Vestiva la maglia Saeco, anche se il ricordo cromatico non è il rosso della sua formazione bensì il rosa di un Giro vinto da matusa. Undici giorni con la maglia del primato e la festa finale a Milano.
Quattro tappe vinte, la prima quasi a sorpresa a Pontremoli, nella Lunigiana. Dopodiché il momento di prestare servizio a Simoni, allora suo capitano. Il rosa e il dominio Saeco è tutto verso il trentino ma qualcosa in squadra è cambiato. Scalpita il biondino di Cerro Veronese. Pedale meglio del leader e a Montevergine, sulla salita irpina, mostra per la seconda volta come si trova a suo agio con le braccia alzate e lo fa con una maglia da galeotto, bianca e nera. Cunego evade e fugge dal suo ruolo di gregario e manda su tutte le furie capitan Simoni in occasione della terza vittoria del Piccolo Principe.
Le Dolomiti, l'arrivo a Falzes, mettono il turbo alle gambe di Damiano. Sta diventando sempre più di più il suo giro. Un giro a ritmo del rock psichedelico dei Doors, il suo gruppo preferito. Simoni diventa verde di rabbia e issa la bandiera bianca della resa, sia in ottica vittoria, sia in ottica caratteriale sulle rampe di Bormio 2000.
Quarta tappa per Cunego che chiude in bellezza il suo primo Giro. Vincitore, un dominio e un nome nuovo per le corse a tappe e non solo. Non solo perché in quel 2004 magico la conclusione, la classica ciliegina arriva dal lago di Como. Vince il Lombardia, la sua prima e sinora unica grande classica. Termina la stagione al primo posto del ranking Uci. E ha da poco compiuto 23 anni.
Il 2005 è da dimenticare dal punto di vista sportivo, da ricordare dal punto di vista affettivo. Diventa papà ma la mononucleosi gli fa sfumare riconferma rosa. Crolla a Zoldo Alto e dopo un buon avvio. La sua stagione si chiude su quelle Dolomiti che l'anno prima l'avevano lanciato.
L'anno nuovo si apre con un Simoni che lascia la Lampre Fondital per la Spagna. Cunego è il capitano unico. Primavera da incorniciare. Sei vittorie il suo biglietto da visita e il sorriso ritorna sul viso del 25enne veneto. Buon auspicio per il Giro d'Italia, forse.
Quattro tappe vinte, la prima quasi a sorpresa a Pontremoli, nella Lunigiana. Dopodiché il momento di prestare servizio a Simoni, allora suo capitano. Il rosa e il dominio Saeco è tutto verso il trentino ma qualcosa in squadra è cambiato. Scalpita il biondino di Cerro Veronese. Pedale meglio del leader e a Montevergine, sulla salita irpina, mostra per la seconda volta come si trova a suo agio con le braccia alzate e lo fa con una maglia da galeotto, bianca e nera. Cunego evade e fugge dal suo ruolo di gregario e manda su tutte le furie capitan Simoni in occasione della terza vittoria del Piccolo Principe.
Le Dolomiti, l'arrivo a Falzes, mettono il turbo alle gambe di Damiano. Sta diventando sempre più di più il suo giro. Un giro a ritmo del rock psichedelico dei Doors, il suo gruppo preferito. Simoni diventa verde di rabbia e issa la bandiera bianca della resa, sia in ottica vittoria, sia in ottica caratteriale sulle rampe di Bormio 2000.
Quarta tappa per Cunego che chiude in bellezza il suo primo Giro. Vincitore, un dominio e un nome nuovo per le corse a tappe e non solo. Non solo perché in quel 2004 magico la conclusione, la classica ciliegina arriva dal lago di Como. Vince il Lombardia, la sua prima e sinora unica grande classica. Termina la stagione al primo posto del ranking Uci. E ha da poco compiuto 23 anni.
Il 2005 è da dimenticare dal punto di vista sportivo, da ricordare dal punto di vista affettivo. Diventa papà ma la mononucleosi gli fa sfumare riconferma rosa. Crolla a Zoldo Alto e dopo un buon avvio. La sua stagione si chiude su quelle Dolomiti che l'anno prima l'avevano lanciato.
L'anno nuovo si apre con un Simoni che lascia la Lampre Fondital per la Spagna. Cunego è il capitano unico. Primavera da incorniciare. Sei vittorie il suo biglietto da visita e il sorriso ritorna sul viso del 25enne veneto. Buon auspicio per il Giro d'Italia, forse.
