Corsa o nuoto?

chiagiugio

Apprendista Velocista
3 Settembre 2008
1.433
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Bici
ORBEA ORCA OMR
quanto è che nuoti? te lo chiedo perchè capita abbastanza spesso quando uno nuota da poco e la gambata non è una "pinnata" ma è un "calcio in giù" (o comunque non è un movimento morbido come dovrebbe essere tutta la nuotata) per cui il culo tende ad affondare e la parte sopra rimane contratta con la risultante che hai appena descritto.
io però non sono gran che esperto e spesso mi invento delle stupidaggini.... :mrgreen:
Non credo siano stupidaggini, hai solo riferito in maniera pratica ciò che si intende per mancanza di economia del gesto. Quando si migliora la tecnica di una qualsiasi attività sportiva il gesto che la caratterizza tende ad economizzare lo sforzo, migliore è il movimento e minore è la spesa energetica necessaria per eseguirlo o-o
 

trups

Pignone
28 Febbraio 2006
282
18
possibilmente lontano dalla razza umana
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graziella chopper e marmitta proma
Se l'obiettivo è quello di mantenere una buona capacità aerobica sono d'accordo con te ma sulla traumaticità consentimi di dissentire a condizione però che parliamo di un soggetto sano senza patologie alle articolazioni ed in particolare alla schiena. Se non si hanno tali problemi è sufficiente utilizzare un plantare per la corsa, adattarsi gradatamente agli sforzi che faremo nel periodo di potenziamento ed il gioco è anche divertente. Io arrivo a fare anche 700 mt di dislivello in una sola seduta e quando termina il periodo della corsa a piedi ti garantisco che mi dispiace. Circa il fatto di utilizzare la corsa in salita per cercare la forma questo è possibile ma se svolto per come ho postato precedentemente il risultato è quello di un notevole potenziamento. Se sei interessato ti posto il lavoro che svolgo nelle quattro settimane successive alle cinque di corsa a piedi.

se c'è da imparare cose nuove mi interessa tutto....
 

chiagiugio

Apprendista Velocista
3 Settembre 2008
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ORBEA ORCA OMR
se c'è da imparare cose nuove mi interessa tutto....
Dopo le cinque settimane che ti esposto prima, faccio un lavoro specifico di quattro settimane nelle quali sostituisco la corsa a piedi con sedute di SFR + variazioni di ritmo tre volte la settimana alternate a sedute di potenziamento in palestra a cui faccio seguire agilità in bdc (o rulli) ed uscita libera ma senza particolare intensità la domenica. Dopo nove settimane così fatte e per le quali, personalemente, spendo parte delle mie ferie lavorative hai un motore pronto per il perido di preparazione che solitamente viene definito speciale, quel periodo, ossia, in cui si trasformano i lavori sulla forza resistente in lavori sulla pootenza e sulla capacità anaerobica lattacida alla quale ci sottoponiamo partecipando alle gare domenicali ma anche alle uscite in gruppo quando scoppia la bagarre.
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
1.344
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in pensione
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La mia esperienza personae...

Si, hai ragione: le nostre esperienze sono diametralmente opposte. Direi quasi che parliamo di sport diversi.

I carichi, le modalità e le implicazioni che racconti sono anni luce lontane da ogni mia esperienza... su di me e sugli atleti che ho allenato. La settimana di 20h che hai descritto è fuori da ogni logica da me conosciuta, non la strutturei mai così, la ritengo completamente priva di senso e ad alto rischio di infortuni e sovraccarico.

Tre sedute settimanali di ripetute di corsa in salita al 18% per cinque settimane (in cui si fa anche potenziamento in palestra per altrettante tre volte a settimana) sono per la mia limitata esperienza inconcepibili: le implicazioni muscolari di una seduta di quel tipo (per chi riesce a farla correttamente) non si digeriscono in due-tre giorni e quindi ripeterle quindici volte di fila (praticamente un giorno si e uno no) mentre si sovraccaricano i muscoli in palestra... mi raccapriccio al solo pensiero.

Ovviamente raccolgo e rispetto il fatto che tu dica di averla applicata con successo, ma sinceramente non la ritengo in nessun modo applicabile nella pratica sportiva sana e equilibrata che concepisco... perchè il rapporto tra rischio e rendimento tende a infinito.

Ti auguro buona fortuna.

:mrgreen:
 

chiagiugio

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Si, hai ragione: le nostre esperienze sono diametralmente opposte. Direi quasi che parliamo di sport diversi.

I carichi, le modalità e le implicazioni che racconti sono anni luce lontane da ogni mia esperienza... su di me e sugli atleti che ho allenato. La settimana di 20h che hai descritto è fuori da ogni logica da me conosciuta, non la strutturei mai così, la ritengo completamente priva di senso e ad alto rischio di infortuni e sovraccarico.

Tre sedute settimanali di ripetute di corsa in salita al 18% per cinque settimane (in cui si fa anche potenziamento in palestra per altrettante tre volte a settimana) sono per la mia limitata esperienza inconcepibili: le implicazioni muscolari di una seduta di quel tipo (per chi riesce a farla correttamente) non si digeriscono in due-tre giorni e quindi ripeterle quindici volte di fila (praticamente un giorno si e uno no) mentre si sovraccaricano i muscoli in palestra... mi raccapriccio al solo pensiero.

Ovviamente raccolgo e rispetto il fatto che tu dica di averla applicata con successo, ma sinceramente non la ritengo in nessun modo applicabile nella pratica sportiva sana e equilibrata che concepisco... perchè il rapporto tra rischio e rendimento tende a infinito.

Ti auguro buona fortuna.

:mrgreen:
Se i risultati del tuo lavoro sono quelli che ho visto nel video, ti faccio i complimenti (sinceri). Se poi hai voglia di postare come struttureresti una settimana tipo di lavoro di potenziamento la leggerei ben volentieri
o-o
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
1.344
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in pensione
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Ti ringrazio per il tono gentile, che apprezzo.

Veramente senza alcuna vena polemica: i carichi e le modalità che hai postato sono inarrivabili... per me e per gli amatori che conosco.

Attualmente non facciò più allenamenti strutturati (perchè me sò stufato... :-)) ma quando li facevo io adoravo le ripetute in salita. Ne ho fatte di tutti i colori perchè le trovavo di grandissimo valore aggiunto. Tieni anche presente che sono molto leggero e nella corsa in salita sono sempre andato benissimo.

Eppure... per me una salita al 6% è già dura da fare "bene". Mantenendo cioè il gesto corretto e efficace. Il limite che ho trovato (per me) è intorno al 10%. Oltre questo il gesto va in deriva e non è più corsa, si comincia a sbracciare in malo modo, il piede non riesce più a sprigionare la spinta.

Inoltre, io non sono mai riuscito a fare più di una sessione a settimana. Ho sempre "sentito" l'insulto muscolare protrarsi per più giorni e ho sempre trovato utile trasformare la ripetuta in salita con del medio in pianura nei giorni successivi. La stessa situazione l'ho trovata in amici di livello più alto del mio (atleti giovani e elite di duathlon).

Penso che tu, non dedicandoti al podismo agonistico, fai queste sedute in pura ottica di ciclismo: in quelle cinque settimane, probabilmente, hai le gambe disfatte e non potresti correre decentemente a piedi. Ma non è il tuo obiettivo e nel ciclo di sfr successivo riporti tutto nella giusta logica. E poi, probabilmente, sarai qualche categoria più forte di me e di quelli che conosco.

Se posso permettermi un consiglio: la ripetuta in salita ripida è efficacissima per il gesto nel podismo e per far "saltare il tappo" del VO2max (massimo consumo di ossigeno). Per la bici sono molto più efficaci le tradizionali SFR cui far seguire le F&O.
o-o
 

chiagiugio

Apprendista Velocista
3 Settembre 2008
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Ti ringrazio per il tono gentile, che apprezzo.

Veramente senza alcuna vena polemica: i carichi e le modalità che hai postato sono inarrivabili... per me e per gli amatori che conosco.

Attualmente non facciò più allenamenti strutturati (perchè me sò stufato... :-)) ma quando li facevo io adoravo le ripetute in salita. Ne ho fatte di tutti i colori perchè le trovavo di grandissimo valore aggiunto. Tieni anche presente che sono molto leggero e nella corsa in salita sono sempre andato benissimo.

Eppure... per me una salita al 6% è già dura da fare "bene". Mantenendo cioè il gesto corretto e efficace. Il limite che ho trovato (per me) è intorno al 10%. Oltre questo il gesto va in deriva e non è più corsa, si comincia a sbracciare in malo modo, il piede non riesce più a sprigionare la spinta.

Inoltre, io non sono mai riuscito a fare più di una sessione a settimana. Ho sempre "sentito" l'insulto muscolare protrarsi per più giorni e ho sempre trovato utile trasformare la ripetuta in salita con del medio in pianura nei giorni successivi. La stessa situazione l'ho trovata in amici di livello più alto del mio (atleti giovani e elite di duathlon).

Penso che tu, non dedicandoti al podismo agonistico, fai queste sedute in pura ottica di ciclismo: in quelle cinque settimane, probabilmente, hai le gambe disfatte e non potresti correre decentemente a piedi. Ma non è il tuo obiettivo e nel ciclo di sfr successivo riporti tutto nella giusta logica. E poi, probabilmente, sarai qualche categoria più forte di me e di quelli che conosco.

Se posso permettermi un consiglio: la ripetuta in salita ripida è efficacissima per il gesto nel podismo e per far "saltare il tappo" del VO2max (massimo consumo di ossigeno). Per la bici sono molto più efficaci le tradizionali SFR cui far seguire le F&O.
o-o
Concordo pienamente su quanto esprimi circa le salite oltre il 10 %, addirittura oltre il 15% ritengo non sia neanche più ciclismo in quanto entrano in gioco espressioni muscolari di natura troppo differente a quelle che comunemente riscontriamo nelle nostre uscite in bdc.
Circa la capacità di metabolizzare gli stimoli di una seduta di allenamento, ti posso assicurare che anche io ho riscontrato le tue stesse difficoltà inserendo un solo tipo di seduta per settimana mentre nella situazione che ti ho postato mi sono ritrovato in situazione (paradossalmente, lo sò) opposta e, ti garantisco, non mi reputo un ciclamatore di categoria elevata (partecipo dignitosamente a gare a circuito, in linea e Gran Fondo anche se il discorso delle categorie elevate in base alle classifiche occorrerebbe rivederlo alla luce di quantomeno opportuni controlli antidoping, ma questo è un altro argomento).
Ad ogni modo, dopo diversi anni di applicazione della metodica di alllenamento che ti ho esposto, provo il desiderio di sperimentare nuove teorie (ecco il perchè della mia richiesta): puoi consigliarmi un testo da studiare per la preparazione del prossimo anno?
o-o
 

Pattino volante

Pedivella
27 Novembre 2008
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Bici
Colnago
Non voglio entrare nel discorso dei carichi di lavoro e delle ripetute, però tornando alla domanda iniziale dico, per lunga esperienza personale, che lo sport più vicino, complementare e alternativo alla bici è il pattinaggio a rotelle corsa. Questo sport è aerobico e di potenza con volate in apnea ai 50 orari. le distanze di gara sono 300,500,1500,3000,5000,10000, 20000 e maratona di 42 km con saliscendi anche considerevoli tipo arrivo in salita a Todi con pendenze superiori all'8%. Nei campionati del mondo le maratone le chiudono di poco sotto l'ora, calcolate la media.
 

chiagiugio

Apprendista Velocista
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Non voglio entrare nel discorso dei carichi di lavoro e delle ripetute, però tornando alla domanda iniziale dico, per lunga esperienza personale, che lo sport più vicino, complementare e alternativo alla bici è il pattinaggio a rotelle corsa. Questo sport è aerobico e di potenza con volate in apnea ai 50 orari. le distanze di gara sono 300,500,1500,3000,5000,10000, 20000 e maratona di 42 km con saliscendi anche considerevoli tipo arrivo in salita a Todi con pendenze superiori all'8%. Nei campionati del mondo le maratone le chiudono di poco sotto l'ora, calcolate la media.
Concordo, il fatto è che ciascuno di noi predilige gli sport aerobici alternativi che riesce a fare meglio (o, almeno, così crede). Confesso di aver pensato più volte al pattinaggio a rotelle per come lo hai descritto ma non ho mai trovato il coraggio di salirci sopra :wacko:
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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Ad ogni modo, dopo diversi anni di applicazione della metodica di alllenamento che ti ho esposto, provo il desiderio di sperimentare nuove teorie (ecco il perchè della mia richiesta): puoi consigliarmi un testo da studiare per la preparazione del prossimo anno?

Personalmente.... il potenziamento per la bici lo vedo focalizzato su sedute tradizionali di SFR già in inverno (seguendo i soliti noti principi di gradualità) e sedute con massimo rapporto tenuto a lungo in pianura. Le solite cose.
Sulla attività in palestra non ho mai riscontrato grandi benefici così come la corsa a piedi mi è sempre sembrata controproducente.

Non ho mai trovato la "bibbia" in un testo di allenemanto per il ciclismo: nei vari libri (carmichael, camorani, vedana etc.) ho sempre individuato cose specifiche da mettere insieme a altre e ho sempre definito logiche e programmi da me.

Nella corsa a piedi è diverso, la bibbia secondo me c'è.
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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quale è la bibbia della corsa a piedi?

Maratona: l’allenamento del maratoneta di alto e medio livello
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Il libro presenta un'impostazione tutta nuova e mira a rendere il maratoneta consapevole delle diverse finalità dell'allenamento, mentre negli ultimi capitoli Renato Canova propone tabelle di allenamento differenziate a seconda del livello dell'altleta.
"L'allenamento del Maratoneta di alto e medio livello" è indicato per lettori già ferrati in materia, proiettati a migliorare ulteriormente le proprie conoscenze. E, di conseguenza, le proprie prestazioni.

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Titolo Maratona: l’allenamento del maratoneta di alto e medio livello
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Autore
Enrico Arcelli/Renato Canova