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Ciclisti over 50 (vol.3)
Testo
<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7829513" data-attributes="member: 6188"><p>Il problema è se il guaio ... esce proprio in quel momento. Il mio amico supersportivo Guida Alpina ha scoperto un giorno mentre andava a fare una tranquilla giornata con la famiglia, dopo centinaia di giorni di grandi sforzi e ancora sotto i 50 o giù di li, che qualcosa non andava, fatto un controllino ne è uscito con un pacemaker.</p><p>Al tuo discorso si aggiunge un però. Se è vero che uno non si deve tirare il collo, va anche detto che in una gara inevitabilmente almeno in parte lo fai. Se già con gli amici uno fa di tutto per non staccarsi, in una gara ? La risposta è ovvia, uno dovrebbe fare una autovalutazione della propria preparazione e capire se è davvero in grado di farlo. Ma ... ma cercando sui social le due vittime, ne ho trovato solo uno, che immagino sia quello che conosce [USER=7799]@Cillo[/USER] , e mi pare una persona che si preparava bene e corrisponde al profilo medio del frequentatore di questo forum (cui io abbasso la media), ovvero un appassionato che si prepara con cura e fa tanti km.</p><p>Mi viene da da dire che alla fine ci si mette la sfortuna a creare queste tragedie, a prescindere da visite mediche e altre considerazioni.</p><p>A parlare così freddamente di simili tragedie però mi viene una cattiva sensazione, ma anche se non traspare dalla parole provo un gran malessere a pensare alle famiglie, ai loro cari, a loro in quel momento. Le persone sono persone e non solo numeri. Poi ho sperimentato, anche se indirettamente, la perdita improvvisa di cari, è una cosa terribile. Passi dalla normalità alla disperazione in un solo momento. Una cosa che non auguro a nessuno.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7829513, member: 6188"] Il problema è se il guaio ... esce proprio in quel momento. Il mio amico supersportivo Guida Alpina ha scoperto un giorno mentre andava a fare una tranquilla giornata con la famiglia, dopo centinaia di giorni di grandi sforzi e ancora sotto i 50 o giù di li, che qualcosa non andava, fatto un controllino ne è uscito con un pacemaker. Al tuo discorso si aggiunge un però. Se è vero che uno non si deve tirare il collo, va anche detto che in una gara inevitabilmente almeno in parte lo fai. Se già con gli amici uno fa di tutto per non staccarsi, in una gara ? La risposta è ovvia, uno dovrebbe fare una autovalutazione della propria preparazione e capire se è davvero in grado di farlo. Ma ... ma cercando sui social le due vittime, ne ho trovato solo uno, che immagino sia quello che conosce [USER=7799]@Cillo[/USER] , e mi pare una persona che si preparava bene e corrisponde al profilo medio del frequentatore di questo forum (cui io abbasso la media), ovvero un appassionato che si prepara con cura e fa tanti km. Mi viene da da dire che alla fine ci si mette la sfortuna a creare queste tragedie, a prescindere da visite mediche e altre considerazioni. A parlare così freddamente di simili tragedie però mi viene una cattiva sensazione, ma anche se non traspare dalla parole provo un gran malessere a pensare alle famiglie, ai loro cari, a loro in quel momento. Le persone sono persone e non solo numeri. Poi ho sperimentato, anche se indirettamente, la perdita improvvisa di cari, è una cosa terribile. Passi dalla normalità alla disperazione in un solo momento. Una cosa che non auguro a nessuno. [/QUOTE]
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