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Gare amatoriali in circuito
FCI/EPS : gestione del ciclismo amatoriale
Testo
<blockquote data-quote="somaro" data-source="post: 5018715" data-attributes="member: 10894"><p>E alcuni sono giovani che avevano provato a fare gli Under 23/Elite per un anno per poi dover smettere perchè non erano all'altezza. In tal modo si impedisce loro di continuare a gareggiare, sia pure nel mondo amatoriale, ad un livello più consono alle proprie possibilità. La sospensione a mio avviso dovrebbe essere graduata in base ad anzianità e risultati del soggetto: difficilmente (anzi, non saprei trovarne uno) il campione che smette prosegue l'attività nelle categorie amatoriali, riesce comunque a trovare un'occupazione grazie alla sua notorietà, al massimo continua a pedalare per poi ripresentarsi alle gare dopo alcuni anni con spirito amatoriale ed un lavoro alle spalle. Mentre i corridori "di seconda fascia" o gli ex Elite, che con la crisi attuale sono inesorabilmente destinati alla disoccupazione, se trovano una squadra amatoriale che li ingaggia fanno di necessitò virtù e proseguono la loro precedente attività, sia pure in nero. Difficile dare loro torto, ma altrettanto difficile dare torto a chi da anni corre come dopolavorista e deve competere con loro, in un confronto impari.</p><p>L'unica soluzione al problema a mio parere, sarebbe quello di una suddivisione delle categorie per merito (con sottocategoria su base anagrafica, ovviamente, per tutelare gli over 45), in modo che ciascuno possa vincere contro quelli di pari livello. Dopo un certo numero di vittorie, passa alla categoria superiore. La "prima categoria" sarebbe quella degli "ibridi", come definiti da qualcuno, che potrebbe partecipare anche a gare open. </p><p>Ciascun organizzatore poi potrebbe decidere quali categorie ammettere alle proprie gare. Altre strade secondo me finiscono sempre per scontentare qualcuno. Ma come ribadito più volte, se nel 2014 gli EPS faticano a gestire prima e seconda serie, figuriamoci se ci fossero 3-4 categorie di merito! (e comunque l'esperimento dei master gold fu fatto e naufragò)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="somaro, post: 5018715, member: 10894"] E alcuni sono giovani che avevano provato a fare gli Under 23/Elite per un anno per poi dover smettere perchè non erano all'altezza. In tal modo si impedisce loro di continuare a gareggiare, sia pure nel mondo amatoriale, ad un livello più consono alle proprie possibilità. La sospensione a mio avviso dovrebbe essere graduata in base ad anzianità e risultati del soggetto: difficilmente (anzi, non saprei trovarne uno) il campione che smette prosegue l'attività nelle categorie amatoriali, riesce comunque a trovare un'occupazione grazie alla sua notorietà, al massimo continua a pedalare per poi ripresentarsi alle gare dopo alcuni anni con spirito amatoriale ed un lavoro alle spalle. Mentre i corridori "di seconda fascia" o gli ex Elite, che con la crisi attuale sono inesorabilmente destinati alla disoccupazione, se trovano una squadra amatoriale che li ingaggia fanno di necessitò virtù e proseguono la loro precedente attività, sia pure in nero. Difficile dare loro torto, ma altrettanto difficile dare torto a chi da anni corre come dopolavorista e deve competere con loro, in un confronto impari. L'unica soluzione al problema a mio parere, sarebbe quello di una suddivisione delle categorie per merito (con sottocategoria su base anagrafica, ovviamente, per tutelare gli over 45), in modo che ciascuno possa vincere contro quelli di pari livello. Dopo un certo numero di vittorie, passa alla categoria superiore. La "prima categoria" sarebbe quella degli "ibridi", come definiti da qualcuno, che potrebbe partecipare anche a gare open. Ciascun organizzatore poi potrebbe decidere quali categorie ammettere alle proprie gare. Altre strade secondo me finiscono sempre per scontentare qualcuno. Ma come ribadito più volte, se nel 2014 gli EPS faticano a gestire prima e seconda serie, figuriamoci se ci fossero 3-4 categorie di merito! (e comunque l'esperimento dei master gold fu fatto e naufragò) [/QUOTE]
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