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<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7288923" data-attributes="member: 107540"><p>[USER=6847]@sunboy[/USER] inizialmente ho connesso la fascia al data field via Bluetooth poi, leggendo al link riportato, si diceva che ant+ era migliore per limitare gli artifacts. Detto questo la ricetta con cui se ne sono usciti è semplice: per valori di dfa alpha 1 maggiori di 0.75 sei sotto lt1, a 0.75 sei a lt1 (poi per lt2 lasciamo stare visto che non è rilevante). Per quel che può contare, nel link postato fanno vedere che i risultati del data field seguono quelli del software di riferimento (kubios), ma io data field è più conservativo, ovvero tendenzialmente fai più fatica ad arrivare nei pressi di lt1. Questo lo avevo già notato, e pure oggi che ho provato a fare il ramp test: sono arrivato nei pressi di 0.75 in z3 bassa, ma l’RPE non era, per quel che può valere la mia percezione, sostenibile per 2/3 ore. Una differenza sostanziale tra i due software è la finestra di dati che considerano per calcolare dfa alpha 1: kubios prende finestre di 2 minuti, mentre il data field finestre di 200 battiti. Facendo due semplici calcoli/ragionamenti, che dipendono dal proprio range di fc in una seduta steady, vale la pena aumentare la finestra di battiti considerata dal data field (si può fare dalle impostazioni) e portarla, nel mio caso, a 250-300. Vedrò se questo porta a dei risultati più allineati tra i due software, anche se dubito sarà così semplice perché la finestra temporale non è l’unica differenza, e, cosa di maggior rilievo, che sono più allineati con la mia RPE</p><p></p><p>Comunque, da quel che ho capito e provato finora, la mia personale opinione è che lo strumento dovrebbe essere più affidabile in sedute steady per il semplice fatto che la risposta cardiaca/ventilazione devono stabilizzarsi/arrivare a regime.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7288923, member: 107540"] [USER=6847]@sunboy[/USER] inizialmente ho connesso la fascia al data field via Bluetooth poi, leggendo al link riportato, si diceva che ant+ era migliore per limitare gli artifacts. Detto questo la ricetta con cui se ne sono usciti è semplice: per valori di dfa alpha 1 maggiori di 0.75 sei sotto lt1, a 0.75 sei a lt1 (poi per lt2 lasciamo stare visto che non è rilevante). Per quel che può contare, nel link postato fanno vedere che i risultati del data field seguono quelli del software di riferimento (kubios), ma io data field è più conservativo, ovvero tendenzialmente fai più fatica ad arrivare nei pressi di lt1. Questo lo avevo già notato, e pure oggi che ho provato a fare il ramp test: sono arrivato nei pressi di 0.75 in z3 bassa, ma l’RPE non era, per quel che può valere la mia percezione, sostenibile per 2/3 ore. Una differenza sostanziale tra i due software è la finestra di dati che considerano per calcolare dfa alpha 1: kubios prende finestre di 2 minuti, mentre il data field finestre di 200 battiti. Facendo due semplici calcoli/ragionamenti, che dipendono dal proprio range di fc in una seduta steady, vale la pena aumentare la finestra di battiti considerata dal data field (si può fare dalle impostazioni) e portarla, nel mio caso, a 250-300. Vedrò se questo porta a dei risultati più allineati tra i due software, anche se dubito sarà così semplice perché la finestra temporale non è l’unica differenza, e, cosa di maggior rilievo, che sono più allineati con la mia RPE Comunque, da quel che ho capito e provato finora, la mia personale opinione è che lo strumento dovrebbe essere più affidabile in sedute steady per il semplice fatto che la risposta cardiaca/ventilazione devono stabilizzarsi/arrivare a regime. [/QUOTE]
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