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<blockquote data-quote="SoftMachine" data-source="post: 7835428" data-attributes="member: 28265"><p>Non è una canzone che puo’ essere pensata come un brano isolato, fa parte dell’album the wall ed è parte fondamentale della narrazione. Non so se conosci i fatti relativi alla gestazione dell’album. La storia è profondamente autobiografica. Il protagonista, arriva ad un punto di quasi totale distacco emotivo: non reagisce più alla realtà, è anestetizzato interiormente. Il dolore si trasforma in apatia. Non è più la sofferenza esplosiva che è narrata in altri momenti, precedenti, del disco. Non è piu’ la rabbia esplosiva che era, ad esempio, tipica di molti altri gruppi e personaggi del rock, emblematici gli Who con Keith Moon e Townshend, e che all’inizio del disco (e del film) viene ben narrata. E’ il punto in cui il protagonista perde completamente il contatto con se stesso e con gli altri. Il momento in cui, appunto, diventa “piacevolmente insensibile”.</p><p>Musicalmente, è un buon brano, armonicamente ben costruito: le strofe seguono un centro tonale piuttosto statico, in Bm, evitano una risoluzione, creano una sensazione di immobilità. Dinamiche molto contenute, non c’e’ tensione drammatica.</p><p>Nel ritornello, improvvisamente cambia tutto: si sposta in D major che è la relativa di Bm, per cui apre e tutto diventa piu’ ampio, ed è proprio qui che la bravura di Water si mostra: proprio nel momento in cui il testo parla dell’astrazione totale dalla realtà del protagonista, l’armonia sottostante si apre e crea una sensazione di luminosità ed apertura. Il momento in cui il protagonista diventa “piacevolmente insensibile” non è un crollo emotivo, appare come un elevazione, un lento e piacevole “galleggiare”. Questo contrasto tra strofa e ritornello è il vero centro emotivo del brano. Il solo finale di Gilmour è semplice, con le tipiche sonorità al quale il chitarrista ci ha abituato: grande sustain, bending molto larghi (classici di Gilmour i bending di due toni), centrano perfettamente lo stato d’animo: non è un solo aggressivo né liberatorio. Sta li, galleggia. </p><p>Dal punto di vista armonico, il contesto è molto stabile: nella sezione del solo, il brano resta saldamente nel mondo di DM con collegamenti al relativo minore. Questa stabilità è fondamentale, perché toglie alla chitarra il compito di seguire cambi armonici complessi (che per Gilmour sarebbero un serio problema e che, in realtà andrebbero ad inficiare il senso del brano) e permette, invece, di espandere il colore emotivo sopra una base praticamente immobile.</p><p>Gilmour semplifica il tutto utilizzando la triade dell'accordo (tonica, terza e quinta) ma le circonda con note di passaggio cromatiche o diatoniche molto lente. Come sempre, protagonista le pentatoniche che, in questo caso, ancor di piu’ tolgono tensione.</p><p>Comfortably numb secondo me è uno dei vertici di the wall. Tutta la costruzione armonica del brano traduce musicalmente il tema centrale dell’album, cioè l’isolamento progressivo del protagonista fino a uno stato in cui il dolore non viene superato, ma semplicemente anestetizzato. Dove, per l’appunto, diventa “piacevolmente insensibile”. Waters sa come utilizzare armonia e melodia nell’ambito della musica rock.</p><p>Questa la mia analisi. Ho cercato di essere il meno tecnico possibile ma perdonate il pippotto se troppo lungo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="SoftMachine, post: 7835428, member: 28265"] Non è una canzone che puo’ essere pensata come un brano isolato, fa parte dell’album the wall ed è parte fondamentale della narrazione. Non so se conosci i fatti relativi alla gestazione dell’album. La storia è profondamente autobiografica. Il protagonista, arriva ad un punto di quasi totale distacco emotivo: non reagisce più alla realtà, è anestetizzato interiormente. Il dolore si trasforma in apatia. Non è più la sofferenza esplosiva che è narrata in altri momenti, precedenti, del disco. Non è piu’ la rabbia esplosiva che era, ad esempio, tipica di molti altri gruppi e personaggi del rock, emblematici gli Who con Keith Moon e Townshend, e che all’inizio del disco (e del film) viene ben narrata. E’ il punto in cui il protagonista perde completamente il contatto con se stesso e con gli altri. Il momento in cui, appunto, diventa “piacevolmente insensibile”. Musicalmente, è un buon brano, armonicamente ben costruito: le strofe seguono un centro tonale piuttosto statico, in Bm, evitano una risoluzione, creano una sensazione di immobilità. Dinamiche molto contenute, non c’e’ tensione drammatica. Nel ritornello, improvvisamente cambia tutto: si sposta in D major che è la relativa di Bm, per cui apre e tutto diventa piu’ ampio, ed è proprio qui che la bravura di Water si mostra: proprio nel momento in cui il testo parla dell’astrazione totale dalla realtà del protagonista, l’armonia sottostante si apre e crea una sensazione di luminosità ed apertura. Il momento in cui il protagonista diventa “piacevolmente insensibile” non è un crollo emotivo, appare come un elevazione, un lento e piacevole “galleggiare”. Questo contrasto tra strofa e ritornello è il vero centro emotivo del brano. Il solo finale di Gilmour è semplice, con le tipiche sonorità al quale il chitarrista ci ha abituato: grande sustain, bending molto larghi (classici di Gilmour i bending di due toni), centrano perfettamente lo stato d’animo: non è un solo aggressivo né liberatorio. Sta li, galleggia. Dal punto di vista armonico, il contesto è molto stabile: nella sezione del solo, il brano resta saldamente nel mondo di DM con collegamenti al relativo minore. Questa stabilità è fondamentale, perché toglie alla chitarra il compito di seguire cambi armonici complessi (che per Gilmour sarebbero un serio problema e che, in realtà andrebbero ad inficiare il senso del brano) e permette, invece, di espandere il colore emotivo sopra una base praticamente immobile. Gilmour semplifica il tutto utilizzando la triade dell'accordo (tonica, terza e quinta) ma le circonda con note di passaggio cromatiche o diatoniche molto lente. Come sempre, protagonista le pentatoniche che, in questo caso, ancor di piu’ tolgono tensione. Comfortably numb secondo me è uno dei vertici di the wall. Tutta la costruzione armonica del brano traduce musicalmente il tema centrale dell’album, cioè l’isolamento progressivo del protagonista fino a uno stato in cui il dolore non viene superato, ma semplicemente anestetizzato. Dove, per l’appunto, diventa “piacevolmente insensibile”. Waters sa come utilizzare armonia e melodia nell’ambito della musica rock. Questa la mia analisi. Ho cercato di essere il meno tecnico possibile ma perdonate il pippotto se troppo lungo. [/QUOTE]
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