemmeno come sta andando, tutti uniti da una passione dedicata alle due ruote ma per il resto interpretata ciascuno a proprio modo. Un modo libero di vedere le cose, che vale per le due ruote, ma dovrebbe valere in tutte le cose della vita, uniti per quello che conta e ciascuno con però la propria individualità, se tutti vivessimo così forse tutte queste ca**o di guerre non ci sarebbero. (ho citato te come ultimo della discussione ma il discorso ovviamente è rivolto a tutti) [/QUOTE]
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