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Osservatorio doping
Di Luca, prima assolto poi condannato.
Testo
<blockquote data-quote="Dogmafpx" data-source="post: 842829" data-attributes="member: 4239"><p>La seconda indagine e' assurda,questo dimostra come in Italia certe volte dalla ragione si passa al torto.</p><p></p><p>Da SportPro:</p><p></p><p>18 agosto - DI LUCA, IL PM CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE BIS: "NESSUNA SACCA DI SANGUE DEL CORRIDORE" </p><p></p><p>PESCARA - Deciderà il Gip, alla riapertura delle aule giudiziarie, ma la vicenda del coinvolgimento in un processo penale bis, dopo quello riguardante Oil for drug e la frequentazione del medico Santuccione, sembra prendere una piega nettamente favorevole a Danilo Di Luca. I fatti, ricostruiti dalla difesa del vincitore del Giro riguardano un procedimento partito due anni fa da una denuncia-querela per minacce, e saranno analizzati alla riapertura degli uffici della Procura del Coni, lunedì prossimo. </p><p>La denuncia - secondo la ricostruzione degli avvocati di Di Luca - è quella presentata nel 2005 dal fratello di Danilo Di Luca, Altobrando, titolare in quel periodo di un negozio di mobili: un suo cliente cinquantenne, dopo aver fatto acquisti per oltre trentamila euro, si rifiutava di pagare e, ai solleciti di pagamento, aveva risposto con minacce, via sms e di persona. A quel punto Altobrando, intimorito, si rivolge ai Carabinieri. Viene aperto un fascicolo al quale, circa un anno dopo, si aggiungono carte relative a una notifica di conclusione indagini per minaccia aggravata, presentata all'uomo da agenti di polizia giudiziaria di Pescara. <strong>In quell'occasione, lui reagisce mostrando agli agenti un thermos nel quale dice di custodire, dal 2004, sacche con il sangue di Danilo Di Luca consegnategli dal fratello, ma non firma la dichiarazione che gli viene sottoposta.</strong>Viene tutto riferito al Pm di turno, Aldo Aceto, il quale emette un decreto di perquisizione. "Per conservare il sangue occorre una temperatura di -82 gradi - spiega l'avvocato Marchese -, era quasi impossibile che le dichiarazioni di quel signore fossero vere, ma erano state raccolte da due agenti, era giusto approfondire". Due giorni dopo, altri ufficiali tornano dal cinquantenne e gli chiedono di consegnare le sacche. Lui però non le ha e in casa, dopo la perquisizione, vengono sequestrate solo foto che lo ritraggono con il ciclista.</p><p>Invitato poi in Procura per un interrogatorio, l'uomo si avvale della facoltà di non rispondere.</p><p>Il 18 giugno scorso il Pm Aceto, in assenza di elementi, chiede l'archiviazione del procedimento per doping; la scorsa settimana la polizia giudiziaria conferma che non esiste alcun sequestro di sacche. Ora si attende la decisione del Gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, che potrebbe scegliere una delle due opzioni: o chiedere un supplemento di indagine, oppure chiedere l'archiviazione sul fatto doping per i tre iscritti nel fascicolo (il cliente del negozio e i fratelli Di Luca), ordinando la trasmissione degli atti al Pm che potrebbe procedere per calunnia. Qualora ciò non dovesse accadere, fanno sapere i difensori dell'abruzzese di Spoltore: "la difesa valuterà se procedere per calunnia nei confronti di questo signore, il tutto con l'obiettivo di restituire serenità a Di Luca e riparare i danni arrecati alla sua immagine".</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Dogmafpx, post: 842829, member: 4239"] La seconda indagine e' assurda,questo dimostra come in Italia certe volte dalla ragione si passa al torto. Da SportPro: 18 agosto - DI LUCA, IL PM CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE BIS: "NESSUNA SACCA DI SANGUE DEL CORRIDORE" PESCARA - Deciderà il Gip, alla riapertura delle aule giudiziarie, ma la vicenda del coinvolgimento in un processo penale bis, dopo quello riguardante Oil for drug e la frequentazione del medico Santuccione, sembra prendere una piega nettamente favorevole a Danilo Di Luca. I fatti, ricostruiti dalla difesa del vincitore del Giro riguardano un procedimento partito due anni fa da una denuncia-querela per minacce, e saranno analizzati alla riapertura degli uffici della Procura del Coni, lunedì prossimo. La denuncia - secondo la ricostruzione degli avvocati di Di Luca - è quella presentata nel 2005 dal fratello di Danilo Di Luca, Altobrando, titolare in quel periodo di un negozio di mobili: un suo cliente cinquantenne, dopo aver fatto acquisti per oltre trentamila euro, si rifiutava di pagare e, ai solleciti di pagamento, aveva risposto con minacce, via sms e di persona. A quel punto Altobrando, intimorito, si rivolge ai Carabinieri. Viene aperto un fascicolo al quale, circa un anno dopo, si aggiungono carte relative a una notifica di conclusione indagini per minaccia aggravata, presentata all'uomo da agenti di polizia giudiziaria di Pescara. [B]In quell'occasione, lui reagisce mostrando agli agenti un thermos nel quale dice di custodire, dal 2004, sacche con il sangue di Danilo Di Luca consegnategli dal fratello, ma non firma la dichiarazione che gli viene sottoposta.[/B]Viene tutto riferito al Pm di turno, Aldo Aceto, il quale emette un decreto di perquisizione. "Per conservare il sangue occorre una temperatura di -82 gradi - spiega l'avvocato Marchese -, era quasi impossibile che le dichiarazioni di quel signore fossero vere, ma erano state raccolte da due agenti, era giusto approfondire". Due giorni dopo, altri ufficiali tornano dal cinquantenne e gli chiedono di consegnare le sacche. Lui però non le ha e in casa, dopo la perquisizione, vengono sequestrate solo foto che lo ritraggono con il ciclista. Invitato poi in Procura per un interrogatorio, l'uomo si avvale della facoltà di non rispondere. Il 18 giugno scorso il Pm Aceto, in assenza di elementi, chiede l'archiviazione del procedimento per doping; la scorsa settimana la polizia giudiziaria conferma che non esiste alcun sequestro di sacche. Ora si attende la decisione del Gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, che potrebbe scegliere una delle due opzioni: o chiedere un supplemento di indagine, oppure chiedere l'archiviazione sul fatto doping per i tre iscritti nel fascicolo (il cliente del negozio e i fratelli Di Luca), ordinando la trasmissione degli atti al Pm che potrebbe procedere per calunnia. Qualora ciò non dovesse accadere, fanno sapere i difensori dell'abruzzese di Spoltore: "la difesa valuterà se procedere per calunnia nei confronti di questo signore, il tutto con l'obiettivo di restituire serenità a Di Luca e riparare i danni arrecati alla sua immagine". [/QUOTE]
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