Analisi qualitativamente condivisibile, in particolare concordo sulle considerazioni circa l'angolo del tubo piantone compensabile con lievi spostamenti della sella, ma quando dici "Troppi elementi... forse è per questo che ci si trova raramente d'accordo su quale telaio sia comodo..." io preciserei: troppi elementi e assai poco quantitativamente rilevanti per cui " Siccome poi sul telaio ci sarà una persona e non un apparato di misurazione delle sollecitazioni..." ciò che prevale è la sensazione soggettiva che nulla ha a che fare con la prosaica realtà oggettiva e i suoi concreti effetti.L'argomento "comodità di un telaio" è uno di quelli sui quali si discute da sempre, spesso azzuffandosi...
Provo comunque anch'io a dare una mia, personale ed opinabilissima interpretazione di quali siano i parametri che concorrono a far definire un telaio come "comodo".
Materiale con il quale è costruito il telaio:........................
Modulo di elasticità del materiale e dimensioni delle sezioni dei tubi:........................
Geometria del telaio:........................
Siccome poi sul telaio ci sarà una persona e non un apparato di misurazione delle sollecitazioni... occorre considerare che il telaio deve essere proporzionato correttamente in base alla mobilità articolare di chi ci pedalerà sopra. Se la mobilità articolare di bacino e collo è modesta occorrerà un tubo di sterzo più alto rispetto a quello che potrebbe essere ottimale per persone più "flessibili".
Un distanziale in più sul tubo di sterzo è brutto da vedere, ma non cambia la comodità del telaio.
L'angolo del tubo piantone penso invece che sia un falso problema; la posizione e l'arretramento della sella dipende dalla lunghezza di femore, tibia e piede, quindi non è un valore da scegliere a caso, ma dipende dalle misure antropometriche di chi pedalerà su quel telaio. Se il piantone del telaio è più verticale del dovuto occorrerà arretrare un poco di più la sella, ma l'arretramento della sella rispetto al centro del movimento centrale sarà comunque lo stesso.
Vero è che un piantone meno verticale costringe, per ragioni geometriche, ad avere un carro posteriore più lungo e più flessibile, ma la comodità è data dal carro posteriore più lungo e non dal piantone più inclinato.
Tutti gli elementi sopra elencati si sommano fra loro. a questi vanno aggiunte la tipologia di ruote, la pressione delle gomme, il tipo di sella e... l'età e le caratteristiche fisiche dell'utilizzatore, più sensibile alle forze di picco o all'entità delle vibrazioni trasmesse dal telaio!
Troppi elementi... forse è per questo che ci si trova raramente d'accordo su quale telaio sia comodo...
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Cerco di usare il buon senso ed un minimo di informazioni.
La differenza in questione, comunque dagli effetti pratici limitati perchè si parla comunque di materiali che devono permettere una grande rigidità, è ancora più ridotta poichè l'effetto eventualmente più significativo è quello trasmesso alla sella (che influisce sulla colonna vertebrale) ed è prodotto soprattutto dalla "vibrazione" del tubo piantone nella direzione della lunghezza (quindi moolto modesta diversamente dalla vibrazione agli estremi dello stesso, ma trasversale).Materiale con il quale è costruito il telaio:
il carbonio assorbe meglio le vibrazioni dei materiali metallici, ha un "coefficiente di smorzamento" maggiore, quindi dopo un urto trasmette per meno tempo le vibrazioni rispetto ad un telaio metallico.
E' vero, ma anche in questo caso l'aspetto quantitativo è davvero irrisorio.Modulo di elasticità del materiale e dimensioni delle sezioni dei tubi:
più è elevato il modulo di elasticità del materiale utilizzato e maggiori sono le sezioni delle tubazioni e più il telaio è rigido. E' meccanicamente più efficiente, ma ogni buca trasmette alla schiena un urto di maggiore entità
In proposito è istruttivo questo bel post di gianky ( http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2622972&postcount=106 ) da cui si desume che la differenza massima nella rigidità di telai di media e alta gamma di diversi materiali e geometrie è meno di 1,5mm al mozzo centrale durante lo scatto per una volata (sul passo non supera quasi mai il mezzo millimetro!!!)
E' vero, ma parliamo ancora una volta di inezie. Per bici della stessa taglia, il fodero posteriore orizzontale è comunque di pochi millimetri più lungo del raggio totale della ruota e praticamente uguale, il fodero verticale (meno importante per questo effetto) dipende più che altro dalla geometria del telaio, più o meno sloping, ma in questo caso cambia l'escursione del tubo sella ......Geometria del telaio:
un carro posteriore più lungo, a parità degli altri elementi, è più flessibile e quindi trasmette gli urti in un tempo superiore, riducendone il valore di picco.
In sostanza, secondo me, per la stragrande maggioranza dei cicloamatori - come dicevo- un telaio equivale praticamente ad un'altro, e rimango sempre molto perplesso quando sento affermazioni del tipo " con questo telaio è tutta un'altra cosa....."
. Ma si sa, se si entra nell'ambito delle sensazioni.... tutto è lecitoCerto, come sempre, se poi parliamo di elite allora anche le inezie possono fare la differenza, ma questa è tutta un'altra storia.......
