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Ciclocross stagione 2022/3
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 7256689" data-attributes="member: 17208"><p>La gara di Bertolini l'ho definita 'discreta' proprio tenendo conto della sua involuzione... oramai fa fatica a primeggiare anche in campo nazionale (Toneatti lo ha battuto qualche giorno fa a Firenze). E Dorigoni, che fine ha fatto?</p><p></p><p>Su Iserbyt penso che abbia problemi a gestire la pressione; nelle prime gare dell'anno volava, una volta rientrato in patria, dopo le trasferte in USA e Tabor, mi è sembrato sempre molto nervoso. Ieri dopo il salto di catena era comunque in buona posizione, ma è affondato improvvisamente. Secondo me deve sistemare qualcosa a livello mentale.</p><p></p><p>Sul percorso di ieri probabilmente avere le gambe più lunghe è stato di vantaggio a Vanthourenhout rispetto a van der Haar, sia per poter scendere più rapidamente dal muro, sia per fare il 'monopattino' sul traverso. Forse quello di Namur è un percorso che piace particolarmente al belga, non a caso è stata la sua unica vittoria in CdM lo scorso anno. Bravo comunque l'olandese, che ce la mette sempre tutta; peccato per la pessima partenza di Sweeck, altrimenti sarebbe stato anche lui della partita per la vittoria.</p><p>La gara per la quarta posizione è stata avvincente, ma decisa soprattutto dalle cadute: seguendo le posizioni che scorrevano sul teleschermo, era un continuo ribaltarsi di situazioni, non a caso ad uscirne meglio sono stati corridori più esperti come Nieuwenhuis, Ort Lloret e Boros, che di solito faticano parecchio ad entrare nei dieci in CdM, mentre quelli più giovani hanno avuto maggiori difficoltà.</p><p></p><p>Per quanto riguarda Zoe Backstedt, ha fatto una bruttissima caduta sul muro all'inizio gara, atterrando in avanti sul lastricato; poi è caduta di nuovo almeno una volta nello stesso punto. Era riuscita a risalire fino alla quarta posizione, ma è stata poi risuperata dalla Schreiber (ragazza molto interessante anche lei). E' risultata comunque la prima delle diciottenni, dando un minuto alla Bentveld (seconda al mondiale U19), a quell'età un anno o due di differenza può voler dire ancora molto. Tenendo anche conto che, per le condizioni di gara, era un terreno che avvantaggiava di più chi aveva un background da biker (come Pieterse e le francesi) rispetto alle stradiste come lei e van Anrooij, che facendo a piedi il muro perdevano ogni volta parecchi secondi rispetto a chi lo faceva in sella (soprattutto nella ripartenza).</p><p></p><p>[USER=85727]@ildoppingnonvincemai[/USER] ricordi bene per la vittoria di Evie Richards a Namur (mi pare fosse la prima gara di cx femminile che vidi in tv), però la britannica aveva già compiuto da diversi mesi i vent'anni: nata nel marzo 1997, vinse quella gara a dicembre 2017. Van Empel è stata più precoce, per dire, vincendo già in Val di Sole ed a Flamville da diciannovenne (ha fatto vent'anni due mesi fa).</p><p>Bel talento comunque la britannica, peccato che poi abbia abbandonato il ciclocross (dove è stata due volte iridata U23).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 7256689, member: 17208"] La gara di Bertolini l'ho definita 'discreta' proprio tenendo conto della sua involuzione... oramai fa fatica a primeggiare anche in campo nazionale (Toneatti lo ha battuto qualche giorno fa a Firenze). E Dorigoni, che fine ha fatto? Su Iserbyt penso che abbia problemi a gestire la pressione; nelle prime gare dell'anno volava, una volta rientrato in patria, dopo le trasferte in USA e Tabor, mi è sembrato sempre molto nervoso. Ieri dopo il salto di catena era comunque in buona posizione, ma è affondato improvvisamente. Secondo me deve sistemare qualcosa a livello mentale. Sul percorso di ieri probabilmente avere le gambe più lunghe è stato di vantaggio a Vanthourenhout rispetto a van der Haar, sia per poter scendere più rapidamente dal muro, sia per fare il 'monopattino' sul traverso. Forse quello di Namur è un percorso che piace particolarmente al belga, non a caso è stata la sua unica vittoria in CdM lo scorso anno. Bravo comunque l'olandese, che ce la mette sempre tutta; peccato per la pessima partenza di Sweeck, altrimenti sarebbe stato anche lui della partita per la vittoria. La gara per la quarta posizione è stata avvincente, ma decisa soprattutto dalle cadute: seguendo le posizioni che scorrevano sul teleschermo, era un continuo ribaltarsi di situazioni, non a caso ad uscirne meglio sono stati corridori più esperti come Nieuwenhuis, Ort Lloret e Boros, che di solito faticano parecchio ad entrare nei dieci in CdM, mentre quelli più giovani hanno avuto maggiori difficoltà. Per quanto riguarda Zoe Backstedt, ha fatto una bruttissima caduta sul muro all'inizio gara, atterrando in avanti sul lastricato; poi è caduta di nuovo almeno una volta nello stesso punto. Era riuscita a risalire fino alla quarta posizione, ma è stata poi risuperata dalla Schreiber (ragazza molto interessante anche lei). E' risultata comunque la prima delle diciottenni, dando un minuto alla Bentveld (seconda al mondiale U19), a quell'età un anno o due di differenza può voler dire ancora molto. Tenendo anche conto che, per le condizioni di gara, era un terreno che avvantaggiava di più chi aveva un background da biker (come Pieterse e le francesi) rispetto alle stradiste come lei e van Anrooij, che facendo a piedi il muro perdevano ogni volta parecchi secondi rispetto a chi lo faceva in sella (soprattutto nella ripartenza). [USER=85727]@ildoppingnonvincemai[/USER] ricordi bene per la vittoria di Evie Richards a Namur (mi pare fosse la prima gara di cx femminile che vidi in tv), però la britannica aveva già compiuto da diversi mesi i vent'anni: nata nel marzo 1997, vinse quella gara a dicembre 2017. Van Empel è stata più precoce, per dire, vincendo già in Val di Sole ed a Flamville da diciannovenne (ha fatto vent'anni due mesi fa). Bel talento comunque la britannica, peccato che poi abbia abbandonato il ciclocross (dove è stata due volte iridata U23). [/QUOTE]
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