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Danzare in bici sui pedali
Testo
<blockquote data-quote="ares c50" data-source="post: 940293" data-attributes="member: 4654"><p><strong>è la bici che deve ondeggiare per allineare il baricentro dell'arto in fase di spinta migliorando l'azione complessiva di spinta... inoltre ho trovato qualcosa sul web..</strong></p><p><strong> &#8220;En danseuse&#8221;</strong></p><p><strong></strong>Niente di meglio che un&#8217;onomatopeica sonorità francese per riprodurre i movimenti ritmici della salita: &#8220;en-dan-seuse&#8221;, cioè in piedi sui pedali. L&#8217;azione si fa plastica, la bici diventa una leva sotto le nostre gambe, le spalle ondeggiano sinuose e cadenzano il ritmo di pedalate agili e leggere... Magari fosse sempre così leggiadra e musicale l&#8217;andatura fuorisella! Ma se per tanti si tratta di un gesto spontaneo e naturale, per altri, invece, alzarsi sui pedali e ondeggiare ritmicamente quando la strada sale, risulta un vero e proprio tormento: anziché muoversi con plasticità, rimangono rigidi e contratti, con l&#8217;inevitabile conseguenza che, invece di ottimizzare il rendimento, finiscono solo col perdere preziose energie. E questo succede soprattutto a chi ha iniziato a pedalare in età avanzata. Non è certo questo, infatti, il problema di esili scalatori: la loro forza sta tutta nella leggerezza, che permette loro di rimanere anche molto a lungo in piedi sui pedali. In questa posizione, infatti, gioca un ruolo dominante la componente gravitazionale, perché, oltre al peso delle gambe, bisogna aggiungere anche quello di tronco e bacino. Ecco perché più le pendenze aumentano, più i ciclisti filiformi sono avvantaggiati. Il loro stile è tipico: dritti sulla bici, portano gran parte del loro peso sull&#8217;avantreno, azionano rapporti demoltiplicati e iniziano a &#8220;scalciare&#8221; ripetutamente sui pedali. Al contrario, gli atleti di grossa mole soffrono moltissimo le erte più ripide: la loro azione è pesante, scomposta, le traiettorie si fanno irregolari, proprio come il movimento aritmico di spalle e testa, che dondolano vistosamente quasi ad aiutare i muscoli delle gambe su quel terreno per loro così inusuale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ares c50, post: 940293, member: 4654"] [B]è la bici che deve ondeggiare per allineare il baricentro dell'arto in fase di spinta migliorando l'azione complessiva di spinta... inoltre ho trovato qualcosa sul web..[/B] [B] “En danseuse” [/B]Niente di meglio che un’onomatopeica sonorità francese per riprodurre i movimenti ritmici della salita: “en-dan-seuse”, cioè in piedi sui pedali. L’azione si fa plastica, la bici diventa una leva sotto le nostre gambe, le spalle ondeggiano sinuose e cadenzano il ritmo di pedalate agili e leggere... Magari fosse sempre così leggiadra e musicale l’andatura fuorisella! Ma se per tanti si tratta di un gesto spontaneo e naturale, per altri, invece, alzarsi sui pedali e ondeggiare ritmicamente quando la strada sale, risulta un vero e proprio tormento: anziché muoversi con plasticità, rimangono rigidi e contratti, con l’inevitabile conseguenza che, invece di ottimizzare il rendimento, finiscono solo col perdere preziose energie. E questo succede soprattutto a chi ha iniziato a pedalare in età avanzata. Non è certo questo, infatti, il problema di esili scalatori: la loro forza sta tutta nella leggerezza, che permette loro di rimanere anche molto a lungo in piedi sui pedali. In questa posizione, infatti, gioca un ruolo dominante la componente gravitazionale, perché, oltre al peso delle gambe, bisogna aggiungere anche quello di tronco e bacino. Ecco perché più le pendenze aumentano, più i ciclisti filiformi sono avvantaggiati. Il loro stile è tipico: dritti sulla bici, portano gran parte del loro peso sull’avantreno, azionano rapporti demoltiplicati e iniziano a “scalciare” ripetutamente sui pedali. Al contrario, gli atleti di grossa mole soffrono moltissimo le erte più ripide: la loro azione è pesante, scomposta, le traiettorie si fanno irregolari, proprio come il movimento aritmico di spalle e testa, che dondolano vistosamente quasi ad aiutare i muscoli delle gambe su quel terreno per loro così inusuale. [/QUOTE]
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