DISCESA

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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gipsy ha scritto:
posizione: cerca di non scivolare in avanti sulla sella col rischio di sovraccaricare l'avantreno perdendo maneggevolezza, e poi la cosa + importante: guarda + lontano possibile, verso l'uscita della curva e non l'ingresso, le ruote passano SEMPRE dove l'occhio guarda

Giusta osservazione pure questa; l'anno scorso, non ero abituato alla potenza di frenata del gruppo nuovo e mi trovavo spesso con la ruota dietro bloccata.
Quest'anno, prima di frenare, cerco sempre di riportare il peso dietro, spingendo sul manubrio; la ruota dietro non si blocca più.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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30x26 ha scritto:
giumbi#babio ha scritto:
Se io non affrontassi la discesa primo, dal momento che ad ogni curva perdo metri e posizioni, sarei staccato a metà, non alla fine
ma dove perdi metri?
in frenata? per una traiettoria errata oppure corretta piu' volte? per una velocita' di percorrenza inferiore?

La sensazione sembra l'ultima; fatto sta che esco sempre più lontano dagli altri rispetto a quando ci sono entrato.
Poi mi capita anche di sbagliare la traiettoria; non perchè non conosca le regole ma perchè non riesco a tenere la bici sul binario giusto.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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cipitoz ha scritto:
Ti posso dare questi miei consigli, ovviamente queste situazioni vanno allenate con calma:
1-abituati a tenere le mani sulla presa bassa del manubrio (così abbassi il centro di gravità e freni meglio) 2-in curva è meglio entrare piano ed uscire forte (ci sono dei test della hutchinson che hanno rilevato che si è più veloci in discesa entrando in curva a velocità minore, mollando però i freni prima ed uscire a tutta), praticamente la frenata deve essere praticata quasi tutta in rettilineo con la bici dritta, si imposta la curva con l'intenzione di non frenare per uscire all'esterno alla massima velocità possibile. 3-quindi se in piena curva non devi frenare ti puoi concentrare sul "carving" (praticamente con le ginocchia fai forza sul tubo orizzontale per costringere la bici a girare e contemporaneamente sosta il peso del corpo verso il centro della curva con una maggiore inclinazione rispetto alla bicicletta). In questa fase devi essere tu a costringere la bicicletta a girare quasi a volerla far derapare. Se non freni e i pesi sono equlibrati riuscirai a chiudere le curve a velocità ben maggiori.

Quella del ginocchio interno che forza sul tubo orizzontale è la tecnica insegnata da Armstrong; mi risulta completamente innaturale e di difficile attuazione.
 

GiAnFrA

Scalatore
18 Maggio 2004
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giumbi#babio ha scritto:
Quella del ginocchio interno che forza sul tubo orizzontale è la tecnica insegnata da Armstrong; mi risulta completamente innaturale e di difficile attuazione.

Viene bene usare questo metodo nei curvoni ampi non particolarmente ripidi ;-)
 

Chopper

Maglia Gialla
Karma ha scritto:
giumbi#babio ha scritto:
Quella del ginocchio interno che forza sul tubo orizzontale è la tecnica insegnata da Armstrong; mi risulta completamente innaturale e di difficile attuazione.

Ecco... e pensa te come farebbe uno con la Tango....

La Tango è fatta apposta!!
l'orizzontale è sagomato in modo da accogliere il ginocchio
del malcapitato utilizzatore durante la curva..... :bleah:

(vabbè forse ho detto una :cac: )
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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ciclettico ha scritto:
...con le ginocchia fai forza sul tubo orizzontale per costringere la bici a girare...

Tutte e due le ginocchia? O solo quello esterno?
Stringo il tubo orizzontale con tutte e due le ginocchia. I pedali sono in posizione orizzontale ma davanti quello esterno alla curva ed indietro quello all'interno; così il ginocchio davanti spinge verso il centro della curva e il ginocchio che si trova all'interno fa da fulcro. Il tubo orizzontale e quindi la bicicletta ricevono dalle ginocchia la spinta necessaria a chiudere con maggior violenza la curva. Dunque non serve frenare in curva perchè la bici non "scappa" verso l'esterno ma viene "dirottata" come su un binario verso l'interno della curva. L'operazione non è istintiva, ci vuole solo un po' di pratica. Comunque solo il fatto di stringere la bicicletta con le ginocchia rende il complesso bici/corridore molto più reattivo e dinamico in curva.
 

Karma

Scalatore
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cipitoz ha scritto:
Stringo il tubo orizzontale con tutte e due le ginocchia. I pedali sono in posizione orizzontale ma davanti quello esterno alla curva ed indietro quello all'interno; così il ginocchio davanti spinge verso il centro della curva e il ginocchio che si trova all'interno fa da fulcro. Il tubo orizzontale e quindi la bicicletta ricevono dalle ginocchia la spinta necessaria a chiudere con maggior violenza la curva. Dunque non serve frenare in curva perchè la bici non "scappa" verso l'esterno ma viene "dirottata" come su un binario verso l'interno della curva. L'operazione non è istintiva, ci vuole solo un po' di pratica. Comunque solo il fatto di stringere la bicicletta con le ginocchia rende il complesso bici/corridore molto più reattivo e dinamico in curva.

Ti giuro che questa non l'avevo mai sentita.... peró mi pare in effetti una manovra abbastanza anomala e che richede molta pratica..... ma c'é tanta gente che fa come te?
 

COSMIC

Gregario
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Airone del Chianti ha scritto:
Ho sempre sentito dire che "discesisti si nasce non si diventa". Io, che non sono mai stato un fenomeno, mi sono però migliorato sforzandomi a essere il meno rigido possibile. Comunque è tutta una questione di sicurezza: per es. dopo l'operazione alla miopia ho avuto vantaggi evidenti!
Se ti vuoi consolare, comunque, potremmo andare insieme! :))):

In effetti è proprio così...è una delle tante "doti" che si possono avere...io ad esempio "motociclista" da sempre ho una buona padronanza ed in discesa vado abbastanza forte....però anche qui bisogna fare una riflessione...non vale mai la pena rischiare, e soprattutto per guadagnare due minuti, quando poi regolarmente si viene ripresi in pianura o nella salita successiva... o-o
 

30x26

Apprendista Scalatore
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COSMIC ha scritto:
però anche qui bisogna fare una riflessione...non vale mai la pena rischiare, e soprattutto per guadagnare due minuti, quando poi regolarmente si viene ripresi in pianura o nella salita successiva... o-o
secondo me avere padronanza del mezzo serve prima di tutto a divertirsi di piu' ed ad essere piu' sicuri in caso di imprevisti. effettivamente non credo che tra di noi ci sia qualcuno che perde le gf perche' si stacca in discesa :-)
aggiungo qui qualche commento ai post passati:
1- bloccare il posteriore e' segno di distribuzione errata della forza frenante. su strada la stragrandissima decelerazione e' causata dal freno anteriore.
per frenare di piu' bisogna tirare quello. quando il posteriore comincia a microbloccare e' inutile e dannoso tirarlo di piu'.
2- il discorso delle gambe strette era gia' venuto fuori. serve per centrare il baricentro rispetto alla linea che unisce le ruote. sporgersi in fuori allontana il baricentro da questa linea e quindi sottopone le ruote ad una forza laterale superiore aumentando il pericolo di scivolata. e' lo stesso principio per cui avevo segnalato il trucco di premere il manubrio con la mano esterna alla curva.
 

Karma

Scalatore
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Soliera
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30x26 ha scritto:
secondo me avere padronanza del mezzo serve prima di tutto a divertirsi di piu' ed ad essere piu' sicuri in caso di imprevisti.

Giustissimo...

30x26 ha scritto:
effettivamente non credo che tra di noi ci sia qualcuno che perde le gf perche' si stacca in discesa :-)

Mica vero....se ad ogni discesa fai fatica a tenere dietro al gruppo, consco una persona che aveva questo problema, a fine discesa rientri la prima volta, rientri la seconda, ma sprechi energie.... alla fine devi aspettare il gruppo dopo.... moltiplica per N discese.....diventa un bel problema.....

Anzi ogni tanto capita anche a me di dormire un attimo, e arrivato a fine discesa dover diventare scempo per tornare dentro...
 

30x26

Apprendista Scalatore
21 Aprile 2004
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Karma ha scritto:
30x26 ha scritto:
effettivamente non credo che tra di noi ci sia qualcuno che perde le gf perche' si stacca in discesa :-)

Mica vero....se ad ogni discesa fai fatica a tenere dietro al gruppo, consco una persona che aveva questo problema, a fine discesa rientri la prima volta, rientri la seconda, ma sprechi energie.... alla fine devi aspettare il gruppo dopo.... moltiplica per N discese.....diventa un bel problema.....

effettivamente il mio esempio non era molto calzante; nell'alta classifica chi non scende bene si stacca perche' i rilanci in uscita di curva sono molto piu' energici. invece per quelli che arrivano dopo i primi 100 credo che basti veramente poco per non perdere posizioni. di solito si scende piano ed i rilanci sono blandi, c'e' tutto il tempo di rientrare anche se si sbaglia qualche curva. ovviamente spreca energia anche chi non lotta per la vittoria , oltre a non divertirsi.
 

giubbe

Apprendista Passista
17 Dicembre 2004
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Pistoia
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cipitoz ha scritto:
...se in piena curva non devi frenare ti puoi concentrare sul "carving" (praticamente con le ginocchia fai forza sul tubo orizzontale per costringere la bici a girare e contemporaneamente sosta il peso del corpo verso il centro della curva con una maggiore inclinazione rispetto alla bicicletta). In questa fase devi essere tu a costringere la bicicletta a girare quasi a volerla far derapare. Se non freni e i pesi sono equlibrati riuscirai a chiudere le curve a velocità ben maggiori.

:ola: FUNZIONA !!!
Oggi, alla 10 Colli, ho messo in pratica quanto riportato: funziona davvero; con il ginocchio riesco a "indirizzare" la bici.
Grazie Luca, adesso voglio provare e riprovare


cow
 

Chopper

Maglia Gialla
giubbe ha scritto:
:ola: FUNZIONA !!!
Oggi, alla 10 Colli, ho messo in pratica quanto riportato: funziona davvero; con il ginocchio riesco a "indirizzare" la bici.
Grazie Luca, adesso voglio provare e riprovare

Ho provato anche io,
la bici è più stabile,
il raggio di curva diminuisce
e la sensazione generale è di maggiore sicurezza!
CI vuole un po' (molta) di pratica, sicuramente, però i benefici sono notevoli!
 

AleGiant

Apprendista Scalatore
11 Gennaio 2005
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Savona
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cipitoz ha scritto:
ciclettico ha scritto:
...con le ginocchia fai forza sul tubo orizzontale per costringere la bici a girare...

Tutte e due le ginocchia? O solo quello esterno?
Stringo il tubo orizzontale con tutte e due le ginocchia. I pedali sono in posizione orizzontale ma davanti quello esterno alla curva ed indietro quello all'interno; così il ginocchio davanti spinge verso il centro della curva e il ginocchio che si trova all'interno fa da fulcro. Il tubo orizzontale e quindi la bicicletta ricevono dalle ginocchia la spinta necessaria a chiudere con maggior violenza la curva. Dunque non serve frenare in curva perchè la bici non "scappa" verso l'esterno ma viene "dirottata" come su un binario verso l'interno della curva. L'operazione non è istintiva, ci vuole solo un po' di pratica. Comunque solo il fatto di stringere la bicicletta con le ginocchia rende il complesso bici/corridore molto più reattivo e dinamico in curva.

io ci ho provato.. ma nn ci son ancora riuscito... son troppo duro nei movimenti... ci riproverò!
grazie o-o
 
Per quello che può servire:

Presa bassa, frenata in rettilineo, posteriore, inizi a rallentare; freno anteriore, scendi alla velocità desiderata.
Imposti traiettoria, guardi avanti e controlli l'asfalto (ghiaia, buche)
Contemporaneamente peso indietro, a seconda della velocità.
Entrata in curva, peso al centro; pedale interno avanti, pedale esterno indietro.
Apro ginocchio interno e premo con il piede esterno, pedale esterno scende.
Ginocchio esterno verso baricentro bici (più o meno)
Contemporaneamente lascio i freni, ma la traiettoria deve essere ben impostata.
Quando possibile, prima dell'uscita dalla curva, in piedi per rilaciare.
La tecnica di Luca, per carità, provare per credere, ma ad occhio mi risulta alquanto innaturale; per lo meno rimanendo seduti in sella.
In MTB abbassi la sella e la senti tra le cosce e le ginocchia, in moto (cross), si stringeva con le ginocchia la sella stando in piedi.
Eppure spingere sul manubrio con la mano esterna, mi sembra difficile.
Naturalmente, non metto in dubbio che funzioni, anche perchè non ho mai provato.