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Dopo 70-80 km...
Testo
<blockquote data-quote="vaminga" data-source="post: 2776427" data-attributes="member: 22219"><p>Condivido appieno le considerazioni di <em>ibiziano</em>.</p><p><em>Simo</em>, <em>ibiziano</em> ha perfettamente ragione. Se, come dici, fai circa 3000Km/anno con 2-3 uscite settimanali significa che effettui un centinaio di uscite annue (considerando che d'inverno ne effettui meno che d'estate) il che significa che la <u>distanza media</u> per uscita è di circa 30Km!</p><p>A prescindere da altre considerazioni può essere normale, quindi, avere le gambe affaticate dopo 70-80Km.</p><p>Anche sulla "agilità" le osservazioni di Ibiziano sono molto pertinenti.</p><p>Certo, non bisogna esagerare di rapporto (d'altronde se si esagera ci si pianta!<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />), ma l'agilità -che certamente va curata- non è fine a se stessa. Soprattutto se le uscite sono relativamente brevi non è affatto necessario viaggiare a 90-100rpm, specie se si esprime (in relazione alle proprie possibilità) una potenza relativamente bassa.</p><p></p><p>Premesso che la frequenza di pedalata è anche (entro certi limiti) funzione delle proprie caratteristiche, il vantaggio di pedalare agili è costituito dal fatto che (per una determinata potenza) si imprime meno forza ai pedali quindi si contraggono meno energicamnete i muscoli (a scapito di una maggior frequenza di contrazione) facilitandone il recupero. Ma questo è utile se si viaggia a potenze elevate; se si procede ad una potenza decisamente inferiore a quella di soglia la forza impiegata anche a rpm più basse <u>è relativamente modesta </u>e non è quindi necessario (anzi è controproducente - a meno di esercizi particolari) procedere a rpm elevate (come in generale sono 90-100 rpm per un cicloamatore medio).</p><p>Potrebbe quindi essere del tutto normale che diminuendo le rpm a parità di potenza espressa (purchè non elevata) tu senta beneficio.<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vaminga, post: 2776427, member: 22219"] Condivido appieno le considerazioni di [I]ibiziano[/I]. [I]Simo[/I], [I]ibiziano[/I] ha perfettamente ragione. Se, come dici, fai circa 3000Km/anno con 2-3 uscite settimanali significa che effettui un centinaio di uscite annue (considerando che d'inverno ne effettui meno che d'estate) il che significa che la [U]distanza media[/U] per uscita è di circa 30Km! A prescindere da altre considerazioni può essere normale, quindi, avere le gambe affaticate dopo 70-80Km. Anche sulla "agilità" le osservazioni di Ibiziano sono molto pertinenti. Certo, non bisogna esagerare di rapporto (d'altronde se si esagera ci si pianta!:mrgreen:), ma l'agilità -che certamente va curata- non è fine a se stessa. Soprattutto se le uscite sono relativamente brevi non è affatto necessario viaggiare a 90-100rpm, specie se si esprime (in relazione alle proprie possibilità) una potenza relativamente bassa. Premesso che la frequenza di pedalata è anche (entro certi limiti) funzione delle proprie caratteristiche, il vantaggio di pedalare agili è costituito dal fatto che (per una determinata potenza) si imprime meno forza ai pedali quindi si contraggono meno energicamnete i muscoli (a scapito di una maggior frequenza di contrazione) facilitandone il recupero. Ma questo è utile se si viaggia a potenze elevate; se si procede ad una potenza decisamente inferiore a quella di soglia la forza impiegata anche a rpm più basse [U]è relativamente modesta [/U]e non è quindi necessario (anzi è controproducente - a meno di esercizi particolari) procedere a rpm elevate (come in generale sono 90-100 rpm per un cicloamatore medio). Potrebbe quindi essere del tutto normale che diminuendo le rpm a parità di potenza espressa (purchè non elevata) tu senta beneficio.o-o [/QUOTE]
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