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<blockquote data-quote="catman" data-source="post: 5438379" data-attributes="member: 34542"><p>lo riconosco, forse 70 -30 era esagerato ma c'era chi diceva pure che non contava nulla...</p><p>una percentuale minore di differenza ci può stare tra i prof che sono tutti selezionati e quindi hanno prestazioni non molto diverse (infatti hanno tutti un vo2max vicino a 75-80) ma tra tutti gli amatori, prendiamo quelli iscritti a una qualsiasi gf le differenze date dalla predisposizione fisica, possono essere molto superiori dato che si tratta di un campione di gente molto eterogeneo. Non partecipano solo atleti selezionati ma chi ha passione x la bici e pedala, non è detto che tutti abbiano le caratteristiche fisico-atletiche per fare una gf dura a 35 di media pur allenandosi con impegno.</p><p>Cmq tutta sta storia della predisposizione genetica era solo per dire che quando ci si rende conto dei propri limiti, si comincia a capire il nostro livello di prestazione, quello sarà il momento in cui ci si comincia davvero a divertire in bici. Spesso sento e leggo di gente frustrata, mai contenti, sempre alla ricerca di qualcosa in più, o in lotta col cibo, o con gli altri. Non si rendono nemmeno conto della fortuna che hanno di poter pedalare e fare sport perché godono di buona salute; chi non ha mai provato una malattia invalidante davvero non lo capirà mai tanto facilmente.</p><p>Occhio che quando dico "accettare i propri limiti "però non vuol dire rassegnarsi e andare in bici a spasso e fermarsi a tutti i bar!! La voglia di far fatica e di ottenere il meglio dal nostro fisico è alla base dello sport e se passione e volontà sono forti ci si allena sempre seriamente.</p><p>E si fa un po' di fondo x ritornare in tema, qualche giretto tranquillo dopo una breve pausa x poi ricominciare con intensità più alte più avanti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="catman, post: 5438379, member: 34542"] lo riconosco, forse 70 -30 era esagerato ma c'era chi diceva pure che non contava nulla... una percentuale minore di differenza ci può stare tra i prof che sono tutti selezionati e quindi hanno prestazioni non molto diverse (infatti hanno tutti un vo2max vicino a 75-80) ma tra tutti gli amatori, prendiamo quelli iscritti a una qualsiasi gf le differenze date dalla predisposizione fisica, possono essere molto superiori dato che si tratta di un campione di gente molto eterogeneo. Non partecipano solo atleti selezionati ma chi ha passione x la bici e pedala, non è detto che tutti abbiano le caratteristiche fisico-atletiche per fare una gf dura a 35 di media pur allenandosi con impegno. Cmq tutta sta storia della predisposizione genetica era solo per dire che quando ci si rende conto dei propri limiti, si comincia a capire il nostro livello di prestazione, quello sarà il momento in cui ci si comincia davvero a divertire in bici. Spesso sento e leggo di gente frustrata, mai contenti, sempre alla ricerca di qualcosa in più, o in lotta col cibo, o con gli altri. Non si rendono nemmeno conto della fortuna che hanno di poter pedalare e fare sport perché godono di buona salute; chi non ha mai provato una malattia invalidante davvero non lo capirà mai tanto facilmente. Occhio che quando dico "accettare i propri limiti "però non vuol dire rassegnarsi e andare in bici a spasso e fermarsi a tutti i bar!! La voglia di far fatica e di ottenere il meglio dal nostro fisico è alla base dello sport e se passione e volontà sono forti ci si allena sempre seriamente. E si fa un po' di fondo x ritornare in tema, qualche giretto tranquillo dopo una breve pausa x poi ricominciare con intensità più alte più avanti. [/QUOTE]
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