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<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 7890075" data-attributes="member: 6188"><p>L'età delle elementari non ha questo tipo di drammi. Metti i bimbi insieme, governano le cose i genitori, e di solito funziona. Ci sono si dei problemini, ma nulla di che. I primi segni si sono visti in 5 elementare, dove le bimbe più furbe cominciavano a bullizzare pesantemente i maschietti. Io ho fatto tutti i compleanni delle elementari in cui i genitori, noi compresi, decidevano gli inviti e organizzavano tutto.</p><p>E questo probabilmente è uno dei problemi; organizzando il tempo libero e l'attività sociale dei bimbi i genitori, questi non sviluppano le capacità di farlo in autonomia.</p><p>Ricordo un episodio simbolico; vediamo degli amici che vivono a una cinquantina di km da casa un paio di volte l'anno, con una figlia coetanea del mio. Fintanto che erano età elementari, si vedevano e sparivano a giocare. Poi c'è stato il covid, ci siamo rivisti dopo la seconda media, e la ragazza NON HA RIVOLTO una sola parola a mio figlio, come se fosse trasparente. </p><p>Ma l'idea <em>non mi considerano fatti loro</em>, funziona per noi adulti. Per un adolescente l'accettazione sociale è fondamentale, senza la quale si sentono malissimo. Non per nulla ragazzini e ragazzine del medesimo ambiente si vestono come fotocopie. E ripeto, chi oggi fa elementari e medie e quindi non ha vissuto il covid hardcore, potrebbe avere figli più sociali di quelli mio o di grandeciclista.</p><p>Secondo me la colpa delle famiglie sta nell'aver organizzato loro una vita di bimbo dove tutto era preordinato, tutto preorganizzato; giornate piene fatte di corsi, lezioni, appuntamenti, con bimbi senza tempo per loro stessi, e quel tempo libero spesso speso sui dispositivi eletttonici (soprattutto i maschietti). Altra colpa è un aspetto culturale inesistente ai miei tempi, imposto dagli adulti, in cui le relazioni sociali tra bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, debbano esser per forza essere di tipo sentimentale. Giochi con un ragazzo/a, sei la sua fidanzata/o; quelle battutine idiote di genitori e nonni impattano pesantemente sui ragazzi, aiutano la separazione tra i generi, e alimentano poi i meccanismi anche tra i gruppi; se esco con quello/a, anche solo per un gelato, deve essere figo/a. Poi sai, se mi vede la nonna, mi chiede perché esco con quello/a. Ammetto che quando i miei suoceri fanno battute idiote a riguardo a mio figlio li minaccio di morte. Oltre al fatto che noi adulti rivendichiamo prestazioni sociali e sessuali di quando eravamo adolescenti di solito totalmente inventate.</p><p>Ma una colpa gigante la ha anche la scuola che non si occupa di educare ed è la prima a gestire le relazioni sociali tra i ragazzi. Io mio figlio lo lascio alle 7 e lo rivedo alle 19, nel mezzo ci sono le ore scolastiche in cui mentre è con i compagni, gli adulti di riferimento sono altri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 7890075, member: 6188"] L'età delle elementari non ha questo tipo di drammi. Metti i bimbi insieme, governano le cose i genitori, e di solito funziona. Ci sono si dei problemini, ma nulla di che. I primi segni si sono visti in 5 elementare, dove le bimbe più furbe cominciavano a bullizzare pesantemente i maschietti. Io ho fatto tutti i compleanni delle elementari in cui i genitori, noi compresi, decidevano gli inviti e organizzavano tutto. E questo probabilmente è uno dei problemi; organizzando il tempo libero e l'attività sociale dei bimbi i genitori, questi non sviluppano le capacità di farlo in autonomia. Ricordo un episodio simbolico; vediamo degli amici che vivono a una cinquantina di km da casa un paio di volte l'anno, con una figlia coetanea del mio. Fintanto che erano età elementari, si vedevano e sparivano a giocare. Poi c'è stato il covid, ci siamo rivisti dopo la seconda media, e la ragazza NON HA RIVOLTO una sola parola a mio figlio, come se fosse trasparente. Ma l'idea [I]non mi considerano fatti loro[/I], funziona per noi adulti. Per un adolescente l'accettazione sociale è fondamentale, senza la quale si sentono malissimo. Non per nulla ragazzini e ragazzine del medesimo ambiente si vestono come fotocopie. E ripeto, chi oggi fa elementari e medie e quindi non ha vissuto il covid hardcore, potrebbe avere figli più sociali di quelli mio o di grandeciclista. Secondo me la colpa delle famiglie sta nell'aver organizzato loro una vita di bimbo dove tutto era preordinato, tutto preorganizzato; giornate piene fatte di corsi, lezioni, appuntamenti, con bimbi senza tempo per loro stessi, e quel tempo libero spesso speso sui dispositivi eletttonici (soprattutto i maschietti). Altra colpa è un aspetto culturale inesistente ai miei tempi, imposto dagli adulti, in cui le relazioni sociali tra bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, debbano esser per forza essere di tipo sentimentale. Giochi con un ragazzo/a, sei la sua fidanzata/o; quelle battutine idiote di genitori e nonni impattano pesantemente sui ragazzi, aiutano la separazione tra i generi, e alimentano poi i meccanismi anche tra i gruppi; se esco con quello/a, anche solo per un gelato, deve essere figo/a. Poi sai, se mi vede la nonna, mi chiede perché esco con quello/a. Ammetto che quando i miei suoceri fanno battute idiote a riguardo a mio figlio li minaccio di morte. Oltre al fatto che noi adulti rivendichiamo prestazioni sociali e sessuali di quando eravamo adolescenti di solito totalmente inventate. Ma una colpa gigante la ha anche la scuola che non si occupa di educare ed è la prima a gestire le relazioni sociali tra i ragazzi. Io mio figlio lo lascio alle 7 e lo rivedo alle 19, nel mezzo ci sono le ore scolastiche in cui mentre è con i compagni, gli adulti di riferimento sono altri. [/QUOTE]
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