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<blockquote data-quote="ziojo" data-source="post: 1395430" data-attributes="member: 5787"><p>Io (forse per primo) ho fatto outing <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> e mi permetto di fare alcune considerazioni di "mediazione":</p><p> </p><p>1. Nessuno (o quasi) dice che il fondo lungo è inutile o dannoso in assoluto: la posizione prevalente di chi non ne è fautore è che ne vada fatto il giusto, senza esagerare, perchè oltre un certo limite non dà più niente e comincia a togliere qualcosa</p><p> </p><p>2. Questo vale soprattutto per l'amatore medio che, per ragioni di tempo e lavoro, non può fare grandi volumi di allenamento: se si ha poco tempo a disposizione non ha senso riproporre il mix qualità/quantità di uno che si allena 4h ore al giorno di media. E' molto più premiante aumentare il peso della qualità</p><p> </p><p>3. Quindi gli estremi della popolazione ciclistica (i pro e i beginners) escono da questa logica: per il pro (o l'amatore molto evoluto che riesce a uscire tutti i giorni e spararsi più di 20,000 km annui) il volume a fondo lento assume un senso specifico di sostegno ai lavori qualitativi (che non diminuiscono in valore assoluto). Il beginner nei primi anni DEVE adattare la gamba col fondo e quindi il mix si sbilancia verso la quantità</p><p> </p><p>4. Il fondo lento non stimola la potenza lipidica: come già detto tante volte essa viene stimolata da una intensità di lavoro prossima al fondo medio. Se "convinci" l'organismo a trovarsi bene sotto i 130 battiti, quando ti troverai a fare un salita lunga a 165... altro che grassi. Nei primi 20' ti sarai sugato tutto il glicogeno dai capelli alle unghie dei piedi</p><p> </p><p>5. Anche nel periodo invernale, la modalità più efficace per affrontare le uscite da 3h in su è quella che preveda VARIAZIONI DI INTENSITA': le mappazze di 5h a fondo lento abbrutiscono e se si ripetono in modo ravvicinato fanno male. Molto meglio uscite variegate dove all'inizio si chiacchiera un pò, poi si fa qualche salita al medio (eventualmente andando in soglia senza esagerare), recuperando per bene e dando qualche stimolo qualificante nel finale.</p><p> </p><p>Se si ha la saggezza di recuperarle adeguatamente, queste uscite sono estremamente più proficue del fondo lungo monocorde: sia in termini di costruzione dell'endurance che di stimolo delle qualità che poi verranno allenate in modo specifico in primavera.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ziojo, post: 1395430, member: 5787"] Io (forse per primo) ho fatto outing :mrgreen: e mi permetto di fare alcune considerazioni di "mediazione": 1. Nessuno (o quasi) dice che il fondo lungo è inutile o dannoso in assoluto: la posizione prevalente di chi non ne è fautore è che ne vada fatto il giusto, senza esagerare, perchè oltre un certo limite non dà più niente e comincia a togliere qualcosa 2. Questo vale soprattutto per l'amatore medio che, per ragioni di tempo e lavoro, non può fare grandi volumi di allenamento: se si ha poco tempo a disposizione non ha senso riproporre il mix qualità/quantità di uno che si allena 4h ore al giorno di media. E' molto più premiante aumentare il peso della qualità 3. Quindi gli estremi della popolazione ciclistica (i pro e i beginners) escono da questa logica: per il pro (o l'amatore molto evoluto che riesce a uscire tutti i giorni e spararsi più di 20,000 km annui) il volume a fondo lento assume un senso specifico di sostegno ai lavori qualitativi (che non diminuiscono in valore assoluto). Il beginner nei primi anni DEVE adattare la gamba col fondo e quindi il mix si sbilancia verso la quantità 4. Il fondo lento non stimola la potenza lipidica: come già detto tante volte essa viene stimolata da una intensità di lavoro prossima al fondo medio. Se "convinci" l'organismo a trovarsi bene sotto i 130 battiti, quando ti troverai a fare un salita lunga a 165... altro che grassi. Nei primi 20' ti sarai sugato tutto il glicogeno dai capelli alle unghie dei piedi 5. Anche nel periodo invernale, la modalità più efficace per affrontare le uscite da 3h in su è quella che preveda VARIAZIONI DI INTENSITA': le mappazze di 5h a fondo lento abbrutiscono e se si ripetono in modo ravvicinato fanno male. Molto meglio uscite variegate dove all'inizio si chiacchiera un pò, poi si fa qualche salita al medio (eventualmente andando in soglia senza esagerare), recuperando per bene e dando qualche stimolo qualificante nel finale. Se si ha la saggezza di recuperarle adeguatamente, queste uscite sono estremamente più proficue del fondo lungo monocorde: sia in termini di costruzione dell'endurance che di stimolo delle qualità che poi verranno allenate in modo specifico in primavera. [/QUOTE]
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