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<blockquote data-quote="cardiotonico" data-source="post: 1474797" data-attributes="member: 10916"><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: darkred">le variabili che possono modificare la frequenza cardiaca sono numerose. L'argomento è molto complesso, annoierebbe buona parte dei frequentatori di questo forum...</span></span></p><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: #8b0000">In sintesi: il cuore non è un metronomo, anzi, se batte molto regolarmente non è un buon segno. Quest'affermazione (non c'entra con le extrasistoli, che sono ben altra cosa) si riferisce al fatto che in un cuore sano l'intervallo R-R (cioè i millisecondi tra un battito e l'altro) è dovuto, istante per istante, alla bilancia simpato-vagale, cioè al nervo vago e a quello simpatico che svolgono azioni opposte: il vago fa rallentare, il simpatico accelerare.</span></span></p><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: #8b0000">A conferma di ciò, un giovane ha tipicamente una frequenza talmente variabile che cambia col respiro, in maniera fasica (si chiama aritmia sinusale respiratoria), mentre all'altro estremo ci può essere l'anziano o il diabetico, nel quale la neuropatia ha azzerato questo meccanismo, esponendolo a rischi cardiovascolari notevoli.</span></span></p><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: #8b0000">Nell'atleta poi, il tutto è ancora più complicato dal notevole tono vagale (ecco perchè la bradicardia a riposo).</span></span></p><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: #8b0000">Non bisogna inoltre dimenticare l'enorme influenza che gli ormoni possono avere (il cortisolo, l'adrenalina, etc).</span></span></p><p><span style="font-family: 'Comic Sans MS'"><span style="color: #8b0000">In conclusione: la f.c. è influenzata da molteplici variabili; fermo restando che, a parità di tutte queste condizioni, la fc aumenta all'aumentare dello sforzo (fino ad un plateau, ovviamente.... ma qui entriamo nell'ancor più complessa fisiologia dell'esercizio fisico....)</span></span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="cardiotonico, post: 1474797, member: 10916"] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=darkred]le variabili che possono modificare la frequenza cardiaca sono numerose. L'argomento è molto complesso, annoierebbe buona parte dei frequentatori di questo forum...[/COLOR][/FONT] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=#8b0000]In sintesi: il cuore non è un metronomo, anzi, se batte molto regolarmente non è un buon segno. Quest'affermazione (non c'entra con le extrasistoli, che sono ben altra cosa) si riferisce al fatto che in un cuore sano l'intervallo R-R (cioè i millisecondi tra un battito e l'altro) è dovuto, istante per istante, alla bilancia simpato-vagale, cioè al nervo vago e a quello simpatico che svolgono azioni opposte: il vago fa rallentare, il simpatico accelerare.[/COLOR][/FONT] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=#8b0000]A conferma di ciò, un giovane ha tipicamente una frequenza talmente variabile che cambia col respiro, in maniera fasica (si chiama aritmia sinusale respiratoria), mentre all'altro estremo ci può essere l'anziano o il diabetico, nel quale la neuropatia ha azzerato questo meccanismo, esponendolo a rischi cardiovascolari notevoli.[/COLOR][/FONT] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=#8b0000]Nell'atleta poi, il tutto è ancora più complicato dal notevole tono vagale (ecco perchè la bradicardia a riposo).[/COLOR][/FONT] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=#8b0000]Non bisogna inoltre dimenticare l'enorme influenza che gli ormoni possono avere (il cortisolo, l'adrenalina, etc).[/COLOR][/FONT] [FONT=Comic Sans MS][COLOR=#8b0000]In conclusione: la f.c. è influenzata da molteplici variabili; fermo restando che, a parità di tutte queste condizioni, la fc aumenta all'aumentare dello sforzo (fino ad un plateau, ovviamente.... ma qui entriamo nell'ancor più complessa fisiologia dell'esercizio fisico....)[/COLOR][/FONT] [/QUOTE]
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