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COME SI MISURA LA POTENZA IN WATT?
Testo
<blockquote data-quote="stef" data-source="post: 390139" data-attributes="member: 2502"><p>Non credo che inserire il recupero sia una buona idea. A quanto mi risulta, tutti i test di questo tipo sono svolti con una rampa sempre crescente di potenza. Cioè si deve solo aumentare il wattaggio, e vedere come varia la frequenza cardiaca. Matematicamente, bpm = f (W) cioè la frequenza cardiaca è funzione della potenza. L'incremento di 20 W va bene. Sei sicuro che non puoi impostare la rampa?? Io ho usato anni fa un vecchio modello Tacx Flow, esteticamente un po' diverso dall'attuale, ma ricordo perfettamente che si poteva impostare una specie di programma di allenamento, cioè incrementi o decrementi di potenza in base al tempo. Comunque non importa, puoi farlo manualmente. Meglio con lo scribacchino accanto.</p><p>A questo punto non userei il Polar, il Flow dovrebbe visualizzare i valori di bpm.</p><p></p><p></p><p></p><p>Eh, qui è più difficile. Quasi tutti, per praticità, prendono il valore in corrispondenza del trentesimo secondo. Potrebbe non essere il valore più alto. Infatti, ogni volta che scatta l'incremento di 20 W, nel tentativo di mantenere gli rpm costanti, ti ritrovi inconsapevolmente ad erogare una potenza maggiore (per far fronte al transitorio).</p><p>Non so quale sia il criterio migliore, io per me prendevo il valore medio (con il misuratore di potenza che registra è tutto più facile), facevo calcolare tutti i valori medi a ciascun intervallo con una macro di Excel (la macro mi faceva il anche il grafico e tante altre cosette).</p><p>Secondo me puoi prendere tranquillamente il valore finale dell'intervallo, verificando però che non ci siano incongruenze.</p><p></p><p>Ritengo però che il metodo più efficace per svolgere un test sia non ad incrementi a gradini, ma una rampa continuamente crescente, del tipo 1 W ogni secondo, rilevando i valori di bpm in continuazione.</p><p>Purtroppo strumenti per gestire una roba del genere sono molto sofisticati e molto costosi.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Flow dovrebbe essere in grado di adeguare il freno in funzione della velocità della ruota posteriore, in modo tale da farti erogare la potenza impostata sul display.</p><p>Cioè, se tu imposti 200 W e pedali a 60 rpm con un rapporto agile, il microchip che controlla il freno tenderà ad indurirlo, in modo tale che la ruota, pur girando a bassa velocità, sarà molto frenata. Se invece acceleri a 100 rpm e metti un rapporto più lungo, il microchip fa alleggerire il freno, in modo tale che la potenza frenante sia sempre di 200 W. La potenza è infatti il prodotto tra coppia frenante e velocità.</p><p>In realtà il Flow funziona un po' meglio in un range medio di velocità e coppia frenante, per cui è meglio evitare rapporti estremi. Direi che un 53x19-17 dovrebbe andare bene.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="stef, post: 390139, member: 2502"] Non credo che inserire il recupero sia una buona idea. A quanto mi risulta, tutti i test di questo tipo sono svolti con una rampa sempre crescente di potenza. Cioè si deve solo aumentare il wattaggio, e vedere come varia la frequenza cardiaca. Matematicamente, bpm = f (W) cioè la frequenza cardiaca è funzione della potenza. L'incremento di 20 W va bene. Sei sicuro che non puoi impostare la rampa?? Io ho usato anni fa un vecchio modello Tacx Flow, esteticamente un po' diverso dall'attuale, ma ricordo perfettamente che si poteva impostare una specie di programma di allenamento, cioè incrementi o decrementi di potenza in base al tempo. Comunque non importa, puoi farlo manualmente. Meglio con lo scribacchino accanto. A questo punto non userei il Polar, il Flow dovrebbe visualizzare i valori di bpm. Eh, qui è più difficile. Quasi tutti, per praticità, prendono il valore in corrispondenza del trentesimo secondo. Potrebbe non essere il valore più alto. Infatti, ogni volta che scatta l'incremento di 20 W, nel tentativo di mantenere gli rpm costanti, ti ritrovi inconsapevolmente ad erogare una potenza maggiore (per far fronte al transitorio). Non so quale sia il criterio migliore, io per me prendevo il valore medio (con il misuratore di potenza che registra è tutto più facile), facevo calcolare tutti i valori medi a ciascun intervallo con una macro di Excel (la macro mi faceva il anche il grafico e tante altre cosette). Secondo me puoi prendere tranquillamente il valore finale dell'intervallo, verificando però che non ci siano incongruenze. Ritengo però che il metodo più efficace per svolgere un test sia non ad incrementi a gradini, ma una rampa continuamente crescente, del tipo 1 W ogni secondo, rilevando i valori di bpm in continuazione. Purtroppo strumenti per gestire una roba del genere sono molto sofisticati e molto costosi. Il Flow dovrebbe essere in grado di adeguare il freno in funzione della velocità della ruota posteriore, in modo tale da farti erogare la potenza impostata sul display. Cioè, se tu imposti 200 W e pedali a 60 rpm con un rapporto agile, il microchip che controlla il freno tenderà ad indurirlo, in modo tale che la ruota, pur girando a bassa velocità, sarà molto frenata. Se invece acceleri a 100 rpm e metti un rapporto più lungo, il microchip fa alleggerire il freno, in modo tale che la potenza frenante sia sempre di 200 W. La potenza è infatti il prodotto tra coppia frenante e velocità. In realtà il Flow funziona un po' meglio in un range medio di velocità e coppia frenante, per cui è meglio evitare rapporti estremi. Direi che un 53x19-17 dovrebbe andare bene. [/QUOTE]
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