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Metodologie di allenamento
come perfezionare la salita: cercasi consigli di esperti in materia o di salitomani
Testo
<blockquote data-quote="ziojo" data-source="post: 1364583" data-attributes="member: 5787"><p>Ti chiedevo questo per lanciarti uno spunto che magari può essere utile.</p><p></p><p>Negli ultimi anni si è verificato che molti atleti elite, che avevano raggiunto prestazioni notevoli in salita e non miglioravano, sono riusciti a crescere ulteriormente di livello puntando sull'aumento della frequenza di pedalata. Tutta gente che pedalava molto bene, professionisti che salivano intorno alle 80 rpm che sono passati gradualmente verso le 90 rpm.</p><p></p><p>L'assunto di fondo è che in una prima fase si tende a migliorare molto attraverso lo sviluppo della forza; è quindi normale sentire la gamba che in salita "chiama" il rapporto un pò più duro. Quando la forza sviluppata è ai suoi massimali, si pedala alla propria cadenza naturale e si performa al proprio massimo: a questo punto... o si aumenta la cadenza o non si migliora più. </p><p></p><p>Qui l'annoso tema agilità si/no/forse non c'entra niente: non si tratta di pedalare agile ma di spingere un dato rapporto ad una rpm più elevata... Il che richiede un allenamento specifico che non è certo l'agilizzazione ma un mix di potenziamento e lavori alla soglia in salita ad alta rpm che è pesante e difficile.</p><p></p><p>Possono farlo solo atleti molto forti e assolutamente determinati. L'amatore medio non ha tempo, focus, caratteristiche e mezzi per poter impostare un piano specifico. I lavori in questa prospettiva vanno dal potenziamento invernale classico alle salite lunghe spezzate a intervalli lunghi alternati a 80rpm (al medio-regolare) e 90 rpm (alla soglia) fino al dietro motore in salita che è ormai fondamentale.</p><p></p><p>Le testimonianze di chi ci ha provato (e ci è riuscito) dicono che i primi tempi sono difficili: le sensazioni sono pessime, sembra di salire lenti e imballati, viene voglia di piantarla lì. Ci vogliono varie settimane prima di sentire la nuova pedalata.</p><p></p><p>Poi però...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ziojo, post: 1364583, member: 5787"] Ti chiedevo questo per lanciarti uno spunto che magari può essere utile. Negli ultimi anni si è verificato che molti atleti elite, che avevano raggiunto prestazioni notevoli in salita e non miglioravano, sono riusciti a crescere ulteriormente di livello puntando sull'aumento della frequenza di pedalata. Tutta gente che pedalava molto bene, professionisti che salivano intorno alle 80 rpm che sono passati gradualmente verso le 90 rpm. L'assunto di fondo è che in una prima fase si tende a migliorare molto attraverso lo sviluppo della forza; è quindi normale sentire la gamba che in salita "chiama" il rapporto un pò più duro. Quando la forza sviluppata è ai suoi massimali, si pedala alla propria cadenza naturale e si performa al proprio massimo: a questo punto... o si aumenta la cadenza o non si migliora più. Qui l'annoso tema agilità si/no/forse non c'entra niente: non si tratta di pedalare agile ma di spingere un dato rapporto ad una rpm più elevata... Il che richiede un allenamento specifico che non è certo l'agilizzazione ma un mix di potenziamento e lavori alla soglia in salita ad alta rpm che è pesante e difficile. Possono farlo solo atleti molto forti e assolutamente determinati. L'amatore medio non ha tempo, focus, caratteristiche e mezzi per poter impostare un piano specifico. I lavori in questa prospettiva vanno dal potenziamento invernale classico alle salite lunghe spezzate a intervalli lunghi alternati a 80rpm (al medio-regolare) e 90 rpm (alla soglia) fino al dietro motore in salita che è ormai fondamentale. Le testimonianze di chi ci ha provato (e ci è riuscito) dicono che i primi tempi sono difficili: le sensazioni sono pessime, sembra di salire lenti e imballati, viene voglia di piantarla lì. Ci vogliono varie settimane prima di sentire la nuova pedalata. Poi però... [/QUOTE]
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