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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7829172" data-attributes="member: 6188"><p>Nella legislazione Italiana la manleva non solo non ha valore, ma è peggiorativa del quadro di responsabilità. Con l'occhio del giudice italiano attraverso la manleva tu dichiari di sapere che c'è un rischio concreto e dichiari di non volerlo affrontare. Ho gestito per anni corsi di alpinismo del CAI e tutti i nostri soci avvocati ci hanno sempre raccomandato di evitare di far firmare ogni forma di manleva.</p><p>Invece, per "scaricare" la responsabilità, tu devi dimostrare di aver fatto quanto ragionevolmente possibile per evitare un fatto e di seguire le linee guida per l'attività che si deve fare; a quel punto l'eventuale incidente diventa fortuito.</p><p>Francamente, visto l'invecchiamento della popolazione ciclistica, anche per una questione meramente organizzativa, trovo sensata la visita medica. Immaginiamo una gara in cui i fatti luttuosi invece che due siano 4-5 .....</p><p>Quello che mi piacerebbe sapere, ma qui servirebbe un epidemiologo, e se davvero la visita medico sportiva è un filtro efficace.</p><p>....</p><p>Allora, ho dato in pasto a gemini (io non sono in grado di valutarlo) questo studio</p><p>[URL unfurl="true"]https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7029244/[/URL]</p><p>ne risulterebbe che hanno intercettato patologie letali per 3 atleti su mille con le visite medico sportive, ed il tasso di esclusione è relativamente basso.</p><p>questo studio</p><p>[URL unfurl="true"]https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12930252/[/URL]</p><p>secondo gemini ... ti dice che <strong>la visita è necessaria ma va evoluta</strong>. Non può più essere "taglia unica" (uguale per tutti), ma deve diventare <strong>sesso-specifica, età-specifica ed etnia-specifica</strong> per evitare di fermare inutilmente atleti sani o farsi sfuggire casi rari.</p><p></p><p>Per essere seri dovrei cercare ovviamente molti più studi.</p><p></p><p>Link alla chat di gemini ai </p><p>[URL unfurl="true"]https://gemini.google.com/share/08c96b572e65[/URL]</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7829172, member: 6188"] Nella legislazione Italiana la manleva non solo non ha valore, ma è peggiorativa del quadro di responsabilità. Con l'occhio del giudice italiano attraverso la manleva tu dichiari di sapere che c'è un rischio concreto e dichiari di non volerlo affrontare. Ho gestito per anni corsi di alpinismo del CAI e tutti i nostri soci avvocati ci hanno sempre raccomandato di evitare di far firmare ogni forma di manleva. Invece, per "scaricare" la responsabilità, tu devi dimostrare di aver fatto quanto ragionevolmente possibile per evitare un fatto e di seguire le linee guida per l'attività che si deve fare; a quel punto l'eventuale incidente diventa fortuito. Francamente, visto l'invecchiamento della popolazione ciclistica, anche per una questione meramente organizzativa, trovo sensata la visita medica. Immaginiamo una gara in cui i fatti luttuosi invece che due siano 4-5 ..... Quello che mi piacerebbe sapere, ma qui servirebbe un epidemiologo, e se davvero la visita medico sportiva è un filtro efficace. .... Allora, ho dato in pasto a gemini (io non sono in grado di valutarlo) questo studio [URL unfurl="true"]https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7029244/[/URL] ne risulterebbe che hanno intercettato patologie letali per 3 atleti su mille con le visite medico sportive, ed il tasso di esclusione è relativamente basso. questo studio [URL unfurl="true"]https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12930252/[/URL] secondo gemini ... ti dice che [B]la visita è necessaria ma va evoluta[/B]. Non può più essere "taglia unica" (uguale per tutti), ma deve diventare [B]sesso-specifica, età-specifica ed etnia-specifica[/B] per evitare di fermare inutilmente atleti sani o farsi sfuggire casi rari. Per essere seri dovrei cercare ovviamente molti più studi. Link alla chat di gemini ai [URL unfurl="true"]https://gemini.google.com/share/08c96b572e65[/URL] [/QUOTE]
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