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Ciclocross stagione 2020-2021
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<blockquote data-quote="lap74" data-source="post: 6862997" data-attributes="member: 9520"><p>[URL unfurl="true"]https://cyclinside.it/ciclocross-i-percorsi-italiani-e-gli-altri-e-bertolini-tricolore/[/URL]</p><p>Condivido in toto l'articolo, nel Cx in Italia siamo rimasti indietro di almeno 10/15 anni rispetto alle nazioni trainanti. Infatti se nelle categorie Junior e under23 riusciamo a dire la nostra, nella categoria Elite siamo pressoché scomparsi. Se un atleta vuole rimanere competitivo deve andare a correre all'estero come sta facendo la Arzuffi o come sta provando a fare Masciarelli. Gli altri non hanno speranza, si limitano a fare le garette qui in Italia nelle quali tolti i primi 5, massimo 10, gli altri sono poco più che amatori. </p><p>E' evidente che col cx in Italia non si campa, non è disciplina olimpica come la mtb e non è remunerativa come la strada, infatti gli ultimi atleti italiani migliori o erano biker (vedi Fontana) oppure prima o poi decidono di transitare su strada trascurando il cx (vedi Franzoi) o in mtb (vedi Bertolini e, se ho ben capito anche Dorigoni) dove evidentemente si guadagna meglio oppure semplicemente si guadagna qualcosa.....</p><p>Il problema purtroppo è grave e va a riflettersi inevitabilmente su tutti i settori del ciclismo inclusa la stessa strada, infatti se andiamo a vedere negli ultimi anni i migliori atleti, anche su strada, provengono proprio dal fuoristrada e dalla pista, fenomeno che purtroppo in Italia non è altrettanto palese salvo qualche eccezione, soprattutto di atleti provenienti dalla pista (vedi Ganna e Viviani) ma dal fuoristrada mi pare che non ci sia nessuno, a parte quelli che lo hanno praticato da giovani e fino massimo alla categoria Juniores, ma lì si fermano perché poi, se hanno qualche numero, transitano principalmente alla strada attratti dai guadagni.</p><p>Tornando ai tracciati delle gare italiane sono buoni magari per le categorie giovanili e per gli amatori ma gli Elite avrebbero bisogno di ben altri circuiti, infatti quando qualcuno (sempre meno!) prova ad approcciare qualche prova internazionale sono batoste!</p><p></p><p>P.S.: chi mi sa dire che fine ha fatto Elia Silvestri che qualche anno or sono vinse il titolo italiano U23 arrivando pure davanti al primo Elite che fu Fontana? Scomparso, non l'ho più sentito nominare, ha avuto qualche problema?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lap74, post: 6862997, member: 9520"] [URL unfurl="true"]https://cyclinside.it/ciclocross-i-percorsi-italiani-e-gli-altri-e-bertolini-tricolore/[/URL] Condivido in toto l'articolo, nel Cx in Italia siamo rimasti indietro di almeno 10/15 anni rispetto alle nazioni trainanti. Infatti se nelle categorie Junior e under23 riusciamo a dire la nostra, nella categoria Elite siamo pressoché scomparsi. Se un atleta vuole rimanere competitivo deve andare a correre all'estero come sta facendo la Arzuffi o come sta provando a fare Masciarelli. Gli altri non hanno speranza, si limitano a fare le garette qui in Italia nelle quali tolti i primi 5, massimo 10, gli altri sono poco più che amatori. E' evidente che col cx in Italia non si campa, non è disciplina olimpica come la mtb e non è remunerativa come la strada, infatti gli ultimi atleti italiani migliori o erano biker (vedi Fontana) oppure prima o poi decidono di transitare su strada trascurando il cx (vedi Franzoi) o in mtb (vedi Bertolini e, se ho ben capito anche Dorigoni) dove evidentemente si guadagna meglio oppure semplicemente si guadagna qualcosa..... Il problema purtroppo è grave e va a riflettersi inevitabilmente su tutti i settori del ciclismo inclusa la stessa strada, infatti se andiamo a vedere negli ultimi anni i migliori atleti, anche su strada, provengono proprio dal fuoristrada e dalla pista, fenomeno che purtroppo in Italia non è altrettanto palese salvo qualche eccezione, soprattutto di atleti provenienti dalla pista (vedi Ganna e Viviani) ma dal fuoristrada mi pare che non ci sia nessuno, a parte quelli che lo hanno praticato da giovani e fino massimo alla categoria Juniores, ma lì si fermano perché poi, se hanno qualche numero, transitano principalmente alla strada attratti dai guadagni. Tornando ai tracciati delle gare italiane sono buoni magari per le categorie giovanili e per gli amatori ma gli Elite avrebbero bisogno di ben altri circuiti, infatti quando qualcuno (sempre meno!) prova ad approcciare qualche prova internazionale sono batoste! P.S.: chi mi sa dire che fine ha fatto Elia Silvestri che qualche anno or sono vinse il titolo italiano U23 arrivando pure davanti al primo Elite che fu Fontana? Scomparso, non l'ho più sentito nominare, ha avuto qualche problema? [/QUOTE]
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