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Testo
<blockquote data-quote="Cyboraf" data-source="post: 6404492" data-attributes="member: 45757"><p>Oh ben ben...</p><p></p><p>Accetto le tue critiche ma voreri ribattere se permetti</p><p>Intanto il paragone che proponi non è pertinente, una bici non è un auto e l' innovazione tecnologica di cui si parla tanto non sono cosi sicuro sia necessaria o apporti benefici reali. </p><p>Proprio l' altro giorno, il 4/5/2019 ( chissà come mai in quella data) ho visto salire a Superga da Sassi (° beneficio dei non torinesi una salita no lunga ma abbastanza aspra con brevi tratti al 16 altri più lunghi fra il 12 e il 14 e quasi sempre sopra il 10 secondo il mio ciclocomputer,il 34/25 potrebbe già essere duro da tirare li sopra) un arzillo, presumibilmente, settantenne con tanto di bici in acciaio, a occhio anni 90, come un fulmine... e molti carbonari giovanotti neppure stargli a ruota.</p><p>Stiamo parlando di utilizzo amatoriale non dimentichiamolo mai! Le differenze di prestazione a questo livello non la fa il mezzo quanto, oltre al motore dato da madre natura, la possibilità di allenarsi con criterio.</p><p>Non voglio dire con questo che acciaio o carbonio siano la stessa cosa ma far riflettere sull'opportunità di tante innovazioni che ci vengono marketizzate come necessarie.</p><p>L' ho scritto: le vere innovazioni per me consistono in quelle che possano incrementare la sicurezza, in modo sensibile: non andrò più forte se la mia bici pesa 6,5 o 7 quando ho forse7 kg in più della forma ciclistica di adipe.</p><p>Ben vengano i dischi per chi li vuol scegliere ma lasciate anche i rim. </p><p>Ovviamente le case produttrici non sono onlus, ci mancherebbe, ma mi pare che le proprie creazioni siano già economicamente sovra prezzate facendo leva sul lato emotivo legate all' acquisto bicicletta, e con la "moda" di cambiare bici ogni due anni, anche se magari la bici non ha fatto più di 10k km, mi pare che abbiano ampi margini di sussistenza.</p><p>L'imposizione in realtà esiste , poiché in commercio potrei non trovare più alternative se non a disc a breve.e anche se come dici tu si parla di questa rivoluzione da anni, i potrei non volere una bici disc o potrei non voler cambiare la mia e non volerla comunque veder deprezzare in realtà di considerazioni popco più scientifiche della sana fuffa di una volta</p><p>Questa è un' arma a doppio taglio, poiché come tu stesso indichi nella parte evidenziata in neretto, molti potrebbe optare per mantenere la propria bici fino a esaurimento vita, cosa che , a mio avviso, riporterebbe un po' di buon senso e di senno in questo mercato.</p><p>Chiaramente si tratta di punti di vista e non ho la presunzione che il mio sia giusto, ma tendo solo a esprimerlo secondo quelle che sono le mie considerazioni e punti di vista.</p><p>Sinceramente reputo che ci sia schizofrenia nel proporre bici sempre più leggere (e siamo certi che una bici leggera sia sempre guidabile dall' amatore medio e pertanto sufficientemente sicura?), e d' altra parte aggiungendo peso su ruote e sistema frenante.</p><p>Ripeto , io forse sono un purista o un "conservatore"</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cyboraf, post: 6404492, member: 45757"] Oh ben ben... Accetto le tue critiche ma voreri ribattere se permetti Intanto il paragone che proponi non è pertinente, una bici non è un auto e l' innovazione tecnologica di cui si parla tanto non sono cosi sicuro sia necessaria o apporti benefici reali. Proprio l' altro giorno, il 4/5/2019 ( chissà come mai in quella data) ho visto salire a Superga da Sassi (° beneficio dei non torinesi una salita no lunga ma abbastanza aspra con brevi tratti al 16 altri più lunghi fra il 12 e il 14 e quasi sempre sopra il 10 secondo il mio ciclocomputer,il 34/25 potrebbe già essere duro da tirare li sopra) un arzillo, presumibilmente, settantenne con tanto di bici in acciaio, a occhio anni 90, come un fulmine... e molti carbonari giovanotti neppure stargli a ruota. Stiamo parlando di utilizzo amatoriale non dimentichiamolo mai! Le differenze di prestazione a questo livello non la fa il mezzo quanto, oltre al motore dato da madre natura, la possibilità di allenarsi con criterio. Non voglio dire con questo che acciaio o carbonio siano la stessa cosa ma far riflettere sull'opportunità di tante innovazioni che ci vengono marketizzate come necessarie. L' ho scritto: le vere innovazioni per me consistono in quelle che possano incrementare la sicurezza, in modo sensibile: non andrò più forte se la mia bici pesa 6,5 o 7 quando ho forse7 kg in più della forma ciclistica di adipe. Ben vengano i dischi per chi li vuol scegliere ma lasciate anche i rim. Ovviamente le case produttrici non sono onlus, ci mancherebbe, ma mi pare che le proprie creazioni siano già economicamente sovra prezzate facendo leva sul lato emotivo legate all' acquisto bicicletta, e con la "moda" di cambiare bici ogni due anni, anche se magari la bici non ha fatto più di 10k km, mi pare che abbiano ampi margini di sussistenza. L'imposizione in realtà esiste , poiché in commercio potrei non trovare più alternative se non a disc a breve.e anche se come dici tu si parla di questa rivoluzione da anni, i potrei non volere una bici disc o potrei non voler cambiare la mia e non volerla comunque veder deprezzare in realtà di considerazioni popco più scientifiche della sana fuffa di una volta Questa è un' arma a doppio taglio, poiché come tu stesso indichi nella parte evidenziata in neretto, molti potrebbe optare per mantenere la propria bici fino a esaurimento vita, cosa che , a mio avviso, riporterebbe un po' di buon senso e di senno in questo mercato. Chiaramente si tratta di punti di vista e non ho la presunzione che il mio sia giusto, ma tendo solo a esprimerlo secondo quelle che sono le mie considerazioni e punti di vista. Sinceramente reputo che ci sia schizofrenia nel proporre bici sempre più leggere (e siamo certi che una bici leggera sia sempre guidabile dall' amatore medio e pertanto sufficientemente sicura?), e d' altra parte aggiungendo peso su ruote e sistema frenante. Ripeto , io forse sono un purista o un "conservatore" [/QUOTE]
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