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Metodologie di allenamento
dopo 90km mi si spenge la luce, che faccio?
Testo
<blockquote data-quote="vaminga" data-source="post: 2384186" data-attributes="member: 22219"><p>...... </p><p></p><p> </p><p> </p><p>Ciao Rick de Quick, l'opinione di borghetti potrà, forse, stupirti (e penso che molti forumendoli non la condivida), ma la mia esperienza è che, per alcuni in allenamento, può funzionare benissimo.</p><p>Un mio carissimo amico e discreto/forte cicloamatore (fino a qualche anno fa) in allenamento, anche in estate, era solito fare un paio di volte al mese il giro del lago di Como da Monza (oltre 200 km di percorso ondulato) dopo una abbondante colazione con latte e biscotti senza mangiare più nulla e solo con una borraccia di acqua da 1/2 l e basta ad una media attorno ai 30-32 Km/h.</p><p>Sia chiaro, non sto dicendo che sia un esempio da imitare!</p><p>Io stesso, circa 25 anni fa, facevo corse in circuito di 50-60 Km ed il mio allenamento (2-3 uscite settimanali) raramente superava i 50 Km ebbene un sabato di Luglio decisi con lui di fare un lungo giro in Lombardia di 315 Km e lo portammo a termine (io decisamente stanco, ma non distrutto) a circa 27 Km/h di media. </p><p>Perchè ho riportato queste due esperienze (di normalissimi ciclisti)? Per dimostrare che per quanto riguarda il funzionamento della macchina uomo è sbagliato fare affermazioni assolute tipo: è necessario alimentarsi così o colà, fare o meno un lungo riscaldamento, pedalare ad almeno 95 rpm in pianura, non consumare alimenti ad alto indice glicemico ecc...... pena risultati disastrosi!!!</p><p>La mia esperienza mi ha dimostrato che non è così (come ho scritto si possono fare oltre 200Km tirati solo con ½ litro di acqua o fare un giro di 315 Km essendo allenati solo sul corto). Il che ,ovviamente, non significa che ciò sia normalmente consigliabile!</p><p> </p><p>Chiaramente sono state individuate metodologie di allenamento, regimi alimentari, accorgimenti tecnici ecc.. con un approccio scientifico multidisciplinare che permettono (statisticamente) di migliorare più rapidamente la prestazione, conseguirla in un periodo particolare, mantenerla più a lungo ecc. che (soprattutto per chi vuol raggiungere il massimo) sono assolutamente opportune; ma da questo a ritenere che sgarrando non si possano conseguire comunque prestazioni relativamente significative ce ne corre....</p><p>Tornando quindi al tuo quesito iniziale la cosa più strana è la constatazione (affermazione) chetu scrivi <em>(che sia andato in pianura piano o in salita spingendo quanto posso, è praticamente uguale</em>.). </p><p>Capirai che non è possibile essere nelle stesse condizioni di disagio dopo 80 Km a ritmo blando in pianura piuttosto che dopo una lunga ed impegnativa salita!!!!</p><p>A mio avviso, se davvero è così, è un problema di testa. Dopo tre o quattro ore di bici ti rompi le p... e vai in crisi </p><p>Per quanto, ho scritto in premessa, non credo proprio che basti modificare l'alimentazione o un certo tipo di allenamento per risolvere miracolosamente situazioni così nette come quella che hai indicato (per una persona sana e normalmente preparata). Un approccio di questo tipo serve senz'altro, invece, per migliorare gradatamente il proprio rendimento e le proprie performance.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vaminga, post: 2384186, member: 22219"] ...... Ciao Rick de Quick, l'opinione di borghetti potrà, forse, stupirti (e penso che molti forumendoli non la condivida), ma la mia esperienza è che, per alcuni in allenamento, può funzionare benissimo. Un mio carissimo amico e discreto/forte cicloamatore (fino a qualche anno fa) in allenamento, anche in estate, era solito fare un paio di volte al mese il giro del lago di Como da Monza (oltre 200 km di percorso ondulato) dopo una abbondante colazione con latte e biscotti senza mangiare più nulla e solo con una borraccia di acqua da 1/2 l e basta ad una media attorno ai 30-32 Km/h. Sia chiaro, non sto dicendo che sia un esempio da imitare! Io stesso, circa 25 anni fa, facevo corse in circuito di 50-60 Km ed il mio allenamento (2-3 uscite settimanali) raramente superava i 50 Km ebbene un sabato di Luglio decisi con lui di fare un lungo giro in Lombardia di 315 Km e lo portammo a termine (io decisamente stanco, ma non distrutto) a circa 27 Km/h di media. Perchè ho riportato queste due esperienze (di normalissimi ciclisti)? Per dimostrare che per quanto riguarda il funzionamento della macchina uomo è sbagliato fare affermazioni assolute tipo: è necessario alimentarsi così o colà, fare o meno un lungo riscaldamento, pedalare ad almeno 95 rpm in pianura, non consumare alimenti ad alto indice glicemico ecc...... pena risultati disastrosi!!! La mia esperienza mi ha dimostrato che non è così (come ho scritto si possono fare oltre 200Km tirati solo con ½ litro di acqua o fare un giro di 315 Km essendo allenati solo sul corto). Il che ,ovviamente, non significa che ciò sia normalmente consigliabile! Chiaramente sono state individuate metodologie di allenamento, regimi alimentari, accorgimenti tecnici ecc.. con un approccio scientifico multidisciplinare che permettono (statisticamente) di migliorare più rapidamente la prestazione, conseguirla in un periodo particolare, mantenerla più a lungo ecc. che (soprattutto per chi vuol raggiungere il massimo) sono assolutamente opportune; ma da questo a ritenere che sgarrando non si possano conseguire comunque prestazioni relativamente significative ce ne corre.... Tornando quindi al tuo quesito iniziale la cosa più strana è la constatazione (affermazione) chetu scrivi [I](che sia andato in pianura piano o in salita spingendo quanto posso, è praticamente uguale[/I].). Capirai che non è possibile essere nelle stesse condizioni di disagio dopo 80 Km a ritmo blando in pianura piuttosto che dopo una lunga ed impegnativa salita!!!! A mio avviso, se davvero è così, è un problema di testa. Dopo tre o quattro ore di bici ti rompi le p... e vai in crisi Per quanto, ho scritto in premessa, non credo proprio che basti modificare l'alimentazione o un certo tipo di allenamento per risolvere miracolosamente situazioni così nette come quella che hai indicato (per una persona sana e normalmente preparata). Un approccio di questo tipo serve senz'altro, invece, per migliorare gradatamente il proprio rendimento e le proprie performance. [/QUOTE]
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