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<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 7397689" data-attributes="member: 5183"><p>Però hai comunque applicato lo stimolo pensato. Certamente nel complesso un po' diverso, per via dello stimolo ulteriore che si sovrappone e della risposta acuta parzialmente modificata dalle condizioni ambientali (oltre al presumibilmente superiore impatto generale in termini di risposta generale allo stress).</p><p>Considerando la sovrapposizione, potresti anche non aver bisogno di tutto quello stimolo per mantenere la progressione di cui hai bisogno :)</p><p></p><p>Talvolta si consiglia di dedicare almeno una settimana a migliorare la risposta al caldo, con sessioni relativamente brevi controllando di recuperare l'eccesso iniziale di deriva. Essendo un adattamento che può essere mantenuto per alcune (poche) settimane potrebbe essere programmato. Il che non esclude ovviamente essere progressivi anche in questo aspetto, essendo anch'esso uno stimolo: non creare un eccessivo disaccoppiamento + allungare a pari disaccoppiamento. E magari raffreddare (per quanto possibile) durante per rendere la percezione meno spiacevole - beati gli amanti della sensazione di caldo asfissiante :)</p><p></p><p></p><p>Vanificare l'adattamento muscolare mi sembra eccessivo: ci sono molteplici adattamenti contemporanei (in parte mantenuti anche in fase non attiva o "meno attiva"), anche durante una interruzione il sistema non diventa inattivo istantaneamente (ad esempio la dilatazione dei vasi sanguigni permane per svariati secondi o anche minuti, anche per via dei fattori circolanti), il lavoro meccanico ad una certa perturbazione metabolica muscolare (e con esso la creazione delle condizioni che attivano le vie di segnalazione dell'adattamento) lo accumuli comunque.</p><p>Se l'interruzione è un po' più prolungata cambiano leggermente le cose, ma ad esempio interruzioni intermedie possono permettere di restare meno tempo in una situazione in cui compensi con l'aumento di frequenza cardiaca una riduzione del volume sistolico, gestendo meglio questo particolare aspetto / stimolo "centrale" (se è un aspetto / stimolo su cui ha senso agire in quel frangente, chiaramente). E nel complesso magari aumenti la quantità di tempo/lavoro meccanico accumulabile (ammesso che sia necessaria alla tua progressione).</p><p>Pippone che giustifica anche la possibilità di approcci parzialmente diversi :)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 7397689, member: 5183"] Però hai comunque applicato lo stimolo pensato. Certamente nel complesso un po' diverso, per via dello stimolo ulteriore che si sovrappone e della risposta acuta parzialmente modificata dalle condizioni ambientali (oltre al presumibilmente superiore impatto generale in termini di risposta generale allo stress). Considerando la sovrapposizione, potresti anche non aver bisogno di tutto quello stimolo per mantenere la progressione di cui hai bisogno :) Talvolta si consiglia di dedicare almeno una settimana a migliorare la risposta al caldo, con sessioni relativamente brevi controllando di recuperare l'eccesso iniziale di deriva. Essendo un adattamento che può essere mantenuto per alcune (poche) settimane potrebbe essere programmato. Il che non esclude ovviamente essere progressivi anche in questo aspetto, essendo anch'esso uno stimolo: non creare un eccessivo disaccoppiamento + allungare a pari disaccoppiamento. E magari raffreddare (per quanto possibile) durante per rendere la percezione meno spiacevole - beati gli amanti della sensazione di caldo asfissiante :) Vanificare l'adattamento muscolare mi sembra eccessivo: ci sono molteplici adattamenti contemporanei (in parte mantenuti anche in fase non attiva o "meno attiva"), anche durante una interruzione il sistema non diventa inattivo istantaneamente (ad esempio la dilatazione dei vasi sanguigni permane per svariati secondi o anche minuti, anche per via dei fattori circolanti), il lavoro meccanico ad una certa perturbazione metabolica muscolare (e con esso la creazione delle condizioni che attivano le vie di segnalazione dell'adattamento) lo accumuli comunque. Se l'interruzione è un po' più prolungata cambiano leggermente le cose, ma ad esempio interruzioni intermedie possono permettere di restare meno tempo in una situazione in cui compensi con l'aumento di frequenza cardiaca una riduzione del volume sistolico, gestendo meglio questo particolare aspetto / stimolo "centrale" (se è un aspetto / stimolo su cui ha senso agire in quel frangente, chiaramente). E nel complesso magari aumenti la quantità di tempo/lavoro meccanico accumulabile (ammesso che sia necessaria alla tua progressione). Pippone che giustifica anche la possibilità di approcci parzialmente diversi :) [/QUOTE]
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