consigli di guida in discesa

carini70

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6 Gennaio 2006
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Ecco alcune immagini di piega per testare le coperture, tutto senza problemi almeno per me, nessun segnale di cedimento del copertoncino :eek:....le protezioni erano per ogni evenienza!
Metto anche l'immagine del copertoncino o-o





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mimmoox

Pignone
27 Agosto 2009
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chesini alu
Ecco alcune immagini di piega per testare le coperture, tutto senza problemi almeno per me, nessun segnale di cedimento del copertoncino :eek:....le protezioni erano per ogni evenienza!
Metto anche l'immagine del copertoncino o-o

e il casco integrale?:-x:-x:-x

complimenti veramenteo-o
la presa bassa proprio non ti va giù eh?

ioi nvece al contrario in discesa non mi fido con la presa sui comandi..mi sembra di essere instabile
 

carini70

Passista
6 Gennaio 2006
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Cadore
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e il casco integrale?:-x:-x:-x

complimenti veramenteo-o
la presa bassa proprio non ti va giù eh?

ioi nvece al contrario in discesa non mi fido con la presa sui comandi..mi sembra di essere instabile
Per il casco non c'era molta velocità....intorno ai 35kmh, ma me lo regalerà lo sponsor :-)
Per la presa bassa proprio non ci riesco, sono il tuo esatto contrario, sotto perdo ogni sensibilità e sicurezza, anche perchè come vedi tengo sempre un pelo le leve freno tirate, sotto mi è molto più difficile farlo se nn allungando le dita con la conseguenza di perdere presa-sensibilità sul manubrio, perchè come mi è già successo se scivola la ruota con un colpetto di freno ed una raddrizzata di sterzo torno su e non cado o-o
 

paolo1986

Pignone
14 Novembre 2008
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ragazzi ho lo stesso problema di colui che ha fatto questo topic...

premetto che qua ci sono discese pericolose..persone che sfrecciano nelle stradine di paese pensando che non ci sia nessuno..

se si tratta di una discesa che conosco da una vita allora a un 50 orari ci arrivo pure..ma se si stratta di una discesa sconosciuta..non vado oltre i 30...ciò mi compromette le medie..oggi mi sono fatto 50 km però considerate che per un bel po avevo un trattore d'avanti in discesa e sono andato piano.la strada ero uno schifo e alla fine sebbene all'andata avevo fatto delle belle salite...(ho anche sfrecciato due ciclisti in salita....non per vantarmi ma in salita credo di cavarmela...in pianura non moltissimo) ma il mio benedetto punto debole è la discesa!

cavolo se vado a fare giri fatti e rifatti da tempo le mie medie sono intorno ai 26-27 orari.....

ma se faccio giri nuovi le mie medie scendono inesorabilmente a 24 orari....però ripeto..in pianura e in salita l'impegno lo metto..ma cavolo in discesa mi spavento proprio ..non LO SO!

Ma la cosa bella è che l'anno scorso questa benedetta paura non la avevo!!!!!E avevo dei copertoni schifosi sottilissimi (700x18...na vera schifezza)..ora ho messo i 700x23 e dovrebbe essere ancora più stabile..ma durante un mio giro un mesetto fa..mentre ero bello tranquillo ho frenato in curva......la bici mi ha scodato a mo di rally e mi sono cacato sotto!!!!!!Da quel giorno mi è presa una strana paura...

inoltre non devo prendere assolutamente caffè ne devo andare con il lettore mp3 perchè mi danno tanto nervosismo e quella sensazione di insicurezza mostruosa..!!!

insomma..a quanto pare il mio problema nelle medie orarie non è la scarsezza del mio allenamento..ma la mia paura delle discese!!!!!

oggi infatti quando ho passato quei due tizi agevolmente in salita..loro in discesa mi hanno passato agevolemente..e sono andati per un'altra strada......anche nei falsipiani non ho problemi....insomma...

potrei dare di più..il mio non è un problema di fiato....!Ragazzi aiutatemi voi...ma che cosa bisogna fare???Oggi avevo preso pure caffè ma non lo prenderò mai più!!!
 

Claudio1982

Gregario
10 Aprile 2010
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Guarda.... io ho avuto il tuo stesso blocco psicologico. Dopo un dritto con impatto per fortuna moooolto lieve e dopo esser stato investito.
Penso che l'unica soluzione sia riprendere sicurezza un po' per volta azzardando sempre un po' di più.
Poi, quando avrai più certazza nei tuoi mezzi e meno paura, rileggi questa discussione ed impara come andar forte da chi ha postato consigli utilissimi.


Aggiungo: non farti prendere dalla competizione con gli altri che van più forte perchè è il modo migliore per finire perterra.
 
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Apprendista Velocista
16 Luglio 2008
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La discesa è una fede: o ce l'hai o non ce l'hai :wacko:

Puoi migliorare di qualcosa, soprattutto nella tecnica, ma per il resto solo tu sai se riuscirai mai a mollare i freni.

Guarda qui:

[URL]http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=69090&highlight=discesa[/URL]


.......e tanti altri ancora.......

Non sono d'accordo molte cose si imparano con l'esperienza. Magari uno non sara' un falco ma si puo' migliorare.
Io non sono un mostro in discesa ma il consiglio pratico e' di tenere una presa pronta ma rilassata (tenere le braccia come due legni e' controproducente). Stare lontano dai bordi esterni della strada (almeno 50 cm) dove puo' esserci sporco o sassolini. Essere sempre pronto all'uscita per rilanciarsi. E poi frena pure in ingresso ma prima allarga e dai appena un colpo e poi vedrai che con il tempo prendi meglio le misure.
Ah dimenticavo la cosa piu' importante "non avere paura" scendere bene non ha nulla a che fare con l'incoscienza ma neanche con la paura. Quelli bravi sanno sempre quello che fanno.
Lorenzo
ps
Spesso un po' di pista aiuta a capire certe dinamiche
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Condurre una bicicletta in discesa è "un'arte" che si può imparare, scendere come Savoldelli è invece un dono innato che solo pochi hanno.

Ma è così in ogni attività umana che implichi anche un quid di creatività. Non tutti nasciamo uguali, ma "normalmente" noi tutti abbiamo determinate capacità di coordinamento psicomotorio che ci permettono d'imparare dall'esperienza e dall'esempio.

Questo per dire che certe tecniche di base si possono apprendere aquisendo così maggiore confidenza con la guida in discesa.

Questo dato ci porterà non solo e non tanto ad avere velocità medie maggiori, ma soprattutto a raggiungere margini di sicurezza più elevati garantendoci un bagaglio di strumenti utili a trarci d'impaccio in situazioni potenzialmente pericolose.

Quindi, almeno dal mio punto di vista, imparare ad andare in discesa significa saper andare giù con maggiore sicurezza. Così come si seguono dei corsi di guida sicura e/o veloce per aumentare la padronanza dell'autoveicolo, allo stesso modo si possono apprendere tecniche di discesa per essere maggiormente sicuri e responsabili.

Non ne farei una questione di velocità, ma di sicurezza ;-)
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Dimenticavo: se si ha "paura" di fare una certa cosa (ma sappiamo che questo non vale solo in campo ciclistico ;) ), è certamente meglio non sforzarsi a farla almeno sino a quanto questa paura non sia un minimo controllabile.
In situazione di panico perdiamo il controllo completo delle nostre azioni, fatto che assolutamente non deve accadere in quelle situazioni in cui frazioni di secondo possono fare la differenza tra il condurci fuori dal pericolo e il cadere rovinosamente a terra ;-)
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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A proposito di consigli, può essere utile leggere il sguente estratto da un articolo di Luca Salvatelli (leggerei con particolare attenzione l'ultimo consiglio ;) )




Come affrontare in sicurezza e velocità una discesa


La posizione in sella


In sella si deve assumere una posizione naturale, con il gluteo ben centrato in sella e le mani che impugnano la presa in basso.

L'indice delle mani è appoggiato sulla leva del freno e pronto ad intervenire (solitamente basta l'indice, ma chi lo trovasse insufficente può usare indice e medio), lo squardo è fisso in avanti, mai in basso vicino alla ruota, ma lontano. Lo sguardo in avanti serve per anticipare e calcolare dove mettere le ruote, la giusta traiettoria, le insidie dell'asfalto (buche, sporco ecc.). Mentre in rettilineo, come abbiamo detto, si devono far girare le gambe, in curva il pedale interno alla stessa è sempre in alto, onde evitare contatti con l'asfalto. Nelle lunghe discese, quelle più ripide, si può assumere una posizione più aerodinamica possibile, con il gluteo che scivola indietro sulla sella, le coscie parallele al terreno, schiacciate sul busto, e con ginocchia e coscie più strette possibile. I più bravi, e con busto ben flessibile, riusciranno a portare il gluteo fuori dalla sella, che a sua volta farà da appoggio alle coscie ben unite tra loro. Le braccia sono attaccate ai fianchi, mentre la testa rimane con lo sguardo proteso in avanti, ma il busto deve rimanere il più possibile parallelo al terreno. L'estremizzazione di questa posizione era quella assunta spesso da Marco Pantani, che scivolava con il gluteo oltre la sella e con il ventre che si appoggiava sulla stessa. Questo, però, porta ad un minor controllo del mezzo, perciò è meglio evitarla, soprattutto su strade aperte al traffico. Sempre nelle lunghe discese, un'altra tecnica è quella di avere le mani sulla presa alta, affiancate vicino all'attacco e con il busto che si protende in avanti, appoggiandosi selle braccia e con il petto sopra le mani, le gambe sono sempre orizzontali al terreno. Sconsiglio questa posizione, perché non è più efficiente della prima descritta ed ha il grande inconveniente di non avere le mani pronte sui freni, il controllo del mezzo in questo caso è affidato più che mai alla "Dea Bendata".


La frenata


La frenata è una delle parti più delicate. Se si è in posizione aerodinamica ci si rialzare con il busto tornando ben allineati in sella e si azionano entrambi i freni. Più all'anterioire, che ha maggior contatto con il suolo. Per migliorare l'appoggio e la possibilità di agire con più forza sul freno posteriore si può spostare indietro il peso del corpo, portando il gluteo all'estremità posteriore della sella. Si frena con la bici ben dritta, così si ha un maggiore appoggio dei copertoncini sull'asfalto. Con maggior vigore se questo è pulito ed in ordine, mentre se è sconnesso, c'è del brecciolino o si intravedono delle chiazze di gasolio (le varie strisce scure lasciate spesso dai camion) è meglio anticipare la frenata. I freni vanno rilasciati nel momento in cui si agisce sul manubrio per iniziare la piega. Iniziare la piega con i freni ancora in azione porta ad un rallentamento della velocità di discesa in curva e predispone ad un facile bloccaccio delle ruote (visto che in piega il copertoncino è sottoposto a carichi maggiori e quindi potrebbe non reggere la doppia pressione della curva e della frenata). Meglio quindi iniziare la svolta avendo rilasciato i freni, o al limite usando solo il freno posteriore (con parsimonia ed attenzione). Lo stesso freno posterioire può essere usato in curva, sempre con attenzione, qualora ci si accorgesse di avere una velocità troppo elevata e per aiutare la bici a "chiudere" la curva, cioè avvicinarsi maggiormente al centro-interno della curva. In questo caso, si deve fare attenzione a correggere la traiettoria, che subisce delle inevitabili modifiche sotto l'azione del freno posteriore. Qualora si fosse sbagliata completamente l'impostazione e la velocità della curva, come extrema ratio, conviene, per quel che si può, raddrizzare la bici ed agire con forza anche sul freno anteriore. Agire sul freno anteriore in curva, con la bici piegata, è sconsigliabile, perché è veramente facile perdere l'aderenza e cadere, al più si può appena sfiorare il freno, ma la sua azione sarà quasi nulla. Come tecnica di frenata, senza alcun dubbio, meglio avere frenate brevi ma decise, invece che lunghe frenate, ma con bassa pressione (tipico il comportamento di molti cicloturisti) questo perché così il materiale di attrito si surriscalda meno e rimane più efficace. Inoltre è meglio entrare in curva lentamente ed uscire poi con una buona velocità ed una traiettoria perfetta, piuttosto che entrare veloci, richiamare i freni e correggere la traiettoria, si perde più tempo e si esce dalla curva con una velocità inferiore.

La traiettoria


Le traiettorie sono la cosa forse più importante, quelle che richiedono maggiore esperienza ed allenamento.

Lo sguardo in avanti serve proprio per calcolare la migliore traiettoria possibile. La strada, quando è chiusa al traffico, va usata per intero, ogni centimetro ci permetterà di essere più veloci, ma anche più sicuri. Con lo sguardo andremo ad analizzare l'asfalo, scegliendo il percorso più pulito (quello con meno buche e meno sporco), analizzando la curva lontano, sceglieremo il percorso migliore e metteremo la bici sulla linea ideale per effettuare la frenata. Ci porteremo dalla parte opposta della curva e dopo la frenata andremo a piegare dolcemente la bici, eventualmente spostando anche il peso verso l'interno, cercando il "punto di corda", cioè il centro della curva, nella sua parte interna. Se la curva ha una raggio uguale o superiore ai novanta gradi conviene effettuare una manovra "rotonda e pulita", piegando la bici fino al punto di corda, con il pedale interno alla stessa in alto. Poi si lascia il punto di corda, cioè abbiamo fatto la metà della curva, e si punta verso il lato esterno della stessa, lasciando correre la bicicletta. Lo sguardo deve essere già proteso a scrutare la nuova traittoria ideale. Se la strada è in forte pendenza, potrebbe essere necessario richiamare in causa il freno posteriore, mai in modo brusco. Altrimenti, appena la bici è uscita dalla curva, si riparte rilanciando l'azione sui pedali. Se la curva è molto stretta, con un angolo di raggio sotto i 90 gradi, allora conviene "spigolarla". Si punta subito alla corda con la bici quasi dritta, mentre si azionano entrabi i freni, che vengono rilasciati poco prima di aver ragiunto il centro della curva; la bici è quasi dritta, il corpo centrale alla stessa, il pedale interno alla curva sempre in alto. Quindi si rilasciano i freni e si piega quel tanto per girarsi e si rilancia l'azione subito con i pedali, in quanto si è di nuovo con la bici dritta. Nelle curva più aperte, come nelle "esse" e nelle curva in rapida successione, spetta al "colpo d'occhio" stabilire quale è la tecnica migliore e la migliore traiettoria da seguire. La regola generale, in questi casi, è che la traiettoria della curva va scelta in base alla curva immediatamente successiva; ci dobbiamo trovare, quindi, in unscita dalla prima curva nelle traiettoria ideale per affrontare la curva successiva e via di seguito.



Con la pioggia

La pioggia è senza alcun dubbio una insidia in più. Oltre ad ovvie considerazioni, come copertoncini adeguati e mai gonfiati ad un numero eccessivo di bar, prudenza, si deve essere maggiormente attenti alle triettorie da seguire, alla frenata ed alla conduzione in curva. Nelle traiettorie dovremo maggiormente fare attenzione ad evitare zone sporche o con molta acqua, mentre la frenata dovrà essere meno aggressiva, più graduale e controllata, anche se più lunga. Le pieghe in curva meno accentuate e soprattutto svolte in modo meno brusco, più graduale e leggero. Anche in uscita di curva sarà preferibile rilanciare sui pedali con meno vigore, magari attendendo che la bici sia ben dritta. Meglio evitare, in generale, manovre brusche, come veloci cambi di direzione o frenate improvvise.


In gruppo


Il gruppo complica certamente la vita del discesista. Il primo consiglio è fare la propria discesa, ragionando con la propria testa, facendo attenzione a chi ci precede e chi viene dietro. Quindi, seguire comunque le proprie traiettorie, facendo attenzione ad osservare il comportamento di chi ci precede, per evitare di tamponarlo, con uno sguardo ed un orecchio rivolto a chi viene dietro per evitare che ci tamponi. E' buona cosa avere sempre un occhio sulle mani ed i comandi di chi ci precede, così da anticiparne le mosse. Soprattutto in prossimità delle curve è meglio non rimanere in scia, ma spostarsi, a destra o sinistra, in modo da avere una certa libertà d'azione sia nel posticipare la frenata sia per vedere meglio la strada e scegliere, eventualmente, delle traiettorie differenti.


Il sorpasso


Se si vuole sorpassare un avversario, meglio farlo in rettilineo, in uscita di curva e poi, alla fine, in frenata. Sempre, però, in modo rapido, evitando di rimanere affiancati a lungo. Meglio evitare di affiancare un avversario in curva, se cade lui si rischia di essere trascinati a terra.


Curve a dx e a sx


Molti hanno una differente capacità di affrontare le curve a destra rispetto a quelle a sinistra. Niente di preoccupante, alcuni possono avere delle lievissime asimmetrie del busto che portano ad una differente postura in sella. Anche la differente mobilità del busto, tra destra e sinistra, può essere influente, portando ad una maggiore facilità nell'affrontare alcune curve piottosto che altre. In ogni caso, niente di cui preoccuparsi.


Allenarsi alla discesa


I principi fondamentali sono stati detti, ora occorre allenarsi. La cosa migliore è selezionare alcune discese, ma basta anche una sufficientemente lunga, ed allenarsi a mettere in pratica ogni aspetto considerato. Fondamentale è iniziare a capire il limite di tenuta dei copertoncini o tubolari, poi la potenza e gli spazi di arresto dell'impianto frenante, quindi ci si potrà concentrare sulle triettorie e la discesa in piega. Su strade aperte al traffico, poi, è sempre bene tenere un certo margine di sicurezza, che ci permetterà di reagire con tranquillità a qualsiasi tipo di imprevisto.


L'ultimo consiglio


Andare in bici è bello, ma la vita, in generale, lo è ancora di più: mai affrontare una discesa come se fosse l'ultima della propria vita, la prudenza non è mai troppa!
 
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carini70

Passista
6 Gennaio 2006
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L'avesse scritto Savoldelli lo leggerei anche....per i principi fondamentali poi c'è sempre da ridire qualcosa perchè ognuno ha il suo modo di sentirsi sicuro e soprattutto di ottenere risultati in base a quello fa poi la differenza tra noi.

Se dovessi ridire su una cosa soltanto, già alla prima siamo molto lontani dal mio concetto di guida in discesa.....io il :culo: lo tengo indietro sulla sella, quasi fuori, perchè se lo tengo in mezzo porto troppo peso in avanti sia in frenata che in curva, appesantendo l'anteriore e mettendolo di più in crisi. Sulle foto nn si vede perchè volevo appunto mettere in crisi le gomme per testarne la resistenza-tenuta in curva.
Per il resto non ho letto tutto....se queste son le premesse iniziali stò fresco ad imparare qualcosa o-o

p.s.
Oggi scendendo dal passo Mauria ho visto un dritto di un motociclista :asd: che per fortuna nn si è fatto nulla...solo un pò di motocross :mrgreen:
e poco dopo ne ho sfidato un'altro che per starmi dietro ha grattato i borsoni per terra :afraid: e poi per riprendermi ha grattato il cambio e li nn ce l'ho fatta...son scoppiato a ridere e ho smesso di pedalare :rosik:
 
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