DISCESA

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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SIENA
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Giusta osservazione pure questa; l'anno scorso, non ero abituato alla potenza di frenata del gruppo nuovo e mi trovavo spesso con la ruota dietro bloccata.
Quest'anno, prima di frenare, cerco sempre di riportare il peso dietro, spingendo sul manubrio; la ruota dietro non si blocca più.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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La sensazione sembra l'ultima; fatto sta che esco sempre più lontano dagli altri rispetto a quando ci sono entrato.
Poi mi capita anche di sbagliare la traiettoria; non perchè non conosca le regole ma perchè non riesco a tenere la bici sul binario giusto.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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Quella del ginocchio interno che forza sul tubo orizzontale è la tecnica insegnata da Armstrong; mi risulta completamente innaturale e di difficile attuazione.
 

GiAnFrA

Scalatore
18 Maggio 2004
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Torino
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Bici
Giant TCR Advanced
giumbi#babio ha scritto:
Quella del ginocchio interno che forza sul tubo orizzontale è la tecnica insegnata da Armstrong; mi risulta completamente innaturale e di difficile attuazione.

Viene bene usare questo metodo nei curvoni ampi non particolarmente ripidi
 

Chopper

Maglia Gialla

La Tango è fatta apposta!!
l'orizzontale è sagomato in modo da accogliere il ginocchio
del malcapitato utilizzatore durante la curva..... :bleah:

(vabbè forse ho detto una )
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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ciclettico ha scritto:
...con le ginocchia fai forza sul tubo orizzontale per costringere la bici a girare...

Tutte e due le ginocchia? O solo quello esterno?
Stringo il tubo orizzontale con tutte e due le ginocchia. I pedali sono in posizione orizzontale ma davanti quello esterno alla curva ed indietro quello all'interno; così il ginocchio davanti spinge verso il centro della curva e il ginocchio che si trova all'interno fa da fulcro. Il tubo orizzontale e quindi la bicicletta ricevono dalle ginocchia la spinta necessaria a chiudere con maggior violenza la curva. Dunque non serve frenare in curva perchè la bici non "scappa" verso l'esterno ma viene "dirottata" come su un binario verso l'interno della curva. L'operazione non è istintiva, ci vuole solo un po' di pratica. Comunque solo il fatto di stringere la bicicletta con le ginocchia rende il complesso bici/corridore molto più reattivo e dinamico in curva.
 

Karma

Scalatore
23 Aprile 2004
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Soliera
www.lecomaridellamdd.it

Ti giuro che questa non l'avevo mai sentita.... peró mi pare in effetti una manovra abbastanza anomala e che richede molta pratica..... ma c'é tanta gente che fa come te?
 

COSMIC

Gregario
30 Novembre 2004
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Mondovì
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Bici
Cannondale Caad10 Ultegra 11 - BMC TMR02 Ultegra 11

In effetti è proprio così...è una delle tante "doti" che si possono avere...io ad esempio "motociclista" da sempre ho una buona padronanza ed in discesa vado abbastanza forte....però anche qui bisogna fare una riflessione...non vale mai la pena rischiare, e soprattutto per guadagnare due minuti, quando poi regolarmente si viene ripresi in pianura o nella salita successiva...
 

30x26

Apprendista Scalatore
21 Aprile 2004
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COSMIC ha scritto:
però anche qui bisogna fare una riflessione...non vale mai la pena rischiare, e soprattutto per guadagnare due minuti, quando poi regolarmente si viene ripresi in pianura o nella salita successiva...
secondo me avere padronanza del mezzo serve prima di tutto a divertirsi di piu' ed ad essere piu' sicuri in caso di imprevisti. effettivamente non credo che tra di noi ci sia qualcuno che perde le gf perche' si stacca in discesa :-)
aggiungo qui qualche commento ai post passati:
1- bloccare il posteriore e' segno di distribuzione errata della forza frenante. su strada la stragrandissima decelerazione e' causata dal freno anteriore.
per frenare di piu' bisogna tirare quello. quando il posteriore comincia a microbloccare e' inutile e dannoso tirarlo di piu'.
2- il discorso delle gambe strette era gia' venuto fuori. serve per centrare il baricentro rispetto alla linea che unisce le ruote. sporgersi in fuori allontana il baricentro da questa linea e quindi sottopone le ruote ad una forza laterale superiore aumentando il pericolo di scivolata. e' lo stesso principio per cui avevo segnalato il trucco di premere il manubrio con la mano esterna alla curva.
 

Karma

Scalatore
23 Aprile 2004
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Soliera
www.lecomaridellamdd.it
30x26 ha scritto:
secondo me avere padronanza del mezzo serve prima di tutto a divertirsi di piu' ed ad essere piu' sicuri in caso di imprevisti.

Giustissimo...

30x26 ha scritto:
effettivamente non credo che tra di noi ci sia qualcuno che perde le gf perche' si stacca in discesa :-)

Mica vero....se ad ogni discesa fai fatica a tenere dietro al gruppo, consco una persona che aveva questo problema, a fine discesa rientri la prima volta, rientri la seconda, ma sprechi energie.... alla fine devi aspettare il gruppo dopo.... moltiplica per N discese.....diventa un bel problema.....

Anzi ogni tanto capita anche a me di dormire un attimo, e arrivato a fine discesa dover diventare scempo per tornare dentro...
 

30x26

Apprendista Scalatore
21 Aprile 2004
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effettivamente il mio esempio non era molto calzante; nell'alta classifica chi non scende bene si stacca perche' i rilanci in uscita di curva sono molto piu' energici. invece per quelli che arrivano dopo i primi 100 credo che basti veramente poco per non perdere posizioni. di solito si scende piano ed i rilanci sono blandi, c'e' tutto il tempo di rientrare anche se si sbaglia qualche curva. ovviamente spreca energia anche chi non lotta per la vittoria , oltre a non divertirsi.
 

giubbe

Apprendista Passista
17 Dicembre 2004
837
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Pistoia
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FUNZIONA !!!
Oggi, alla 10 Colli, ho messo in pratica quanto riportato: funziona davvero; con il ginocchio riesco a "indirizzare" la bici.
Grazie Luca, adesso voglio provare e riprovare


cow
 

Chopper

Maglia Gialla
giubbe ha scritto:
FUNZIONA !!!
Oggi, alla 10 Colli, ho messo in pratica quanto riportato: funziona davvero; con il ginocchio riesco a "indirizzare" la bici.
Grazie Luca, adesso voglio provare e riprovare

Ho provato anche io,
la bici è più stabile,
il raggio di curva diminuisce
e la sensazione generale è di maggiore sicurezza!
CI vuole un po' (molta) di pratica, sicuramente, però i benefici sono notevoli!
 

AleGiant

Apprendista Scalatore
11 Gennaio 2005
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Savona
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io ci ho provato.. ma nn ci son ancora riuscito... son troppo duro nei movimenti... ci riproverò!
grazie
 
Per quello che può servire:

Presa bassa, frenata in rettilineo, posteriore, inizi a rallentare; freno anteriore, scendi alla velocità desiderata.
Imposti traiettoria, guardi avanti e controlli l'asfalto (ghiaia, buche)
Contemporaneamente peso indietro, a seconda della velocità.
Entrata in curva, peso al centro; pedale interno avanti, pedale esterno indietro.
Apro ginocchio interno e premo con il piede esterno, pedale esterno scende.
Ginocchio esterno verso baricentro bici (più o meno)
Contemporaneamente lascio i freni, ma la traiettoria deve essere ben impostata.
Quando possibile, prima dell'uscita dalla curva, in piedi per rilaciare.
La tecnica di Luca, per carità, provare per credere, ma ad occhio mi risulta alquanto innaturale; per lo meno rimanendo seduti in sella.
In MTB abbassi la sella e la senti tra le cosce e le ginocchia, in moto (cross), si stringeva con le ginocchia la sella stando in piedi.
Eppure spingere sul manubrio con la mano esterna, mi sembra difficile.
Naturalmente, non metto in dubbio che funzioni, anche perchè non ho mai provato.