comunicato diramato da Austin significa ufficialità; Ivan Basso correrà nelle prossime 3 stagioni con la maglia della Discovery Channel, e guadagnerà circa 1.5 mln di Euro a stagione. Discovery Channel è il team statunitense, del quale Lance Armstrong, suo primo grande leader in bicicletta, fa ancora parte in qualità di azionista. Ed è stato proprio Armstrong, domenica scorsa a New York nel dopo Maratona, ad ammettere che l"affare Basso era ormai fatto
Da
lanti in bicicletta, come lo sono stati negli anni passati sulle strade del Tour de France, e solo una volta, a La Mongie, l'italiano riuscì a sconfiggere il texano, Basso ed Armstrong diventano compagni d'avventura, il binomio desta sicuramente scalpore, e forte interesse mediatico. Dal punto di vista tecnico, migliore collocazione Basso non poteva trovare, dopo la rottura del rapporto con la CSC. Il varesino entra infatti a fa parte di una squadra che ha già un ossatura consolidata, che è composta di corridori abituati alli grandi corse, squadra di grande solidità economica e soprattutto di rango Pro Tour. Con il marchio Discovery in dosso Basso avrà dunque la possibilità, certa sin da ora, di correre tutti i Grandi Giri, e dunque anche di provare a vincere quel Tour de France che nel 2006 non ha potuto correre, escluso alla vigilia, non il solo, per il presunto coinvolgimento nell'inchiesta spagnola Operacion Puerto.
Prima la Procura Antidoping del CONI e quindi la Commissione Disciplinare della Federciclismo hanno però definitivamente archiviato la posizione di Basso, che di nulla deve dunque rispondere alla giustizia sportiva, libero di riprendere da subito l'attività di corridore professionista. Oltretutto, come hanno indicato via comunicato gli inquirenti spagnoli, se anche i corridori inizialmente coinvolti venissero in futuro indagati, perché l'inchiesta sta andando avanti, lo sarebbero solo in qualità di persone informate dei fatti, senza cioè subire alcun processo.
Alla UCI, non resterebbe che ricorrere al TAS, ma pare che non ce ne siano le basi. Né vale il discorso dell'impegno che le squadre Pro Tour hanno di recente preso, con la UCI, a non prendere in squadra corridori coinvolti nell'inchiesta. Si tratta infatti di un gentleman agreement, nulla cioè di codificato, un impegno cioè solo apparente, rimesso al volere delle singole squadre. Con grandi probabilità però il team Discovery chiederà a Basso di fornire il proprio DNA, proprio allo scopo di sgombrare definitivamente il campo da ogni possibile ombra che possa ancora riguardare il corridore.
Il suo futuro in bicicletta, per i prossimi 3 anni, si chiama dunque Discovery Channel, due gli obiettivi del primo Basso esploratore; si chiamano Giro d'Italia e Tour de France, il primo per concedere il bis dopo il trionfo di un anno fa, il secondo per consumare, a freddo, la migliore delle vendette personali su chi un anno fa, senza un valida ragione, lo ha mandato a casa, sperando di non rivederlo in più giro per le strade del grande ciclismo. Basso invece c'è ancora, ancora a capeggiare una squadra di grande prestigio. E sarà ancora corridore, almeno per i prossimi 3 anni.