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Tecnica
Bici e telai
Differenza tra bdc!!
Testo
<blockquote data-quote="nemorino" data-source="post: 2294790" data-attributes="member: 14308"><p>comunque credo ci sia qualche piccolo equivoco sul termine prestazioni </p><p></p><p>al di là del fatto che a pari ciclista (nel mio caso mi ci metto io.. uno scarsetto che purtroppo non ha potuto allenarsi per problemi fisici) se mi metto sul mio muletto c40 con ruote da 2 e passa kg sono scarso se salgo sul king 3 con le marchisio sono meno scarso di poco ma la differenza in termini di prestazioni pure si nota</p><p></p><p>se in pianura con la colnago (che comunque pesa 8kg non è sto cancello) vado a 40, non è che con il king 3 e le t800 vado a 50... andrò a 42 a pari sforzo</p><p></p><p>vi sembra poco?</p><p></p><p>su di un percorso da 150 km immaginando di tenere una velocità costante sono 10 minuti di differenza... roba da perdere un giro a tappe!</p><p></p><p>ma il fatto è che la velocità non è costante.. l'andare in bici è fatto di accelerazioni e rilanci e i rilanci con il king 3 a pari sforzo (tenete sempre presente questo pari sforzo) sono moltooooo più facili, rapidi ed efficaci</p><p></p><p>non è una banalità e non si tratta di seghe mentali... immaginiamoci una situazione tipica in una gara in circuito: curva a 90 gradi a destra, magari un 100 metri in salita sul 3% e poi torna piatto...</p><p></p><p>in una situazione del genere perdere una manciata di secondi per la minore guidabilità della bici nell'entrata in curva, nella reattività della bici nello scattare e nel salire nel tratto in salita può portarci in fondo al gruppo o peggio a staccarci di quei metri che possono nel migliore dei casi farci fare una fatica boia per riuscire a rientrare (con dispendio di energie, fuorisoglia etc.) o addirittura alla lunga a staccarci e prendere secondi su secondi</p><p></p><p>ancor di più il discorso vale per la salita...</p><p></p><p>una bici più reattiva, ruote più legegre ci permettono di salire, a pari sforzo, più velocemente, di poter scattare più facilmente e magari di riuscire ad arrivare in cima in compagnia così da scollinare meglio...</p><p></p><p>in una cronoscalata ci permettono di vincere o perdere.. perchè a pari atleta e pari sforzo in una cronoscalata il mezzo conta ben più del 5% e arriva realmente a fare differenze importanti di secondi se non di minuti</p><p></p><p>perchè parlare di "prestazione" non vuol dire nulla.. non stiamo parlando, come avete giustamente detto, di automobili con un motore a scoppio</p><p></p><p>una bici che ci permette di andare a 20 km/h in salita con 20/30/100w in meno rispetto ad un altra ci permetterà solo in teoria un risparmio di secondi (e comunque non trascurabile).. ma in pratica potrà portarci a guadagnare minuti su minuti</p><p></p><p>poter sviluppare la stessa velocità con minor erogazione di potenza ci permette di gestire meglio la nostra soglia aerobica, di risparmiare calorie ed evitare crisi di fame...</p><p></p><p>su salite pesanti molti di noi si trovano inevitabilmente fuori soglia... 101-102-103%</p><p></p><p>se una bici mi garantisce di superare quel tratto con un risparmio anche solo di 20w (e se passate dalle LW alle ruote da 2,5 kg in salita i watt sono molti di più) forse mi permette anche di superare quel tratto senza andare fuori soglia e senza accumulare acido lattico, risparmiando stress ai muscoli..</p><p></p><p>e alla lunga tanti piccoli stress e piccoli ma costanti accumuli di acido lattico potranno fare la differenza tra di noi e uno che ha speso poco di più ma quel poco di più è stato sufficiente a riempirgli le gambe di acido lattico </p><p></p><p>altra considerazione... in alcuni casi noto che con ruote molto leggere trovo più facilmente il "ritmo" e la cadenza giusta...</p><p></p><p>non so voi ma le mie gambe e il mio fisico sono parecchio facilitati se si trovano a pedalare ad una determinata cadenza</p><p></p><p>sopra quella cadenza la freq sale senza apprezzabili benefici in termini di velocità e resa, sotto quella cadenza si perde il ritmo e ci si "ingolfa" finendo poi per mettere un dente in più per ritrovare quella cadenza</p><p></p><p>in piano il mio ritmo ideale è sulle 105/110 rpm, in salita (dal 3% in su fino anche al 15%) è sulle 70/75&</p><p></p><p>in piano poi è facile rilanciare e recuperare.. in salita meno.</p><p></p><p>se io sto affrontando un tratto duro e entro nella frequenza di 70/75/77 rpm vado su molto facilmente... se la strada si impenna ulteriormente ovviamente ci metto più forza e spingo di più ma sempre cercando di andare agile e stare in quel range</p><p></p><p>se scendo sotto le 70 rpm (per qualsiasi motivo... fatica, ostacolo sulla strada, manovra, svolta) la mia pedalata inizia a rallentare e scendere vertiginosamente... 65, 60, 55 e poi taaac scalo un dente... e poi due etc.</p><p></p><p>quindi per me tra 65 e 70 rpm c'è una differenza abissale.. quella tra il "perdere terreno" e fare fatica e quella di andar su forte senza nemmeno faticare troppo...</p><p></p><p>quindi una ruota o una bici che ci permettano a pari rapporto di tenere anche solo gli 0,2 km/h in salita e un 4/5 rpm in più spesso ci permettono di fare davvero una differenza che va ben oltre la differenza "teorica"</p><p></p><p>infine... la comodità di un telaio o di una bici è strettamente correlata alle prestazioni che questo telaio garantisce di raggiungere</p><p></p><p>tra due telai aventi caratteristiche di rigidità/reattività/leggerezza identici, in una GF o corsa lunga quello comodo ci permetterà di andare più forte e guadagnare minuti perchè non si perderà tempo consciamente o inconsciamente a "stirarsi" la schiena, alzarsi sui pedali per riprendere la circdolazione o lenire la mani intorpidite... la stessa muscolatura più "comoda" risponderà meno e si irrigidirà meno (con minori dispersioni di forza e minori contrazioni inutili) nel prendere buche, sconnessioni etc.</p><p></p><p>vabbè poi potremmo andare avanti all'infinito...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="nemorino, post: 2294790, member: 14308"] comunque credo ci sia qualche piccolo equivoco sul termine prestazioni al di là del fatto che a pari ciclista (nel mio caso mi ci metto io.. uno scarsetto che purtroppo non ha potuto allenarsi per problemi fisici) se mi metto sul mio muletto c40 con ruote da 2 e passa kg sono scarso se salgo sul king 3 con le marchisio sono meno scarso di poco ma la differenza in termini di prestazioni pure si nota se in pianura con la colnago (che comunque pesa 8kg non è sto cancello) vado a 40, non è che con il king 3 e le t800 vado a 50... andrò a 42 a pari sforzo vi sembra poco? su di un percorso da 150 km immaginando di tenere una velocità costante sono 10 minuti di differenza... roba da perdere un giro a tappe! ma il fatto è che la velocità non è costante.. l'andare in bici è fatto di accelerazioni e rilanci e i rilanci con il king 3 a pari sforzo (tenete sempre presente questo pari sforzo) sono moltooooo più facili, rapidi ed efficaci non è una banalità e non si tratta di seghe mentali... immaginiamoci una situazione tipica in una gara in circuito: curva a 90 gradi a destra, magari un 100 metri in salita sul 3% e poi torna piatto... in una situazione del genere perdere una manciata di secondi per la minore guidabilità della bici nell'entrata in curva, nella reattività della bici nello scattare e nel salire nel tratto in salita può portarci in fondo al gruppo o peggio a staccarci di quei metri che possono nel migliore dei casi farci fare una fatica boia per riuscire a rientrare (con dispendio di energie, fuorisoglia etc.) o addirittura alla lunga a staccarci e prendere secondi su secondi ancor di più il discorso vale per la salita... una bici più reattiva, ruote più legegre ci permettono di salire, a pari sforzo, più velocemente, di poter scattare più facilmente e magari di riuscire ad arrivare in cima in compagnia così da scollinare meglio... in una cronoscalata ci permettono di vincere o perdere.. perchè a pari atleta e pari sforzo in una cronoscalata il mezzo conta ben più del 5% e arriva realmente a fare differenze importanti di secondi se non di minuti perchè parlare di "prestazione" non vuol dire nulla.. non stiamo parlando, come avete giustamente detto, di automobili con un motore a scoppio una bici che ci permette di andare a 20 km/h in salita con 20/30/100w in meno rispetto ad un altra ci permetterà solo in teoria un risparmio di secondi (e comunque non trascurabile).. ma in pratica potrà portarci a guadagnare minuti su minuti poter sviluppare la stessa velocità con minor erogazione di potenza ci permette di gestire meglio la nostra soglia aerobica, di risparmiare calorie ed evitare crisi di fame... su salite pesanti molti di noi si trovano inevitabilmente fuori soglia... 101-102-103% se una bici mi garantisce di superare quel tratto con un risparmio anche solo di 20w (e se passate dalle LW alle ruote da 2,5 kg in salita i watt sono molti di più) forse mi permette anche di superare quel tratto senza andare fuori soglia e senza accumulare acido lattico, risparmiando stress ai muscoli.. e alla lunga tanti piccoli stress e piccoli ma costanti accumuli di acido lattico potranno fare la differenza tra di noi e uno che ha speso poco di più ma quel poco di più è stato sufficiente a riempirgli le gambe di acido lattico altra considerazione... in alcuni casi noto che con ruote molto leggere trovo più facilmente il "ritmo" e la cadenza giusta... non so voi ma le mie gambe e il mio fisico sono parecchio facilitati se si trovano a pedalare ad una determinata cadenza sopra quella cadenza la freq sale senza apprezzabili benefici in termini di velocità e resa, sotto quella cadenza si perde il ritmo e ci si "ingolfa" finendo poi per mettere un dente in più per ritrovare quella cadenza in piano il mio ritmo ideale è sulle 105/110 rpm, in salita (dal 3% in su fino anche al 15%) è sulle 70/75& in piano poi è facile rilanciare e recuperare.. in salita meno. se io sto affrontando un tratto duro e entro nella frequenza di 70/75/77 rpm vado su molto facilmente... se la strada si impenna ulteriormente ovviamente ci metto più forza e spingo di più ma sempre cercando di andare agile e stare in quel range se scendo sotto le 70 rpm (per qualsiasi motivo... fatica, ostacolo sulla strada, manovra, svolta) la mia pedalata inizia a rallentare e scendere vertiginosamente... 65, 60, 55 e poi taaac scalo un dente... e poi due etc. quindi per me tra 65 e 70 rpm c'è una differenza abissale.. quella tra il "perdere terreno" e fare fatica e quella di andar su forte senza nemmeno faticare troppo... quindi una ruota o una bici che ci permettano a pari rapporto di tenere anche solo gli 0,2 km/h in salita e un 4/5 rpm in più spesso ci permettono di fare davvero una differenza che va ben oltre la differenza "teorica" infine... la comodità di un telaio o di una bici è strettamente correlata alle prestazioni che questo telaio garantisce di raggiungere tra due telai aventi caratteristiche di rigidità/reattività/leggerezza identici, in una GF o corsa lunga quello comodo ci permetterà di andare più forte e guadagnare minuti perchè non si perderà tempo consciamente o inconsciamente a "stirarsi" la schiena, alzarsi sui pedali per riprendere la circdolazione o lenire la mani intorpidite... la stessa muscolatura più "comoda" risponderà meno e si irrigidirà meno (con minori dispersioni di forza e minori contrazioni inutili) nel prendere buche, sconnessioni etc. vabbè poi potremmo andare avanti all'infinito... [/QUOTE]
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