A suo tempo (mi sembra che fosse il 2008) apprezzai molto l'iniziativa del gruppo Petit Velo di avviare a titolo sperimentale un controllo medico sull'attività dei granfondisti attraverso appositi holter cardiaci e metabolici da tenere in gara agli atleti che avessero mostrato il loro interesse. Tali sperimentazioni erano previste per 3 gf (Vernaccia, MaxLelli e Cassani) e poiché interessato al protocollo e iscritto a 2 gare su 3 di quelle indicate, manifestai la mia disponibilità per email sia all'organizzazione delle suddette granfondo sia al gruppo Petit Velo. Mi fu risposto in entrambi i casi di cercare di Santilli il giorno precedente in zona ritiro pacchi gara, cosa che feci purtroppo senza successo. Ovviamente nessuno del Petit Velo mi cercò mentre nessuno nei comitati organizzatori delle gf pareva saperne niente. E non potei partecipare - con rammarico - al previsto protocollo sperimentale. Seppi poi da un amico, ciclista del PV, che - per quanto di sua conoscenza - i protocolli di controllo erano previsti solo per i membri del PV, contrariamente a quanto indicavano i roboanti comunicati stampa. Lì per lì me ne feci una ragione.Posso dire solo quello che mi consta personalmente. Santilli, sin da quando era uno sconosciuto Presidente del PV, spinto dalla sola passione per il ciclismo ha promosso iniziative, di cui solo alcune più note, tese alla tutela della salute e alla solidarietà.
E' un persona che dice quello che pensa e, soprattutto, che fa quello che dice.
Ora però mi incuriosisce sapere come stavano le cose: quale fosse allora il ruolo del S.Raffaele, se ci fosse stata una contribuzione pubblica su tale iniziativa e perché alla fine è rimasta riservata agli atleti del PV e non condotta su un campione di granfondisti. Spero che Carlo mi possa aiutare...