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Allenamento
Metodologie di allenamento
Dopo quanti km si raggiunge l'apice della condizione?
Testo
<blockquote data-quote="warsaw" data-source="post: 2364969" data-attributes="member: 9850"><p>penso che per avere un dato accettabile bisognerebbe fare dei test specifici per sapere qual'è il proprio livello massimo, oltre al quale non si hanno più incrementi prestazionali. Oppure bisogna conoscersi molto bene, come chi corre e pedala da anni.</p><p></p><p>Ci sono dei sistemi di allenamento per mantenere la forma più a lungo (per esempio nei pro chi fa giro e tour) e programmazioni che prevedono il picco a maggio, per poi avere un secondo picco di forma a settembre per le ultime gare. Questo è tipico dei granfondisti. Il tutto credo sia legato al carico complessivo degli allenamenti. Il numero di km conta poco, c'è chi si fa 1500 km al mese sempre a spasso e chi ne fa 1000 di esercizi specifici, gare, allenamenti molto intensi, sedute di scarico ecc.</p><p></p><p>A riguardo credo sia molto interessante il libro di Aldo Sassi sul sovrallenamento, che in parte suppongo che tocchi anche l'argomento relativo al picco di forma.</p><p></p><p>La sostanza di fondo comunque sta nel riuscire (e qui non è facile) a quantificare i carichi di allenamento, per far funzionare al meglio il sistema della supercompensazione che sta alla base dei miglioramenti di un atleta (anche amatore) che si allena. Il cardio è un primo strumento utile, il rilevatore di watt probabilmente è l'ultima frontiera a riguardo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="warsaw, post: 2364969, member: 9850"] penso che per avere un dato accettabile bisognerebbe fare dei test specifici per sapere qual'è il proprio livello massimo, oltre al quale non si hanno più incrementi prestazionali. Oppure bisogna conoscersi molto bene, come chi corre e pedala da anni. Ci sono dei sistemi di allenamento per mantenere la forma più a lungo (per esempio nei pro chi fa giro e tour) e programmazioni che prevedono il picco a maggio, per poi avere un secondo picco di forma a settembre per le ultime gare. Questo è tipico dei granfondisti. Il tutto credo sia legato al carico complessivo degli allenamenti. Il numero di km conta poco, c'è chi si fa 1500 km al mese sempre a spasso e chi ne fa 1000 di esercizi specifici, gare, allenamenti molto intensi, sedute di scarico ecc. A riguardo credo sia molto interessante il libro di Aldo Sassi sul sovrallenamento, che in parte suppongo che tocchi anche l'argomento relativo al picco di forma. La sostanza di fondo comunque sta nel riuscire (e qui non è facile) a quantificare i carichi di allenamento, per far funzionare al meglio il sistema della supercompensazione che sta alla base dei miglioramenti di un atleta (anche amatore) che si allena. Il cardio è un primo strumento utile, il rilevatore di watt probabilmente è l'ultima frontiera a riguardo. [/QUOTE]
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