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<blockquote data-quote="SoftMachine" data-source="post: 7836277" data-attributes="member: 28265"><p>sai che c’e’ stato un periodo in cui scaricavo i documenti relativi agli interrogatori (quelli resi pubblici) di serial killer e, in generale, di malviventi? E’ interessantissimo vedere i meandri di pensiero nei quali si inerpicano. Mi ero anche comprato diversi libri che mi consiglio' un mio amico, psicologo forense per l’appunto. Qui a Spezia ci sono stati un paio di casi eclatanti. Uno è quello di un uomo che poi è diventato un mio autore, tra l’altro: parlo di delinquenza di altissimo livello. Condannato all’ergastolo ostativo, unico caso in Italia, credo, in carcere ha preso tre lauree ed è davvero diventato una nuova persona. In piu’ occasioni abbiamo parlato del suo passato ed è stato sconvolgente. </p><p>L’altro, è il caso di un ragazzo che ha ucciso una donna con 78 coltellate, sta scontando ora gli ultimi anni di pena, esce la mattina e rientra in carcere la sera. Ci ho parlato un paio di volte ma in questo caso, a differenza dell’altro, mi sembra esistano ancora degli squilibri e delle zone oscure. </p><p>Credo che i racconti di malviventi estremi, affascinino perché mettono le persone davanti al mistero del male umano.</p><p>Ci attraggono e ci spaventano insieme: osserviamo qualcuno che rompe tutte le regole morali e cerchiamo di capire come sia possibile.</p><p>Forse è un modo controllato di guardare nell’abisso senza entrarci davvero.</p><p>E forse inquietano tanto proprio perché molti criminali appaiono normali: ci costringono a pensare che il confine tra normalità e mostruosità sia più fragile di quanto vorremmo credere.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="SoftMachine, post: 7836277, member: 28265"] sai che c’e’ stato un periodo in cui scaricavo i documenti relativi agli interrogatori (quelli resi pubblici) di serial killer e, in generale, di malviventi? E’ interessantissimo vedere i meandri di pensiero nei quali si inerpicano. Mi ero anche comprato diversi libri che mi consiglio' un mio amico, psicologo forense per l’appunto. Qui a Spezia ci sono stati un paio di casi eclatanti. Uno è quello di un uomo che poi è diventato un mio autore, tra l’altro: parlo di delinquenza di altissimo livello. Condannato all’ergastolo ostativo, unico caso in Italia, credo, in carcere ha preso tre lauree ed è davvero diventato una nuova persona. In piu’ occasioni abbiamo parlato del suo passato ed è stato sconvolgente. L’altro, è il caso di un ragazzo che ha ucciso una donna con 78 coltellate, sta scontando ora gli ultimi anni di pena, esce la mattina e rientra in carcere la sera. Ci ho parlato un paio di volte ma in questo caso, a differenza dell’altro, mi sembra esistano ancora degli squilibri e delle zone oscure. Credo che i racconti di malviventi estremi, affascinino perché mettono le persone davanti al mistero del male umano. Ci attraggono e ci spaventano insieme: osserviamo qualcuno che rompe tutte le regole morali e cerchiamo di capire come sia possibile. Forse è un modo controllato di guardare nell’abisso senza entrarci davvero. E forse inquietano tanto proprio perché molti criminali appaiono normali: ci costringono a pensare che il confine tra normalità e mostruosità sia più fragile di quanto vorremmo credere. [/QUOTE]
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