corsa: come mantenersi?

geco

Novellino
30 Marzo 2007
40
0
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esperienza personale:2 sport meglio di 1:mrgreen:........
non so nuotare quindi non posso:3 sport meglio di 2:mrgreen:
30' a settimana sono forse pochini io sono sulle 3 ore a settimana
 

tizianot

Pignone
4 Luglio 2009
158
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San Bonifacio VR
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intendi corsa a piedi?

io sono un ex maratoneta passato alla bici per problemidi schiena...

per un minimo di mantenimento direi almeno 3 volte a settimana...non meno di due (ma 2 sarebbero poche)

io direi 3 volte/sett x 45min a volta siano sufficenti.
 

Luka

Apprendista Scalatore
15 Giugno 2004
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Milano Est
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Bici
Scott Alu sub40
intendi corsa a piedi?

io sono un ex maratoneta passato alla bici per problemidi schiena...

per un minimo di mantenimento direi almeno 3 volte a settimana...non meno di due (ma 2 sarebbero poche)

io direi 3 volte/sett x 45min a volta siano sufficenti.

Sì, corsa a piedi.. mmmhh.. così tantino? E' il tempo materiale che mi manca..:wacko:
 

tizianot

Pignone
4 Luglio 2009
158
1
San Bonifacio VR
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ti pare tanto?.....facciamo 3 uscite per 30 min cad.....

...mi pare di stare trattando sul prezzo col mio si vende:mrgreen:

il fatto è che con solo 2 uscite non riesci a "mantenere" bene l'adattamento per la corsa...magari fai una sett. 2 volte e 1 sett 3 volte....

comunque se lo fai solo per un minimo-minimo di mantenimento, 2 volte 30 min potrebbero bastare, poi quando riparti seriamente con la corsa però dovrai farlo gradualmente per riadattare il fisico al kilometraggio che intendi fare....

me perchè corri a piedi? fai triathlon?
 

Mulo

Apprendista Velocista
16 Giugno 2008
1.704
12
Nonantola
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E il ritmo delle uscite?
Non avrebbe una sua importanza.
Io in genere faccio il tris di massini.
10'lento+6'veloce+4' soglia
questo per due volte.
Sbaglio a tirare fino alla soglia?
 

Fabio65

Apprendista Velocista
20 Agosto 2007
1.358
27
Cisano Sul Neva (SV)
www.fabiopollero.com
Bici
Specialized Tarmac SL2 Comp Ultegra 6800 Scott Scale 20/2011 XTR
E il ritmo delle uscite?
Non avrebbe una sua importanza.
Io in genere faccio il tris di massini.
10'lento+6'veloce+4' soglia
questo per due volte.
Sbaglio a tirare fino alla soglia?

Io credo che l'intensità conti.

Posto che, nella peggiore delle ipotesi, uno debba concentrare in tre ore alla settimana (45/50 min. effettivi di corsa) io direi che più l'allenamento è intenso e meglio è...
Non stiamo parlando, credo, di esercizio aerobico finalizzato al dimagrimento, mi sembra di capire che si tratti di attività il cui
scopo è quello di mantenere un certo livello metabolico nei periodi di bassa
attività (mesi invernali) in attesa della ripresa a pieno regime.
Io cercherei piuttosto di privilegiare il numero delle uscite, non scendendo al di sotto delle tre a settimana, con elasticità ed inserendo magari un'ora intera di corsa nel fine settimana. Se proprio si hanno i minuti contati, non scendereri comunque mai sotto i 40'

Capisco molto bene il problema del tempo insufficiente, io corro in pausa pranzo con 30 gradi e lungo l'Aurelia, ma purtroppo in queste cose non esistono le scorciatoie, ci vuole metodo ed una bella volontà, ma i risultati arrivano.
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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in pensione
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Se hai una buona azione di corsa, una uscita settimanale di una quarantina di minuti ti può consentire di raggiungere il tuo scopo: quello di non disabituare completamente i muscoli allo sforzo del running.

Ovviamente non riuscirai a mentenere livelli di performance nella fascia alta del tuo potenziale, ma i muscoli li tieni svegli.

Un consiglio: non fare 40' blandi e monocordi. Falli con variazioni, anche a piacere, ma cambia ritmo. Arrotonda il passo, allungalo e poi recupera correndo,

Vale più un'uscita di 40' fatti così che tre uscite di un'ora fatte piano e tutte uguali.
o-o
PS: io... sono tanti anni che corro una-max due volte a settimana. E ho capito che, volendo, si mantiene.
 

scaladur

Novellino
21 Luglio 2009
1
0
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ho sempre odiato la corsa a piedi perchè ho sempre corso in bici da corsa dall'età di 8 anni facendo tutte le categorie agonistiche della federazione ciclistica italiana: dai primavera ai dilettanti, vado ancora in bici, e sui percorsi duri, in salita, tiro fuori il meglio di me! Ora, alla soglia dei quarantanni, ho scoperto la corsa a piedi e dico solo questo: peccato non averla scoperta prima. Corro a piedi un paio di volte a settimana e vado in bici da corsa nei week-end: ho trovato il mio vero equilibrio psico-fisico.
 

pbass71

Maglia Rosa
14 Marzo 2008
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38
Padova
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Io faccio running per tutto il periodo settembre-aprile. La bici la uso solo il fine settimana, se non è brutto tempo. Sennò corro a piedi anche il sabato/domenica.

Con l'ora legale passo alla bici, anche negli allenamenti durante la settimana e quindi lascio la corsa. Adesso è dal 28 aprile che non faccio un'uscita di corsa.

Ma vai tranquillo: per quanto mi riguarda, l'allenamento in bici mi porta a settembre (ripresa della corsa a piedi) in ottima forma.
Certo, non ho la gamba che avevo in inverno, ma la riprendo subito.

L'errore più grande che ho fatto, nel 2007, è stato fermare tutte le attività per 3 settimane in luglio.. volevo riposarmi. Quando ho ripreso in agosto mi pareva di avere 92 anni...

Ma se vai in bici, alla ripresa della corsa sarai comunque in forma e la gamba la recuperi in fretta.
Ovvio...si riparte con i 5'15" a km...per poi scendere in fretta sotto i 4'30" a km.
Non male.
A me capita così... poi ognuno è fatto a suo modo...

Anche quello che ti hanno detto gli altri è corretto... una uscita settimanale di 30' è pochino... ma vai pure in bici... poi riprendi con serenità la corsa.
Io faccio così.
 
ho sempre odiato la corsa a piedi perchè ho sempre corso in bici da corsa dall'età di 8 anni facendo tutte le categorie agonistiche della federazione ciclistica italiana: dai primavera ai dilettanti, vado ancora in bici, e sui percorsi duri, in salita, tiro fuori il meglio di me! Ora, alla soglia dei quarantanni, ho scoperto la corsa a piedi e dico solo questo: peccato non averla scoperta prima. Corro a piedi un paio di volte a settimana e vado in bici da corsa nei week-end: ho trovato il mio vero equilibrio psico-fisico.

credo che sia in parte la novita' del nuovo...io ormai ho un'inerzia prima di mettermi a correre...da far schifo...e se penso che ora i km mensili sono poco piu' di quelli che facevo in una settimana...
 

matteosverige

Pedivella
28 Luglio 2008
428
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Göteborg, Svezia
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Bici
Zullo, Colnago, Canyon
Ciao! Se hai una buona condizione e ti alleni tanto in bdc, per un paio di mesi, basta anche una volta a settimana. Se invece prevedi di privilegiare la bdc più a lungo direi corsa almeno due volte a settimana. Certo quando riprendi devi aumentare i km e l'andatura con criterio, ma nel giro di 2-3 settimane sei di nuovo vicino alla tua buona condizione. L'importante è programmare bene nel caso tu abbia qualche gara a cui tieni. :mrgreen:
 

James

Apprendista Passista
7 Luglio 2008
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Bici
quanto basta
domanda da profano che nn saprei dove chiedere: inserire 2 uscite settimanali di corsa a piedi ai miei allenamenti/gare "abituali" di bdc (3/4 a settimana) puà portare miglioramenti alla bici? o mi devasto i muscoli con il risultato che non vado più avanti? grazie!
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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in pensione
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domanda da profano che nn saprei dove chiedere: inserire 2 uscite settimanali di corsa a piedi ai miei allenamenti/gare "abituali" di bdc (3/4 a settimana) puà portare miglioramenti alla bici? o mi devasto i muscoli con il risultato che non vado più avanti? grazie!

I primi tempi peggiori verticalmente la pedalata e la prestazione complessiva in bici. Poi ti adatti e , più o meno lentamente (dipende da tante cose), riesci a tornare dov'eri. In generale:

Muscolarmente, la corsa a piedi tende a togliere forza (non è vero per la corsa in salita).

Aerobicamente, la corsa a piedi rafforza la potenza aerobica e la capacità di stare confortevolmente al medio.
o-o
 

James

Apprendista Passista
7 Luglio 2008
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Bici
quanto basta
I primi tempi peggiori verticalmente la pedalata e la prestazione complessiva in bici. Poi ti adatti e , più o meno lentamente (dipende da tante cose), riesci a tornare dov'eri. In generale:

Muscolarmente, la corsa a piedi tende a togliere forza (non è vero per la corsa in salita).

Aerobicamente, la corsa a piedi rafforza la potenza aerobica e la capacità di stare confortevolmente al medio.
o-o
grazie! o-o quindi per assurdo (e nel pieno della mia ignoranza :-) ) potrei iniziare ora con questi cicli (2 - 3 uscite running e mantenimento bici visto che ho intenzione di "preparare" una mezza maratona per fine settembre e provare un duathlon sprint a ottobre) e avere il crollo di bdc nel periodo invernale..per poi recuperare la condizione ciclistica all'inizio delle granfondo a febbraio?
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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grazie! o-o quindi per assurdo (e nel pieno della mia ignoranza :-) ) potrei iniziare ora con questi cicli (2 - 3 uscite running e mantenimento bici visto che ho intenzione di "preparare" una mezza maratona per fine settembre e provare un duathlon sprint a ottobre) e avere il crollo di bdc nel periodo invernale..per poi recuperare la condizione ciclistica all'inizio delle granfondo a febbraio?

Si, in linea teorica potrebbe funzionare proprio così.

Poi però dipende molto dalle tue caratteristiche: magari la corsa a piedi non ti toglie niente, magari ti impasta i quadricipiti e a febbraio sei ancora inchiodato.

L'unica cosa è provare, e vedere cosa succede.
 
salve ragazzi, spero possa andar bene
Come correre


L’approccio con la corsa, come con qualsiasi altra attività sportiva, deve essere graduale e lento. Alcuni consigli sono essenziali per avvicinarsi alla corsa quando si è inesperti: è meglio non correre quando si è troppo stanchi, quando si è dormito poco, durante periodi di convalescenza o quando si è affetti da malattie anche lievi, come il raffreddore o il mal di gola.



Sono da evitare le gare con i compagni di corsa, specialmente alle prime uscite quando non si ha un allenamento sufficiente, per poter evitare il rischio di incidenti, di infortuni muscolari o un affanno eccessivo; è consigliabile, durante le prime settimane, lavorare sulla quantità, cercando di aumentare il numero di chilometri percorsi in modo graduale ed evitare inutili gare di velocità; evitare le giornate troppo calde ed afose che porterebbero facilmente a problemi di disidratazione e al colpo di calore; ma anche quelle gelide. Correre su strade non sconnesse al fine di non danneggiare le caviglie, evitare la corsa continua sull’asfalto che causa spesso problemi ai tendini, e, se possibile, correre in ambienti non troppo inquinati. Correre sulla pista di tartan provoca sollecitazioni eccessive a carico dei muscoli e dei tendini, con conseguenti disturbi infiammatori e, talvolta, microfratture a livello del piede.


Allenarsi almeno 3 volte alla settimana a giorni alterni per permettere al fisico di recuperare, correndo con un ritmo blando, per 5 minuti e aumentando gradualmente sia il tempo che la velocità; eseguire esercizi di streching alla fine della corsa.



Ognuno di noi corre assumendo un suo stile, infatti non esiste una posizione standard, ma certo rispettare alcune regole aiuta ad evitare inutili rischi. Ideale è correre con i muscoli del collo rilassati e tenere la testa in una posizione fissa, non troppo avanti o troppo indietro. Le spalle devono essere decontratte, il busto leggermente inclinato in avanti per riuscire a correre in scioltezza. Non si deve correre a ginocchia alte e sulla punta dei piedi; evitare insomma di saltellare verso l’alto piuttosto che procedere in avanti. Il passo non deve essere particolarmente lungo e il piede deve essere tenuto il più possibile aderente al suolo. Cercare di sincronizzare il movimento delle braccia, comunque siano tenute, con quello delle gambe. Quando si corre in salita cambiano leggermente alcuni particolari della posizione. La testa, le spalle e il busto vengono leggermente inclinati in avanti per potersi muovere più agilmente e con meno fatica; il passo diventa più corto di quello effettuato in pianura, si spinge sulle punte dei piedi facendo leva sulle caviglie e sulla muscolatura anteriore della gamba e della coscia; le braccia, sincrone al movimento delle gambe, aiutano nella spinta in avanti, più o meno come si fa con i bastoncini nello sci di fondo. La discesa viene affrontata con la testa rilassata e dritta, con il busto ancora inclinato in avanti, evitando di inarcare la schiena all’indietro, con il passo corto e il piede aderente al terreno, evitando di correre sui talloni e a balzi, perché ciò comporterebbe danni al ginocchio e al tendine di Achille e con le braccia che accompagnano il movimento in scioltezza, senza farle ciondolare mollemente lungo il corpo. La posizione corretta evita certamente alcuni danni e dolori agli arti, ma anche chi corre in modo corretto non è immune da alcuni piccoli fastidi evitabili con semplici accorgimenti. Quei dolori muscolari tardivi, che si manifestano il giorno dopo alla coscia e al polpaccio, scompaiono spontaneamente, ma migliorano più velocemente se la parte viene massaggiata, se viene eseguito lo streching. I crampi, che sovente interessano il polpaccio, la parte posteriore della coscia e il piede, provocati da una mancanza di sali persi con il sudore, possono essere evitati facendo uso di preparati salini specifici e bevendo molto.


Quando si pratica la corsa, sia a livello agonistico che a livello amatoriale, è opportuno controllare la frequenza cardiaca proprio per trarre il maggior giovamento dalla pratica di questa attività sportiva. Prima di tutto bisogna stabilire quale tipo di corsa viene praticato e, di conseguenza a questo, stabilire quale livello di frequenza cardiaca mantenere. La frequenza cardiaca massima teorica viene calcolata = 200 - età.


Per la corsa lenta la frequenza deve essere il 50-60% della massima, per quella a ritmo moderato, quando si pone come traguardo il dimagrimento, è consigliato un valore corrispondente al 60-70% della massima. Chi pratica la corsa veloce deve avere una frequenza cardiaca intorno al 70-80% della massima mentre questo valore sale all’80-90% in caso di corsa agonistica.
 
o-o

FOOTING SALUTARE
Il footing si sa è uno sport molto intenso e pesante per il corpo, per questo deve essere praticato in modo consapevole, soprattutto se si inizia in età non proprio giovane e se la sua finalità è non tanto l’agonismo, bensì la ricerca della forma fisica e del benessere, anche psicologico. Si perché la corsa è frutto di concentrazione, sopportazione della fatica, resistenza allo stress. Ecco alcuni brevi consigli per un allenamento graduale preceduto da esercizi di riscaldamento.




- Durante la prima settimana di allenamenti, alternate 1 minuto di corsa con 1 di camminata per almeno 20 minuti.
- Durante la seconda settimana passate a 2 minuti di corsa ed 1 minuto di camminata ripetendo almeno 6 volte.
- Nella terza settimana 3 minuti di corsa e 1 di camminata da ripetere 5 volte. - Alla quarta settimana 4 minuti di corsa e 1 di camminata da ripetere 4 volte.

Abbinate esercizi di stretching per schiena, cosce e polpacci:

1. Coricati a terra con la schiena appoggiata portate il ginocchio destro al petto; tenetelo con le mani fino ad avvertire l’allungamento nella parte posteriore della coscia, nel gluteo e tratto lombare della schiena.

2. Coricati a terra con la schiena appoggiata e le braccia aperte in fuori, tenendo le gambe flesse e i piedi in appoggio, portate le ginocchia a destra fino a toccare il pavimento, mantenete la posizione qualche secondo e poi ripetete a sinistra.

3. In piedi con la gamba destra flessa, avvicinate il tallone destro al gluteo destro, aiutandovi con la mano, per distendere la muscolatura del quadricipite. Ripetete con la sinistra.

4. In piedi di fronte a un muro alla distanza di un passo, appoggiatevi con le mani e spingete tenendo la gamba destra tesa e il tallone bene a terra per allungare la muscolatura del polpaccio. Ripetete con la sinistra.

Gli infortuni che possono capitare
La corsa può provocare alcuni disturbi o causare infortuni, in particolare a muscoli, tendini, legamenti, ossa e anche a livello cutaneo com vesciche e abrasioni da caduta. Sono determinati in genere da microtraumi ripetuti nel tempo e da sovraccarico causato dalla ripetizione esasperata dello stesso gesto che portano a sofferenze o lesioni della parte interessata.
Per prevenire e ridurre le possibilità di infortunio ci sono alcune piccole regole da seguire:
- Eseguite sempre esercizi di allungamento dopo una fase di riscaldamento e di ginnastica per rinforzare i muscoli degli arti inferiori.
- Usate scarpe adatte alle caratteristiche del piede, che compensino eventuali difetti di appoggio (pronazione o supinazione accentuate) che si ripercuotono nel tempo anche sulle altre articolazioni (ginocchia in particolare) e difetti del terreno su cui abitualmente correte.
- Aumentate le distanze da percorrere durante gli allenamenti in modo graduale evitando percorsi ricchi di buche o pavimentazioni irregolari ed evitate scatti in velocità a freddo.
- Riducete al minimo indispensabile la corsa in discesa essendo molto traumatica anche per la schiena.
- Inserite nell’allenamento anche esercizi di ginnastica per la muscolatura del tronco e gli addominali per salvaguardare anche la colonna vertebrale.
 

vitto84

Gregario
28 Marzo 2008
681
19
IM 70.3 ITALY
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Bici
economica
A mio parere non ha senso correre a piedi se si corre in bici, a meno che non si sia triatleti.
L'allenamento in bici, a livello cardiaco, è molto simile a quello a piedi.
Tant'evvero che tutti, ma proprio tutti i ciclisti ben allenati se provano a correre a piedi, senza aver mai corso prima, come niente si fanno un 10km a 4' o anche sotto i 4' (ne ho svariate prove di gente che conosco), anche se poi hanno blocchi di tipo strutturale perchè non allenati a correre a piedi.
Inoltre la corsa a piedi brucia un sacco della massa magra necessaria a pedalare e come conseguenza c'è un forte calo della forza durante le uscite in bici.
Per tal motivo a meno che uno non faccia sport per dimagrire (allora una cosa vale l'altra) e a meno che uno non ami proprio correre di per sè, vedo inutile il fatto che un ciclista corra a piedi, non ha senso.
Ben diverso e del tutto consigliabile invece è accostare agli allenamenti in bici una o due sedute di nuoto, che ci aiuano a distendere la schiena, le spalle, a sciogliere le gambe e a potenziare tutto il busto che altrimenti noi ciclisti tralasceremmo.