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<blockquote data-quote="Bert5quant1" data-source="post: 7829415" data-attributes="member: 121134"><p>E hai fatto bene a non insistere in certi casi.</p><p>Io ho superato il limite, attorno ai 19-20 anni, nelle frazioni 4x400 in pista, che, pesante e senza allenamento specifico, riuscivo a malapena a correre in 52"... ma tant'è, non avevano 4 quattrocentisti buoni, ne mancava uno e tappavo il buco. Finivo la corsa con la testa che mi scoppiava dal dolore, ci voleva un quarto d'ora perché passasse, Finivo ben oltre le 200 pulsazioni...</p><p>Credo che quegli sforzi avrebbero potuto lasciarmi secco, e mai ci fu una visita medico sportiva, non si usava! Credo che se poi anni fa mi trovarono un piccolo angioma cavernoso al cervello, che è una specie di tumore benigno (finché non si rompe) la causa possa risalire a quella violenza spropositata a cui mi sottoposi. Poi se ho salito fin quasi a 6000 m o fatto giri in montagna molto duri in poche ore, l'amico cavernoma si vede che è stabile. </p><p>Però mi sono imposto, fuori dalle gare, di non andare a cercare il limite, oltre il limite può succedere di tutto. </p><p>In montagna anche se in certi momenti sforzo al fiatone, son sempre al di qua della soglia, in bici idem, se sento arrivare l'affanno da salita dura faccio una pausa, ma quel limite, che a 75 anni può essere attorno a 145, manco lo guardo, bensì mollo se arriva sforzo e affanno, ma sicuramente non ancora in soglia. Non faccio tutto il giro o tutta la salita senza fermarmi? Non me ne può importare di meno, ma posso decidere di regolarmi così proprio perché non sono in gara. Finché gareggiavo davo tutto, per fortuna stavo male solo nei 400... che quando ho fatto un decathlon ho curato di farli sottosoglia: zero dolore al cervello!.</p><p>Smesso con le gare, ho scoperto l'endurance, di corsa a piedi nei boschi, allungando progressivamente fino a 24 km, e gradualmente incrementando la velocità ma sempre appena sotto soglia e solo nel finale. A 37 anni i miei personal best sui 5, 10 e 20 km, e poco dopo i 6000 in Perù non mi sono costati sforzi massimali. Ma non ero in gara nemmeno lì.</p><p>Concludendo? Mi rifiuto di arrivare alla soglia. Sì, non misurata, ma percepita, ascoltando corpo, respiro e sforzo, e fermandomi se mi dà noia.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bert5quant1, post: 7829415, member: 121134"] E hai fatto bene a non insistere in certi casi. Io ho superato il limite, attorno ai 19-20 anni, nelle frazioni 4x400 in pista, che, pesante e senza allenamento specifico, riuscivo a malapena a correre in 52"... ma tant'è, non avevano 4 quattrocentisti buoni, ne mancava uno e tappavo il buco. Finivo la corsa con la testa che mi scoppiava dal dolore, ci voleva un quarto d'ora perché passasse, Finivo ben oltre le 200 pulsazioni... Credo che quegli sforzi avrebbero potuto lasciarmi secco, e mai ci fu una visita medico sportiva, non si usava! Credo che se poi anni fa mi trovarono un piccolo angioma cavernoso al cervello, che è una specie di tumore benigno (finché non si rompe) la causa possa risalire a quella violenza spropositata a cui mi sottoposi. Poi se ho salito fin quasi a 6000 m o fatto giri in montagna molto duri in poche ore, l'amico cavernoma si vede che è stabile. Però mi sono imposto, fuori dalle gare, di non andare a cercare il limite, oltre il limite può succedere di tutto. In montagna anche se in certi momenti sforzo al fiatone, son sempre al di qua della soglia, in bici idem, se sento arrivare l'affanno da salita dura faccio una pausa, ma quel limite, che a 75 anni può essere attorno a 145, manco lo guardo, bensì mollo se arriva sforzo e affanno, ma sicuramente non ancora in soglia. Non faccio tutto il giro o tutta la salita senza fermarmi? Non me ne può importare di meno, ma posso decidere di regolarmi così proprio perché non sono in gara. Finché gareggiavo davo tutto, per fortuna stavo male solo nei 400... che quando ho fatto un decathlon ho curato di farli sottosoglia: zero dolore al cervello!. Smesso con le gare, ho scoperto l'endurance, di corsa a piedi nei boschi, allungando progressivamente fino a 24 km, e gradualmente incrementando la velocità ma sempre appena sotto soglia e solo nel finale. A 37 anni i miei personal best sui 5, 10 e 20 km, e poco dopo i 6000 in Perù non mi sono costati sforzi massimali. Ma non ero in gara nemmeno lì. Concludendo? Mi rifiuto di arrivare alla soglia. Sì, non misurata, ma percepita, ascoltando corpo, respiro e sforzo, e fermandomi se mi dà noia. [/QUOTE]
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