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<blockquote data-quote="ziojo" data-source="post: 1419844" data-attributes="member: 5787"><p>Il tema "dimagramento a fondo lungo" francamente non mi appassiona quindi te la do buona, non ho studi scientifici, è solo buon senso ed evidenze empiriche.</p><p> </p><p>Invece sul tema "col fondo lungo si educa l'organismo a bruciare i grassi" manco per il caxxo: nel mio post precedente faccio riferimento a una bibliografia ormai sterminata che in Italia trova la sua sintesi più chiara ed esplicita nella bibbia "l'allenamento del maratoneta di medio e alto livello" di Arcelli e Canova.</p><p> </p><p>E' un libro-svolta di vari anni fa in cui, oltre ad una ricapitolazione utilissima dei vari meccanismi di produzione dell'energia e della concatenata importanza della parte "muscolare" dell'allenamento, viene spiegato in modo tombale il concetto di potenza lipidica. Esattamente così come l'ho riportato io: si allena un pò al di sotto del medio mentre si diseduca a intensità troppo blande.</p><p> </p><p>Nel libro sono anche riportati i diari di allenamento di alcuni atleti elite tra cui quello di Baldini ai tempi dei mondiali di Edmonton in cui arrivò terzo. E' assolutamente lampante il ruolo di "sostegno" dei blocchetti di lavoro fatti a intensità "facile" (non parla mai di <em>lento</em> o <em>lungo </em>perchè sono concetti fuorvianti <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> ): sono brevi e sempre a corollario di sessioni qualitative. O per svuotare i muscoli di glicogeno, o per rigenerare attivamente dopo un lavoro duro. Sessioni quindi importanti ma non "building blocks"... non costruiscono niente.</p><p> </p><p>Si lo so sono una croce divina ma ho capito che mi vuoi bene lo stesso: è vero che non ho tempo ed è vero che mi rompo i maroni. Ma è altrettanto vero che io sta storia del fondo lungo l'ho provata così come ho provato approcci diversi. E mi sono convinto di quello che dico.</p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ziojo, post: 1419844, member: 5787"] Il tema "dimagramento a fondo lungo" francamente non mi appassiona quindi te la do buona, non ho studi scientifici, è solo buon senso ed evidenze empiriche. Invece sul tema "col fondo lungo si educa l'organismo a bruciare i grassi" manco per il caxxo: nel mio post precedente faccio riferimento a una bibliografia ormai sterminata che in Italia trova la sua sintesi più chiara ed esplicita nella bibbia "l'allenamento del maratoneta di medio e alto livello" di Arcelli e Canova. E' un libro-svolta di vari anni fa in cui, oltre ad una ricapitolazione utilissima dei vari meccanismi di produzione dell'energia e della concatenata importanza della parte "muscolare" dell'allenamento, viene spiegato in modo tombale il concetto di potenza lipidica. Esattamente così come l'ho riportato io: si allena un pò al di sotto del medio mentre si diseduca a intensità troppo blande. Nel libro sono anche riportati i diari di allenamento di alcuni atleti elite tra cui quello di Baldini ai tempi dei mondiali di Edmonton in cui arrivò terzo. E' assolutamente lampante il ruolo di "sostegno" dei blocchetti di lavoro fatti a intensità "facile" (non parla mai di [I]lento[/I] o [I]lungo [/I]perchè sono concetti fuorvianti :mrgreen: ): sono brevi e sempre a corollario di sessioni qualitative. O per svuotare i muscoli di glicogeno, o per rigenerare attivamente dopo un lavoro duro. Sessioni quindi importanti ma non "building blocks"... non costruiscono niente. Si lo so sono una croce divina ma ho capito che mi vuoi bene lo stesso: è vero che non ho tempo ed è vero che mi rompo i maroni. Ma è altrettanto vero che io sta storia del fondo lungo l'ho provata così come ho provato approcci diversi. E mi sono convinto di quello che dico. o-o [/QUOTE]
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